LE VOSTRE RICERCHE

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                         Repubblica Bielorussa           Matteo
                      Respublika Belarus'             
    

 

 


mappa

Superficie: 207.600 Km²
Abitanti: 10.315.000 

Densità: 50 ab/Km²

Forma di governo: Repubblica parlamentare

Suddivisione Amministrativa: 6 provincie

Capitale: Minsk (1.712.900 ab.)
Altre città: Homyel (500.986 ab.), Mahilyow (367.710 ab.) Vicebsk (356.007 ab.) Gomel (220.000 ab.) e Brest (287.200 ab.)

Popolazione Urbana: 69,1%

Gruppi etnici: Bielorussi 80%, Polacchi 12%, altri 8%
Paesi confinanti: Lettonia e Lituania a NORD-OVEST, Polonia ad OVEST, Ucraina a SUD, Russia NORD e a EST



Monti principali: Gora Dzerzienskaja 346 m
Fiumi principali: Dnepr 2201 Km (totale, compresi tratti russo ed ucraino), Dvina Occidentale 1020 Km (totale, compresi tratti russo e lettone), Neman 937 Km (totale, compresi tratti lituano e russo), Pripjat 779 Km (totale, compreso tratto ucraino), Berezina 585 Km
Laghi principali: Ozero Vilija 100 Km²
Clima: Continentale con inverni rigidi caratterizzati da abbondanti nevicate ed estati afose.

Territorio: In prevalenza pianeggiante con dei rilievi collinari che non superano i 400 m. di altezza e nella regione meridionale ci sono delle vaste aree paludose inabitate.

Flora: La vegetazione dominante è costituita da vaste foreste di conifere. Tra la vegetazione erborata troviamo a nord il pino, l'abete rosso e la betulla, e a sud la quercia, il pioppo, l'ontano, l'olmo e il faggio bianco.

Fauna: Importantissimo è il Parco Statale Nazionale "Belovezhkaja Puscha" che è stato incluso nel 1992 dall'Unesco, nell'elenco dei gioielli patrimoniali di tutta l'umanità. Il parco rappresenta la più grande foresta primordiale d'Europa e ospita la più numerosa colonia di bisonti, alci, daini, linci, cinghiali, cavalli selvatici, tassi, lupi, ermellini, martore, lontre, visoni e castori.   

Lingua: Bielorusso (ufficiale) e Russo. Sono diffusi anche L'ucraino e il Lituano
Religione: Ortodossa 60%,  Cattolica (18%) e minoranze di religione Ebraica e Musulmana
Moneta: Rublo bielorusso

Attività economiche: L'agricoltura è il settore dominante e le colture più diffuse sono patate, lino, grano, barbabietole da zucchero e cereali trai i quali orzo, avena e segale. L'allevamento e l'industria lattiero-casearia ricoprono una notevole importanza nel settore primario. Per quanto riguarda l'industria i principali stabilimenti producono motoveicoli, materie plastiche, macchinari, carta e legname, e l'industria tessile ricopre una notevole importanza per la produzione di cotone e manufatti in lino e lana. Il paese dispone inoltre di considerevoli riserve di torba, utilizzata come risorsa energetica. 

 

ASPETTO CULTURALE E ARTISTICO DI ALCUNE CITTA'

 

MINSK è la capitale della Bielorussia ed è sempre stato un luogo di incontro e il fulcro delle penetrazioni di culture diverse, soprattutto fra l'Ovest cattolica e la Russia ortodossa. Per un centinaio d'anni Minsk è stata testimone della collaborazione pacifica tra Bielorussi, Ebrei, Russi, Polacchi e Tartari.

L'aspetto moderno di Minsk è il risultato della ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale, oggi considerata una delle migliori città della ex Unione Sovietica.

 

Quasi tutti gli edifici di Minsk sono stati costruiti dopo il 1944, quando l'occupazione di Minsk da parte dell'esercito sovietico distrusse quasi interamente la città. Minsk è probabilmente l'esempio migliore di pianificazione sovietica su larga scala. La città è quasi riuscita a realizzare l'utopia operaia: l'uniformità delle sue facciate monumentali è smorzata dalle strade ampie e dai piacevoli parchi. La sua atmosfera è frenetica e cosmopolita e possiede un senso di pulizia e brillantezza maggiore rispetto a quello di altre città dell'ex Unione Sovietica.

 

La strada principale di Minsk, prospekt Skaryny, è un viale enorme e frenetico. All'estremità sud-occidentale della strada, la plosha Nezalezhnastsi (Piazza dell'Indipendenza), lunga 500 m., è circondata dagli edifici governativi e dall'affascinante Chiesa Cattolica Polacca di San Simone, nota anche come "Chiesa Rossa". Il Parco Janki Kupaly è una piacevole zona verde costeggiata su due lati dal tortuoso fiume Svislach. E' possibile noleggiare una barca a remi o visitare la casa in cui il Parito comunista Russo tenne illegalmente il suo primo congresso nel 1898.

