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RAVENNA

STORIA E SVILUPPO URBANO

Fu Augusto ad intuire le opportunità marittime di Ravenna e a stabilire a Classe (<<Classis>>=flotta), una cittadina situata a pochi Km dal mare, una delle basi navali dell’Impero.

Nonostante l’interramento avesse già ridotto l’importanza del porto, nel 402 fu scelta come nuova capitale dell’Impero romano d’Occidente, da Onorio.

Fu nel tempo d’Onorio e di sua sorella che la città si arricchì di monumenti.

Nel 476 Odoacre depose Romolo Augustolo (ultimo imperatore).

Teodorico vi stabilì la sua corte (493-526) e costruì il palazzo del re, il suo Mausoleo, i luoghi di culto del cristianesimo e la basilica di S. Apollinare Nuovo.

Nel 540 il generale Belisario s’impadronì di Ravenna.

L’invasione dei longobardi nel 568, segnò la fine dell’unita politica dell’Italia bizantina, limitando l’importanza della città e riducendola così a capitale dell’Esarcato.

Nel 751 Ravenna cadeva in mano longobarda e così finì la sua storia.

Da allora fu governata dagli arcivescovi, poi dal Comune e infine dal potere signorile. Ricchi signori, i Da Polenta, diedero ospitalità a Dante.

Successivamente cadde in mano a Venezia, dopo fu ceduta al papa e fece parte dello Stato della Chiesa.

Il gran decollo industriale degli anni ’50 e ’60 ha prodotto una serie di problemi ambientali, ma ha aumentato negli ultimi anni un processo di recupero e di restauro del centro storico.   

ARTE E MONUMENTI

Santa Apollinare in Classe.

Fu edificata da Giuliano Argentario su ordine dell'arcivescovo Ursicino durante la prima metà del VI sec.; consacrata dal vescovo Massimiano nel 549.  E' una delle basiliche cimiteriali più perfette di Ravenna; oltre alla sua struttura architettonica è famosa per i mosaici e i sarcofagi marmorei degli antichi arcivescovi disposti lungo le navate laterali. , monumento della cultura bizantina.Il campanile cilindrico, a monofore, bifore e trifore in progressione (serve ad alleggerirlo). All’interno della chiesa dividono le navate colonne di marmo greco verde, con il basamento è cubico, con capitelli bizantini a foglie d’acanto (ordine Corinzio), sormontati da pulvini; dieci sarcofagi d’arte ravennate, nelle navate minori; altare e cripta del sec. IX; il soffitto capriate. Tra i mosaici di varia epoca nel catino dell’abside, la rappresentazione allegorica della Trasfigurazione (sec.VI), la mano di Dio che aiuta l’uomo e le pecore che rappresentano i fedeli; alcuni di questi sono stati riportati in altre chiese.

 

S. Apollinare in Classe

Mausoleo di Teodorico. 

Il re goto lo fece erigere poco dopo il 520; ha una cupola di un sol  blocco calcareo pesante 300 tonnellate. La leggenda afferma che il diavolo rapì Teodorico e con un fulmine lo colpì, è per questo che il corpo non si è mai trovato e che vi è una crepa sulla cupola.  All’interno, un locale cruciforme in basso e un ambiente circolare al primo piano, con un sarcofago di porfido che in origine dovette contenere le spoglie del re. La costruzione è in pietra d’Istria (bianca) e sprofondò di 3 metri, per cause naturali.

 

Galla Placidia. 

L'atmosfera del mausoleo di Galla Placidia è sicuramente magica: entrando nel piccolo edificio a croce greca si rimane colpiti dall'improvviso passaggio dalla luce del giorno alla riproduzione dell'atmosfera notturna. Le innumerevoli stelle della cupola hanno colpito la fantasia e la sensibilità dei visitatori di Ravenna. Si narra che Cole Porter, in viaggio di nozze nella città alla fine degli anni '20 rimase talmente colpito dall'atmosfera del piccolo mausoleo, che compose la sua famosissima Night and Day pensando al cielo stellato di Galla Placidia.

Eretto forse da Galla Placidia per il suo sepolcro; è situata in un giardino vicino a S. Vitale. L’interno è ornato di mosaici (Evangelisti, Apostoli, Buon Pastore, S. Lorenzo, cervi alla fonte), di cui uno nel mezzo della cupola che raffigura una nuvola con all’interno la mano di Dio e un altro sulla parete che rappresenta un armadietto con dentro i quattro libri degli Evangelisti. Nei bracci della croce, tre sarcofagi antichi, uno ritenuto sepolcro di Galla Placidia (che però fu sepolta a Roma).Anche quest’edificio è sprofondato (di un metro) a causa dell’estrazione dell’acqua e del metano.

 

Galla Placidia

 S. Vitale. 

Tempio a forma ottagonale che fu consacrato nel 548 dall'arcivescovo Massimiano. La basilica di S.Vitale è fra i monumenti più importanti dell'arte paleocristiana in Italia soprattutto per la bellezza dei suoi mosaici, per la ricchezza dei marmi e per l’originalità della struttura.
L'influenza orientale, sempre presente nell'architettura ravennate, assume qui un ruolo dominante. Non più la basilica a tre navate, ma un nucleo centrale a pianta ottagonale, sormontato da una cupola (leggerissima, realizzata con anelli di tubi cavi di terracotta e tutto poggiato su otto pilastri e archi. La cupola e i nicchioni furono affrescati nel 1780 dai due bolognesi e un Veneto. E' da notare che la basilica è tenuta asciutta perché il piano di calpestio si trova al di sotto del livello della falda freatica.

