L' AUSTRIA  &  

  La PRIMA GUERRA MONDIALE

 

AUSTRIA : Repubblica Federale  Democratica dell’Europa Centrale.

                        Governata in base a una Costituzione. Il potere esecutivo è                      esercitato dal presidente della Repubblica , eletto dal popolo ogni sei anni , e dal Consiglio dei Ministri, con a capo un Cancelliere, eletto dal Presidente e in carica per un periodo non superiore ai quattro anni.

CONFINI : Nord – Repubblica Ceca

                        Nord Est – Repubblica Slovacca

                        Est – Ungheria

                        Sud – Slovenia, Italia e Svizzera

                        Ovest – Liechtenstein, Svizzera e Germania.

 SUPERFICIE : 83.861 Km

 CAPITALE : Vienna

 LINGUA : Tedesco

 RELIGIONE : Cattolica e protestante

 TERRITORIO: Il territorio austriaco è prevalentemente montuoso (70% circa), occupato dagli alti rilievi alpini (il Grossglockner raggiunge i 3797 m) e dalle Prealpi bavaresi, salisburghesi e austriache.

Le catene montuose sono attraversate da ampie valli.

Nella parte occidentale si trova il Passo del Brennero, principale via di comunicazione tra l’Italia e i paesi dell’ Europa Centrale.

Per quanto riguarda i fiumi, il territorio austriaco è in gran parte compreso nel bacino del Danubio, in cui confluiscono l’Inn, il Traun, lEnns e l’Ybbs.

A sud scorrono inoltre il Mur, il Murz e, la Drava che nasce in Italia.

Oltre ai fiumi ci sono anche numerosi laghi, tra cui il Lago di Costanza, e il Lago di Neusiedi.

. – CLIMA - .

Il clima austriaco, di tipo continentale, è influenzato dai venti umidi provenienti dall’Atlantico e dai venti freddi dell’anticiclone siberiano.

Nella regioni montuose la media delle temperature è piuttosto bassa e le precipitazioni sono più frequenti rispetto alle basse terre orientali.

Le primavere e gli autunni sono solitamente miti in tutto il paese, mentre le estati sono brevi con temperature moderate.

Nelle regioni montuose alla fine dell’inverno, particolarmente rigido, soffia spesso il Fohn, un vento tiepido e secco proveniente da sud che, generando foschie e improvvisi disgeli, è spesso causa di pericolose valanghe.

 

. – FLORA E FAUNA . -

 

La vegetazione è caratterizzata dalla presenza di fitte foreste. A quote elevate, fino al limite della vegetazione arborea, crescono soprattutto larici ed abeti e, nella breve stagione della fioritura, stelle alpine, genziane e ranuncoli.

Sui bassi versanti e nelle zone collinari dominano latifoglie quali querce e betulle.

Le specie animali presenti nel paese sono protette da una rigorosa legislazione che limita la caccia: camosci, cervi e marmotte sono le specie più diffuse, mentre ormai estinto è l’orso.

 

 - .POPOLAZIONE E CITTA’ PRINCIPALI . -

 L’Austria ha una popolazione di più di otto milioni di abitanti, con una densità di circa 97 persone per km .

Circa un terzo della popolazione vive nei distretti delle principali città:

Vienna, Innsbruck, Salisburgo, Graz, Linz.

Nel paese vivono numerose minoranze quali croati, sloveni, cechi, italiani, serbi e rumeni. 

-        . ISTRUZIONE . –

In Austria l’ istruzione è obbligatoria per tutti i giovani tra i 6 e i 15 anni.

La lunga tradizione della libera istruzione risale all’Atto di Riforma del 1774, istituito da Maria Teresa d’Austria.

Questa legge, ha fatto si che il 99% della popolazione sia in grado di leggere e scrivere.

Tutti gli studenti frequentano la scuola elementare che ha una durata di quattro anni, mentre l’istruzione secondaria è limitata alle età dai 10 ai 18 anni, ed è richiesta per l’ammissione all’università.