 

Il Museo Nazionale Bielorusso di Storia e Cultura permette di fare un viaggio attraverso la storia turbolenta della nazione, mentre presso il Museo d'Arte Statale della Bielorussia si possono ammirare numerosi dipinti risalenti ai secoli compresi fra il XVII e il XX. 

Il Museo della Grande Guerra Patriottica descrive tramite le immagini gli orrori della seconda guerra mondiale.

La città Vecchia, a ovest di prospekt Skaryny, ospita la Cattedrale di St. Dukhawski, in stile barocco. Un tempo la cattedrale faceva parte di un convento Bernardino polacco. Gli edifici del monastero sono stati restaurati e oggi sono sede di un'accademia musicale. Per farsi un'idea di com'era Minsk in passato, nella zona a ovest del fiume Svislach, si trova un quartiere che è stato ricostruito secondo lo stile tipico del XVII e del XVIII secolo. E' curioso e quasi in miniatura,  pieno di caffè, bar ristoranti e negozi di souvenir. Poco distante, sorge la Chiesa di Santa Maria Maddalena, costruita nel 1847, caratterizzata da un campanile ottagonale a punta e da una grande cupola.

A Minsk si trovano le compagnie nazionali di balletto e opera e l'accademia musicale, fondata nel 1932. Tra le compagnie di teatro vi sono quelle dedicate a Yanka Kupala e Yakub Kolas, poeti bielorussi, fondatori della rivista "Nasa niva" e promotori del bielorusso come lingua letteraria.

 

BREST è una città frenetica e con un gran movimento dovuto al suo essere città di frontiera.

La strada principale è la Uliza Sovietskaja.

Fra i principali monumenti della città troviamo la Chiesa Nikolaivskij che è la più antica della città e che un tempo faceva parte di un monastero; la Cattedrale ortodossa di San Simone che risale al XVII secolo con i suoi ricchi decori in oro; il Museo Archeologico Berestie (l'antico nome della città) e la Fortezza di Brest la cui costruzione fu teminata nel 1842 e che nel tempo subì diverse modifiche, raggiungendo i 30 chilometri di perimetro difensivo fortificato.

Nel 1971 è stato inaugurato il complesso monumentale della Fortezza di Brest, a memoria dei suoi eroici difensori per non dimenticare la tragedia della guerra e dell'aggressione nazista.

 

POLOZK è una antica città fluviale carica di storia, anche se le vicissitudini storiche hanno cancellato molte tracce del suo passato.

Nella città hanno sede il Museo Storico Regionale e il Museo "Knihadrukavanni" (nel quale è possibile ammirare libri e dipinti storici).

La Cattedrale di Santa Sofia, è l'edificio più antico della Bielorussia, fu edificata nel XI secolo prendendo a modello l'omonima cattedrale di Kiev. Attualmente si presenta in uno stile architettonico completamente diverso da quello originario, infatti fu ricostruita in stile barocco nel XVII secolo, quando diventò cattedrale cattolica, precedentemente nel XV secolo fu danneggiata da un incendio. Nel seminterrato sono visibili le antiche fondamenta dell'XI secolo e nell'annesso museo è esposto un modello della cattedrale originaria.

Alla città è legata la figura di Santa Eufrosinia di Polozk, "protettrice della Bielorussia" che dal 1910 è sepolta nella Cattedrale di Cristo Salvatore, da visitare per i suoi bellissimi affreschi e che fu costruita su ordine della stessa santa, famosa per il suo mecenatismo. Inoltre la santa fondò nella zona di Polozk monasteri maschili e femminili che divennero importanti centri su cultura, all'interno dei quali si trascrivevano testi.

 

NESVIZH è una bellissima città fondata nel XIII secolo ed è una delle città più antiche della Belarus, ma le vestigia più belle e interessanti risalgono alla metà del XIV secolo quando fu edificato un complicato sistema di fortificazioni. Oggi a ricordo di quell'antico splendore rimangono alcuni splendidi esemplari dell'architettura del XIV secolo. Il Municipio risale al XVI secolo ed è forse uno degli edifici più antichi del paese. Altro monumento da visitare è la porta di Slutsk costruita nel XVI secolo e rifatta in stile barocco nel XVIII secolo. Bella e interessante la Cattedrale Cattolica di Farny in stile primo barocco e la Fortezza del Palazzo Radziwill, progettata dall'architetto italiano Bernardoni nel XVI secolo.

