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I DESERTI

Il deserto è una vasta regione caratterizzata da suolo arido, scarse precipitazioni e forte evaporazione. L’ampia escursione termica (differenza tra la temperatura massima del giorno e la minima della notte) provoca una intensa disgregazione delle rocce in ciottoli e sabbie. Esistono deserti rocciosi, deserti sabbiosi e deserti ghiaiosi. In tutti è notevole l’azione meccanica del vento; le precipitazioni sono quasi assenti con pochi millimetri annui.

Pur se inospitali, i deserti ospitano la vita. Le popolazioni che vivono nei deserti hanno però dovuto adattare il loro stile di vita alle severe condizioni dell'ambiente, ad esempio, i Tuareg, popolazione che vive nel deserto del Sahara, praticano l'agricoltura esclusivamente nelle oasi, e grazie al nomadismo possono anche allevare bestiame.

 L’oasi non è un prodotto della natura, ma dell’uomo. Dove l’acqua piovana si è raccolta in una falda sotterranea, l’uomo ha scavato un cratere nella sabbia. All’interno, ha piantato le palme e irrigato gli orti. Gli abitanti proteggono l’oasi con palizzate altrimenti il vento del deserto le cancellerebbe. Qui ci si ferma per riposare, per rifornirsi di acqua e di datteri, ma anche per scambiare bestiame e prodotti.
Numerosi tentativi per sfruttare i terreni desertici a scopo agricolo sono stati fatti da paesi confinanti con queste regioni, che hanno realizzato complessi sistemi di irrigazione per attingere acqua dai fiumi o da profondi pozzi. Ma alcuni gravi problemi hanno poi reso vane simili imprese: in primo luogo, la forte evaporazione dell'acqua dispersa nei campi determina un accumulo di sale sul terreno che lo rende inadatto alle coltivazioni. Inoltre, le riserve naturali dalle quali è prelevata l'acqua sono destinate a esaurirsi. 

Il disboscamento (perlopiù mediante il fuoco) e l'allevamento intensivo nelle terre semiaride ai margini dei deserti,sono i maggiori responsabili del processo di desertificazione, che sempre più sta diventando un problema di interesse mondiale. Uno studio eseguito dalle Nazioni Unite nel 1984 ha stabilito che il 35% delle terre emerse è attualmente minacciato dal processo di desertificazione.

Il deserto più vasto della terra è il deserto del Sahara che si trova in Africa, altri deserti si trovano in Arabia, nell’Asia centrale, nell’Australia e nelle Americhe.Il Sahara è un esempio tipico di desertificazione di una zona anticamente ricoperta da una rigogliosa vegetazione, come provano i numerosi ritrovamenti fossili del Neolitico.

La vegetazione

In molte regioni desertiche sono presenti formazioni vegetali che si sono adattate alla scarsità d'acqua e all'intenso calore diurno. Le piante del deserto sono generalmente in grado di conservare e sfruttare al massimo la poca acqua a loro disposizione. Molte angiosperme, tipiche dei deserti, vivono soltanto per pochi giorni: i loro semi giacciono al suolo, talvolta per anni, fino a che un acquazzone permette loro di germogliare. Le specie legnose hanno forti radici che raggiungono l'acqua in profondità; oppure straordinariamente estese in superficie, atte a catturare la rugiada o le gocce d'acqua delle piogge più leggere. Le piante del deserto hanno di solito foglie piccole, che limitano la traspirazione; altre piante durante la stagione arida perdono le foglie, realizzando la fotosintesi attraverso i fusti. Le piante grasse conservano l'acqua nei loro fusti carnosi e nelle radici; le spine, che sono foglie modificate, servono a proteggerle dagli animali, che altrimenti le distruggerebbero per ricavarne acqua. Molte piante del deserto assimilano e immagazzinano anidride carbonica solo di notte; durante il giorno i loro pori sono chiusi per impedire l'evaporazione dei liquidi.

Fauna dei deserti

Gli animali del deserto, cosi come le piante, sono adattati in vario modo alla mancanza d'acqua. Tra gli animali del deserto vi sono alcune specie di anfibi che restano in letargo durante la stagione secca ed escono in superficie solo quando cade la pioggia: solo allora possono accoppiarsi e deporre le uova.

 Numerosi mammiferi del deserto, come il cammello, sono capaci di resistere alla disidratazione, infatti esso può rimanere parecchio tempo senza acqua perché i suoi tessuti possono tollerare altissimi livelli  di temperatura corporea e di disidratazione e non come dice una credenza popolare,perchè immagazzinano l'acqua nelle loro gobbe.

Alcuni mammiferi hanno imparato a  mantenere la temperatura corporea conducendo vita notturna, infatti durante il giorno restano nascosti in tane fresche o all'ombra.

 I rettili e qualche insetto sono "preadattati" grazie ad un rivestimento praticamente impermeabile ed alle escrezioni a secco. 

 Al contrario, i mammiferi non sono un gruppo ben adattato (perché essi espellono urina, il che comporta la perdita di parecchia acqua ), tuttavia certe specie hanno sviluppato un notevole adattamento secondario. Tra questi mammiferi ricordiamo alcuni tipi di ratti che  possono vivere di semi senza aver bisogno di bere acqua. Essi restano nelle tane tutto il giorno, risparmiano l'acqua con l'escrezione di urina molto concentrata non servendosene per regolare la temperatura corporea.