Nel paese sono inoltre presenti molti istituti di formazione professionale.

L’ università più prestigiosa è quella di Vienna.

In Austria ci sono inoltre molte biblioteche, la più prestigiosa, è la Nationalbibliothek di Vienna nella quale sono conservati preziosi manoscritti.

Molta importanza viene data anche ai musei, difatti alcuni riguardanti le arti e le scienze sono conosciuti internazionalmente.

 

. – ARTE - .

L’Austria è un paese dove la cultura è cosa antica ed è vissuta dall’austriaco come qualcosa che gli appartiene.

La voglia di mettersi in mostra su un palcoscenico, e comunque di prendere parte più attivamente possibile alla vita culturale del paese è rimasta anche la giorno d’oggi.

Ne sono testimonianza le oltre 100.000 feste e spettacoli che vengono organizzati ogni anno in tutta l’Austria.

E’ l’amore per la musica: i festivals, le stagioni concertistiche che ogni regione organizza, con programmi così ricchi e fantasiosi e che pur richiamano gli appassionati di tutto il mondo, appartengono prima di tutto agli stessi austriaci che affollano in massa teatri e palazzi dei festival.

L’Austria ha dato i natali a molti artisti famosi come Mozart, Schubert, Beethoven ecc.

. – CUCINA - .

 Gli austriaci sono delle buone forchette e hanno un arte culinaria estremamente attenta e curata.

In generale , si può dire che la maggior parte della gastronomia austriaca è importata dai paesi del vecchio impero; però le modifiche, tutte tendenti ad alleggerire le pietanze, attenuandone i sapori forti, hanno prodotto delle vere e proprie specialità nazionali.

Una delle tante specialità austriache sono le salsicce, preparate nei modi più svariati, servite generalmente con i crauti.

Anche i dolci sono delle raffinate squisitezze e tra questi spicca la Sachertorte, inventata nell’omonimo, celebre hotel viennese, circa un secolo fa.

L’Austria ha anche degli ottimi vini e importanti sono anche la birra e la grappa.

 

. – MENTALITA’ E CURIOSITA’ VARIE . –

 

Dell’Austria e dei suoi abitanti colpiscono soprattutto l’estrema cortesia, priva di servilismo ma non di calore, il forte senso dell’ospitalità, il tenace attaccamento a tradizioni festose ed a volte anche chiassose, quasi più tipiche di un popolo mediterraneo che tedesco.

Altra caratteristica che si evidenzia è la religiosità: l’Austria pullula di chiese e luoghi di culto che vengono assiduamente frequentati: ben il 96% della popolazione, infatti, professa regolarmente una religione.

L’Austria è veramente molto pulita. Questo perché la tutela dell’ambiente è presa in maniera molto seria, c’è molto rispetto per la natura, che viene insegnato fin da piccoli.

Se qualcuno sporca in Austria, si becca una bella multa.

Gli austriaci non hanno molto il valore della famiglia. In Austria i ragazzi se ne vanno di casa presto, hanno la smania di mettersi in gioco, per costruirsi la propria vita da soli, per vedere fino a che punto ce la fanno.

In Austria, visto che si dà molta importanza alla musica e alla cultura,  c’è l’idea che se un bambino è davvero bravo, allora deve avere dei voti alti a scuola, deve fare sport, e deve suonare almeno uno strumento: meglio se il violino o il pianoforte.

 

. – LE REGIONI FEDERALI - .

 La Repubblica Democratica d’Austria è uno stato federale costituito da Laender indipendenti:

Burgenland, Corinzia, Bassa Austria, Alta Austria, Salisburghese, Stiria, Tirolo, Vorarlberg e Vienna.

In seguito ad un’evoluzione storica di più secolo, le Regioni federali austriache sono divenute delle vere entità etniche, economiche e culturali. Questo dipende anche dalla netta divisione naturale e territoriale dell’Austria . Il territorio federale infatti presenta grandi differenze relativamente a rilievo, vegetazione e clima. Il modo di vivere, le differenze di dialetto, gli usi e i diversi costumi della popolazione formano una tavolozza variopinta tipicamente austriaca.

