PEGLIO

 

Cenni Storici

Peglio, vigile scorta della vallata superiore del Metauro, sorge sopra un poderoso masso di "gessite" in un contesto paesaggistico collinare, balcone di 534 m s.l.m. ch guarda le serrate catene montuose, gli improvvisi slarghi tra S. Angelo in Vado e Urbania, i dolci declivi, le estese masse di bosco, le maglie di seminato, i laghetti inghirlandati di vettrice, il Monte Nerone e il Catria e, nella valle del Mutìno, le montagne della Carpegna.

Anticamente fu pago romano, identificato con quel "Pagus Pilleus" della Pentapoli dove, verso il 739, i fedelissimi longobardi del re Liutprando furono disfatti dall'esercito romano-bizantino. Certo fu terra arimanna elevata a fortezza e lasciata alla Santa Sede quando Pipino il Breve (†768) donò la Massa Trabaria a S. Pietro. Il Castello di Peglio, già in parte feudo dei Benedettini nel 1185, fu destinato da papa Nicolò IV nel 1291 a residenza sicura del Rettore di Massa, durante le aspre contese tra i Montefeltro, i Della Faggiola, i Brancaleoni di Castel Durante, che ne furono infeudati nel 1334.

Il cardinale Egidio Albornoz ne reclamò la sudditanza alla S. Sede e proprio nel "girone del castello" il 20 febbraio 1357 ricevette la sottoscrizione di Urbino, al quale il Peglio passò definitivamente per concessione di papa Bonifacio IX al conte Antonio da Montefeltro. Sotto il regime feltresco e roveresco, con i propri statuti e come vicariato della di Casteldurante, restò fino al 1631 quando la stato di Urbino fu devoluto alla Santa Sede.

Nel 1779, durante la reazione antinapoleonica, partecipò attivamente ai moti, come in seguito alle guerre dell'Indipendenza. All'avvento dell'Unità d'Italia fu riconosciuto comune, assorbito durante il fascismo da quello di Urbania, e di nuovo indipendente dopo la Liberazione.

La sua chiesa arcipretale, dedicata la protettore S. Fortunato vescovo di Todi (14 ottobre), fu una delle pievi più antiche del diocesi urbinate.

La vita degli abitanti scorre nel Peglio tranquilla tra le casette e le stradine medievali erette con gusto dai maestri comacini e locali, in mezzo al luccichio magico della roccia gessosa e il saliscendi dei vialetti esuberanti di verde. Luogo ideale di villeggiatura per il clima salubre, le acque minerali solfifere, la cucina casareccia, gli impianti alberghieri e sportivi, le manifestazioni culturali e folcloristiche, le opere d'arte, così Peglio è oggi invito per tutti.

(NICOLO' PER IL WL)