LE VOSTRE RICERCHE

LA TRATTA DEI NERI

La manodopera nelle piantagioni americane era in origine costituita da indios, ma in molte regioni la popolazione amerindia andò diminuendo rapidamente per due motivi principali:

1)    per le malattie contro cui non erano immunizzati;

2)    perché gli spagnoli usavano le armi da fuoco.

Inizialmente i coloni europei si procurarono nuova manodopera  catturando in altre regioni indios da rendere schiavi, ma quando anche queste regioni furono spopolate, come accade soprattutto nelle isole Antille, la scarsità di manodopera divenne un grave problema. Poiché i portoghesi avevano cominciato a catturare neri africani per renderli schiavi, già nel Cinquecento vennero importati in America i primi neri. Essi si adattavano facilmente al clima, simile a quello delle loro terre, e resistevano alla fatica meglio degli indios. Vi fu perciò una forte richiesta di schiavi africani e si sviluppò il commercio di schiavi neri, che venne chiamato tratta dei neri: milioni di schiavi neri attraversarono l’Oceano sulle navi dei commercianti di schiavi, i negrieri. I negrieri si procuravano uomini e donne da vendere come schiavi in modi diversi. Talvolta essi attaccavano villaggi, per catturare coloro che erano in grado di lavorare, o rapivano persone isolate. Il viaggio delle navi negriere veniva organizzato da un mercante che metteva il capitale necessario e sceglieva un capitano e gli uomini dell’equipaggio. Quando la nave era carica di schiavi, essa partiva per il viaggio transoceanico. Durante il viaggio i neri erano incatenati sotto coperta, cioè nella parte interna della nave, stretti gli uni agli altri in modo che fosse possibile trasportare il maggior numero di schiavi e quindi realizzare il massimo guadagno. Periodicamente i negrieri liberavano i neri dalle catene, li facevano lavare e li costringevano a svolgere qualche esercizio per mantenerli in forma ed evitare che si ammalassero: ogni nero che moriva rappresentava per i negrieri un mancato guadagno. Nonostante questo, era normale che un certo numero di schiavi morisse durante il trasporto. Accadeva che ogni tanto i neri organizzassero una rivolta e se riusciva si impadronivano della nave, ma difficilmente riuscivano a tornare a casa perché non erano in grado di manovrarla. Al termine del viaggio i neri venivano sbarcati. Essi venivano venduti, da soli o in gruppi e il loro prezzo dipendeva dalla loro età e dalle condizioni di vita.  

In America gli schiavi venivano venduti ed impiegati soprattutto nelle piantagioni di caffè, canna da zucchero, più tardi cotone:ad essi erano affidati i lavori più pesanti, come la raccolta e la lavorazione.

Le loro condizioni di lavoro e di vita erano molto dure.Solo gli schiavi domestici, che vivevano nella casa del proprietario e si dedicavano alla cura della sua persona, alla pulizia della casa o alla cucina, vivevano in condizioni migliori.

Tutti gli schiavi erano soggetti a punizioni, spesso molto pesanti, per qualunque motivo: per non aver lavorato abbastanza, per essersi allontanati senza permesso durante la notte, magari per andare a trovare altri schiavi perché era vietato agli schiavi incontrarsi o riunirsi per paura che organizzassero una rivolta. In queste condizioni i tentativi di fuga erano frequenti, ma di rado riuscivano, perché non c’erano posti dove nascondersi. Perciò di solito gli schiavi venivano ripresi e duramente puniti, marchiati, mutilati o anche uccisi in modo da scoraggiare chiunque volesse fuggire.

Le condizioni di vita inumane provocarono anche alcuni tentativi di rivolta. Essi avvenivano a volte già sulle navi che trasportavano i neri in America.

Questo sfruttamento avvenne in America fino al 1860 quando il presidente Lincoln la abolì. 

Da Anna per il WL