 

VICEBSK: è una città legata ai nomi dell'arte del XX secolo, il grande Mark Chagall è nato qui dove ha vissuto la sua giovinezza, ricoprendo anche il ruolo di Commissario del Popolo nel governo cittadino negli anni immediatamente successivi alla Rivoluzione d'Ottobre prima che emigrasse in Francia, ma anche artisti del calibro di Kandinsky, Malevich passarono molto tempo in questa cittadina.

Mete obbligate la Casa Museo Mark Chagall e l'Art Center Chagall che ospita mostre temporanee e permanenti di opere europee dei secoli tra il XVIII e il XX.

Interessante è l'antico municipio, di fronte al quale ci sono dei murales che rappresentano la Vicebsk antica. Nel piccolo parco posto a metà strada dell'Uliza Suvarova, la strada più importante della città, si trova il monumento ai caduti della guerra franco russa del 1812

 GRODNO è una città antica ed è uno dei grandi centri urbani della Bielorussia che è sopravvissuta meglio alle distruzioni della seconda guerra mondiale. Grodno presenta quindi il suo volto tradizionale, affascinante e pittoresco.

Molto interessanti sono gli edifici religiosi: la Chiesa di San Boris e San Gleb che fu costruita in legno nel XII secolo; la Cattedrale Farny (barocco verticale), Il Monastero e la Chiesa dell'ordine dei Cistercensi di epoca rinascimentale.

Per la sua posizione strategica e di passaggio, nella città furono edificate delle fortificazioni: il vecchio castello di Grodno (Starij Zamok) fu costruito poco distante dal vecchio nel 1737 in stile rococò, anche se in seguito subì ristrutturazioni con l'utilizzo di stili meno opulenti.

La città presenta dei musei che meritano una visita: Museo della Storia delle Religioni ospitato in un palazzo che risale al XVIII secolo; il Museo del "Novij Zamok" che si trova nel castello nuovo, il Museo archeologico con oggetti risalenti anche al IX secolo nei pressi del "Starij Zamok"

 

STORIA  
Il territorio dell'attuale Bielorussia, abitato da una popolazione di origine slava e suddiviso in numerosi principati durante il Medioevo, fu annesso alla Lituania in seguito alla distruzione da parte dei tartari della città di Kiev (1240), che in quel periodo rappresentava il centro della religione e della cultura slava. Sotto la dinastia degli Jagelloni la regione bielorussa, come tutto il territorio lituano, fu annessa alla Polonia (1386), divenendo tra il XVI e il XVIII secolo lo scenario degli scontri militari tra quest'ultima e la Russia. In seguito, con le spartizioni della Polonia, la Russia prese possesso della regione, ma nel 1812, quando le forze francesi comandate da Napoleone ne invasero le terre, queste furono devastate dagli stessi russi in ritirata, così da determinare un grave stato di povertà che si sarebbe protratto per tutto l'Ottocento, alimentando un consistente flusso migratorio verso la Siberia e gli Stati Uniti.

Sul finire del secolo si diffuse nel paese un radicato movimento nazionalista e di autodeterminazione; dopo il crollo dell'impero russo, nel marzo del 1918, venne proclamata la nascita della Repubblica democratica bielorussa, che fu tuttavia sottomessa dai bolscevichi nel gennaio 1919. Successivamente, nell'intento di ristabilire le antiche linee di confine, la Polonia invase il paese, annettendosi con il trattato di Riga (1921) parte del territorio occidentale, mentre la regione restante divenne l'anno successivo una delle repubbliche costituenti dell'URSS.

Dopo l'occupazione della Polonia da parte delle forze tedesche nel 1939, la Russia si riappropriò del territorio sottratto, che venne annesso alla Repubblica bielorussa, quasi raddoppiandone la superficie. Nel giugno del 1941, durante la seconda guerra mondiale, i tedeschi invasero il paese, da cui furono cacciati solo nel 1944, dopo avere provocato ingenti devastazioni. Fatta eccezione per alcune aree limitate assegnate alla Polonia, i confini vennero definiti in base ai termini del trattato stipulato tra quest'ultima e la Russia nel 1945 e nello stesso anno la Bielorussia divenne membro indipendente dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).

Il crollo dell'URSS verificatosi nel 1991 portò, il 25 agosto dello stesso anno, alla dichiarazione d'indipendenza della Repubblica bielorussa, che assunse un ruolo determinante nella formazione della Comunità di stati indipendenti (CSI), di cui ospitò il primo summit. Firmataria nel giugno 1993 del trattato di non proliferazione nucleare, la nazione si impegnò a rimuovere dal proprio territorio tutte le armi nucleari a partire dal 1996, anche in conseguenza dei disastrosi effetti dell'esplosione del reattore della centrale di Cernobyl, verificatasi nel 1986 nella confinante Ucraina.

