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 Duomo di Pisa

 

Architetto del Duomo fu Buschetto di Giovanni che progettò e diresse i lavori dal 1063 almeno sino al 1100, come ricordano alcune iscrizioni celebrative presenti sul suo sarcofago murato in facciata. A lui si deve l'impianto originario della chiesa, con corpo basilicale a cinque navat

e, transetto sporgente a tre navate e cupola sulla crociera, mentre Rainaldo, il cui nome compare in un'altra epigrafe del medesimo prospetto, fu autore del successivo ampliamento dell'edificio. Quest'ultimo consistette nel prolungamento del corpo delle navate e nella costruzione di una nuova facciata.  L'edificio fu concepito in due diverse fasi, come ben si può osservare dai fianchi dove il diverso materiale impiegato nelle prime cinque arcate a partire dalla facciata rende palese la consistenza della parte di fabbrica aggiunta in un secondo momento per ingrandirne la capienza. Alla seconda fase, appartengono la facciata odierna e l’abside; sia dell’abside originaria che dell'antica facciata ormai non si sono conservate tracce. Probabilmente la seconda facciata è stata eseguita in occasione di un avvenimento solenne, forse il Concilio di Pisa del 1133-1135. Il completamento della facciata si deve a Biduino e Bonanno che operarono circa venticinque anni più tardi; un radicale restauro dell'edificio si ebbe fin dal XVI secolo dopo i danni provocati da un disastroso incendio.

Contesto storico

Alcune iscrizioni presenti sulla facciata del Duomo forniscono una serie di importanti dati storici sulla sua costruzione. Tali epigrafi testimoniano che la cattedrale fu eretta per volere dei cittadini e del vescovo in un momento in cui la città era all'apice del suo sviluppo politico, economico e militare. Le numerose vittorie riportate dai Pisani sui saraceni negli anni immediatamente precedenti alla fondazione del nuovo Duomo, che avvenne nel 1064, avevano, infatti, permesso alla città toscana di affermarsi come massima potenza marinara del Mediterraneo occidentale. La nuova cattedrale divenne, pertanto, il simbolo del potere cittadino.

 

 

Artefice dell'edificio fu Buschetto, come ricordano altre iscrizioni celebrative presenti sul suo sarcofago murato in facciata. A lui si deve l'impianto originario della chiesa, con corpo basilicale a cinque navate, transetto sporgente a tre navate e cupola sulla crociera, mentre Rainaldo, il cui nome compare in un'altra epigrafe del medesimo prospetto, fu autore del successivo ampliamento dell'edificio. Quest'ultimo consistette nel prolungamento del corpo delle navate e nella costruzione di una nuova facciata. All'interno della cattedrale si conservano ancora alcune importanti opere medievali. Nella navata centrale è collocato lo splendido pergamo di Giovanni Pisano, mentre nel braccio destro del transetto è visibile parte della tomba dell'imperatore Arrigo VII di Lussemburgo, di Tino di Camaino. Sull'altare situato in prossimità dell'ingresso alla sacrestia di sinistra del coro è posta, inoltre, una tavola raffigurante la Madonna con bambino, opera di un artista crociato del XIII secolo.

L'edificio originario e le sue fasi costruttive

Una serie di elementi sia strutturali che decorativi, riscontrabili all'esterno e all'interno del Duomo, testimoniano inequivocabilmente che esso è il risultato di due differenti fasi costruttive. All'edificio originario, costruito da Buschetto, appartengono l'intero corpo orientale con la cupola, i due bracci del transetto e la parte del corpo delle navate direttamente collegata a quest'ultimo, mentre l'attuale facciata e la rimanente parte del braccio longitudinale sono frutto di un ampliamento successivo operato da Rainaldo. Il Duomo di Buschetto era dunque più corto di quello attuale ed era dotato di una differente facciata.

La costruzione della nuova facciata si protrasse per diversi decenni, ma dovette essere conclusa intorno al 1110, anno in cui Buschetto morì.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Da Giulia per il WL