Quando si entra nella basilica di San Vitale lo sguardo è catturato dagli alti spazi, dalle stupende decorazioni musive dell'abside, dagli ampi volumi e dagli affreschi barocchi della cupola. Forse per questa tensione verso l'alto non si nota un piccolo e meno noto gioiello. Nel pavimento del presbiterio, proprio di fronte all'altare, su un lato del pavimento ottagonale è rappresentato un labirinto. Le piccole frecce partono dal centro del labirinto e attraverso un precorso tortuoso portano verso il centro della Basilica. Nei primi anni della cristianità il labirinto spesso era il simbolo del peccato e del percorso verso la purificazione. Trovare la via d'uscita dal labirinto è un atto di rinascita.
Una volta completato il percorso del labirinto del pavimento di San Vitale, si possono alzare gli occhi verso l'altare e contemplare i mosaici più belli della cristianità.

Da un’arcata si prolunga il presbiterio, rappresenta la parte più preziosa del monumento per i mosaici che rivestono le pareti (Evangelisti, Profeti, scene del vecchio testamento sui lati; il redentore fra S. Vitale e il vescovo Ecclesio nel catino dell’abside) del sec. VI mentre due riquadri in basso nell’abside (Giustiniano e il suo corteo, a sinistra; Teodora e il suo corteo a destra; vi è rappresentato anche Gesù con una veste color porpora, segno di potenza, affianco vi sono angeli e gli uomini capi delle 12 tribu’ ebraiche) dell’arte bizantina. Quest’edificio religioso è sprofondato di un metro circa.

S. Vitale

 S. Apollinare nuovo.

Fu fondata nel VI secolo e in origine fu la Chiesa palatina di Teodorico nel 493/96 per gli Ariani; poi fu consacrata al culto cattolico nel 560. La facciata forse in origine era racchiusa da un quadriportico, ma attualmente è preceduta da un semplice e armonioso portico in laterizi di marmo del secolo XVI ( rifatto con materiali antichi ). Sul lato destro il bel campanile cilindrico, caratteristico delle costruzioni Ravennati, è opera del IX o X secolo. Dell'antica costruzione sopravvivono i meravigliosi mosaici con la più vasta superficie musiva che sia giunta a noi dall'antichità. 

L’interno è basilicale, a tre navate su colonne dai capitelli; soffitto a cassettoni

dorati, del ‘600. Le pareti della navata mediana sono rivestiti di mosaici in tre zone: le due superiori (scene

della vita di Cristo; Santi e Profeti), d’epoca teodoriciana e di gusto tardoclassico; la zona inferiore, con le processioni dei Martiri che muovono da Ravenna verso Gesu’ in trono fra gli angeli, e delle Vergini che precedute dai Magi muovono dalla città di Classe verso la madonna col Bambino fra gli angeli. Questi santi sembrano uguali ma ognuno di loro ha particolari differenti ( esempio dello stile bizantino ). L’altare è d’oro ed è molto decorato.

 Tomba di Dante. 

Costruito dall'architetto Camillo Morigia nel 1780, il tempietto conserva le ossa di Dante. L'esterno è in stile neoclassico, all'interno sopra il sarcofago è presente un rilievo di Pietro Lombardo scolpito nel 1483 raffigurante Dante davanti ad un leggio. Al centro arde una lampada votiva settecentesca alimentata con olio d'oliva degli appennini toscani, donato ogni anno dalla città di Firenze la seconda domenica di settembre. A destra una cancellata immette in un giardino denominato 'Quadrarco di Braccioforte', sotto il quale sono collocati due sarcofagi.

Ospite dal 1317 di Guido Novello da Polenta, il poeta morì nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321; il funerale fu celebrato in S. Francesco e la prima sepoltura avvenne in un sarcofago posto sotto un portico laterale.

Tomba di Dante

 

Abbazia di Pomposa. 

E' uno dei monasteri più importanti d'Italia, sorto nel VI / VII secolo per opera dei monaci Benedettini.

Ha un campanile con cupola a punta, a feritoie, monofore, bifore trifore e quatrifore in progressione per alleggerire la struttura. La facciata è simmetrica, con in basso il nartece (cortile). All’interno, sulle pareti vi sono affreschi (all’ingresso vi sono degli affreschi che raffigurano l’inferno, il paradiso e sui lati vi è rappresentato l’Antico Testamento). Il pavimento è in mosaico con raffigurata una croce con al centro la mano di Dio. Nella cripta precedentemente gli Amanuensi ricopiavano i testi di antichi scrittori che altrimenti sarebbero andati perduti; in essa vi sono custodite anche le reliquie di un santo.
La splendida architettura è interamente in mattoni (elemento tipico del Delta del Po) dell'atrio e del campanile.


Da Valentina per il WL