Nel gennaio 1994 il capo dello stato Stanislau Suškevic, accusato di contrastare in modo inefficace la corruzione del governo, venne destituito; a succedergli fu il conservatore Meèyslav Hyrb. La nuova Costituzione, adottata nel marzo del 1994, proclamò il paese stato neutrale e denuclearizzato, e le prime elezioni presidenziali tenute nel luglio dello stesso anno portarono alla schiacciante vittoria del populista Aleksandr Lukaèenko.

Lukaèenko promosse una politica di riavvicinamento alla Russia, con la quale raggiunse diversi accordi concernenti l'unione doganale e la difesa. Sul fronte interno crebbe l'opposizione di nazionalisti, liberali e comunisti, riuniti per denunciare l'autoritarismo del presidente. La risposta di Lukaèenko fu dura: molti esponenti dell'opposizione furono arrestati e fu stabilito il controllo sui mezzi di informazione. Alla fine del 1996 Lukaèenko sostituì il Soviet supremo con un Parlamento di membri non ostili alla sua politica e con un discusso referendum prorogò il suo mandato fino al 2001. 

 In seguito al colpo di mano presidenziale del 1996, le relazioni internazionali della Bielorussia hanno subito un forte deterioramento e mentre il Consiglio d’Europa non ha riconosciuto il Parlamento bielorusso, l’OSCE si è scontrata in più di un'occasione con le autorità del paese. 

La situazione è precipitata nel giugno 1998, quando Lukaèenko ha intimato a 22 diplomatici stranieri di abbandonare le residenze che occupavano nell’esclusivo quartiere di Drozdy, dichiarate di proprietà presidenziale, "per lavori urgenti agli impianti idraulici" e li ha invitati a trasferirsi nella periferia di Minsk. La reazione dei paesi colpiti dal provvedimento è stata durissima; accusando Lukaèenko di violare le convenzioni internazionali sulle relazioni diplomatiche, molti di essi hanno richiamato gli ambasciatori. Inoltre, mentre l'Unione Europea ha imposto restrizioni agli spostamenti dei diplomatici bielorussi sul proprio territorio, gli Stati Uniti hanno dal canto loro invitato l'ambasciatore bielorusso a Washington di "non farvi ritorno dopo le vacanze". La crisi si è risolta soltanto agli inizi del 1999, quando tutti gli ambasciatori hanno potuto tornare nelle proprie residenze.

 Nel 1999 la situazione politica del paese si è ulteriormente aggravata; le opposizioni hanno infatti bloccato le elezioni amministrative e hanno indetto elezioni autonome. Tuttavia, l'iniziativa si è rivelata inefficace, soprattutto perché uno dei candidati, Zenon Poznyak (che, temendo di venire arrestato, vive in esilio), si è ritirato accusando l'altro candidato, Mikhail Chigir, ex primo ministro, di brogli. 

 

FESTE ED EVENTI:

Ogni festa è accompagnata dai propri rituali ed usanze,  da unici ed esclusivi accompagnamenti musicali.

E' tradizione bielorussa iniziare il nuovo ciclo annuale con la festa "Koliadi". Così in antichità i pagani chiamavano il Dio Invernale del Sole. Si considerava che "Kolidà" (Il Dio Sole) senza l'aiuto umano il 25 dicembre (giorno del solstizio d'inverno, che pur iniziando convenzionalmente il 22 dicembre si prolunga nella tradizione sino al 25 dicembre) non avrebbe potuto svegliarsi. Tale compito di aiutanti del Dio Sole fu preso da un gruppo di persone dette "Koliadovshiki".

Il fine dei "Koliadovshiki" è quello di ripulire l'animo dell'uomo dal male con l'aiuto di canzoni e musiche sacre.

 

LA CUCINA:

Si incomincia la giornata con un pasto abbondante la mattina con prosciutto, uova,  tè,  kefir (una specie di yogurt) e bulocki (corrispondenti alle ns. brioches).

A pranzo non mancano i pirozki (frittelle con ripieno di carne) ed il caviale nero, che si mangia spalmato su una fetta di pane e burro. Poi arriva il borsc, la minestra di verdura con dentro la smetana (una panna acidula), il kijevskij kotlet, la cotoletta di carne di pollo avvolta e impanata con contorno di patate e verdure e per finire il morozenoe, il gelato.

 Il pasto serale è invece poco più di una merenda. I zakuski non mancano mai, ma la minestra la sera non esiste. Anche il secondo è piuttosto leggero: poi il caj (tè) e basta.

Tra i piatti casalinghi domina la kasa. Per i bielorussi kasa vuol dire tutto, dalla pappina dolce di semolino al miglio bollito, e si può preparare con qualsiasi cereale.

 Matteo per il WL