 

BURGENLAND

3.965 kmq

270.880 abitanti

 E’ la più orientale delle Regioni, confina con la Bassa Austria e la Stiria.

Il Burgernland è un paese prevalentemente agricolo. Vi si coltivano frumento, grano turco, ortaggi e frutta; i vini ivi prodotti sono molto pregiati. Accanto ai centri di produzione sono sorti grandi stabilimenti di generi alimentari conservati.

L’incantevole paesaggio del Burgenland attira numerosi turisti.

L’attrazione turistica per eccellenza è il lago di Neusiedl , l’unico lago di steppa dell’Europa Centrale.

 

CARINZIA

 

9.533 Kmq

547.798 Abitanti

 

La Carinzia è la regione più meridionale dell’Austria. E’ divisa in Alta e Bassa Corinzia; è circondata da alte montagne che forniscono un paesaggio omogeneo.

La cosiddetta  “Riviera Austriaca” sul lago di Woerth, nonché le affascinanti località balneari situate sui numerosi  laghi , fanno della Corinzia una meta turistica molto bella.

Un importante prodotto naturale della Carinzia è il legno .

Molto importanti sono anche le grandi centrali elettriche d’alta montagna e quelle sul fiume Drava, che forniscono un ingente quantità di energia elettrica all’Austria.

Dai monti della Carinzia vengono estratti ferro, piombo, zinco, wolfram e magnesite. 

Le industrie presenti sono all’avanguardia a livello mondiale.

 

 BASSA AUSTRIA

 

 19.174 kmq

1.473.813 Abitanti

 

La Bassa Austria, percorsa dal Danubio  come la vicina Alta Austria è per superficie la più grande Regione Federale austriaca.

Di tutte le regioni federali la Bassa Austria vanta la più estesa superficie coltivata: campi, orti, frutteti e vigneti.

Nella produzione di molti prodotti agricoli occupa il primo posto nel paese.

Anche i vini sono molto pregiati.

E’ ricca inoltre di risorse minerarie ed è anche un paese molto industrializzato.

A nord del Danubio si trovano i più vasti giacimenti petroliferi dell’Austria.

Anche l’Alta Austria ha una produzione importante di energia elettrica, grazie a centrali elettriche costruite sul Danubio e su uno dei suoi affluenti (il fiume Kamp) e per le numerose centrali termiche.

Qui si trova l’unica stazione di conversione elettrica che permette di trasportare la corrente dell’Europa Occidentale nell’Europa Orientale e viceversa.

Inoltre la Bassa Austria è ricca di scavi archeologici e di monumenti di grande interesse.

 

 ALTA AUSTRIA

 

11.980 kmq

1.333.480 Abitanti 

 

Questa Regione Federale, presenta aspetti differenti nel suo territorio.

A nord troviamo l’altopiano di granito, a sud la Regione dei laghi e le Alpi Calcaree.

La regione dei laghi è uno dei più bei paesaggi dell’Austria.

A differenza della regione dei laghi della Carinzia quella dell’Alta Austria ha una temperatura meno temperata e la natura è un po’ più aspra.

Nella regione collinosa l’agricoltura è molto fiorente. Qui si trova anche la seconda area di giacimenti petroliferi.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale numerose centrali idroelettriche sono sorte presso il Danubio e il suo affluente Enns.

Molto sviluppata è anche l’industria

 

SALISBURGHESE

 

7.154 kmq

482.365 Abitanti

 

In questa regione, sin dall’antichità, viene estratto il sale e questa ricchezza naturale ha dato il nome alla città e alla regione.

Il capoluogo della Regione è Salisburgo, sede del Governo Regionale e anche dell’arcivescovo di Salisburgo.

In questa regione è nato il famoso musicista Mozart .

Per le bellezze naturali e storico artistiche il Salisburghese è un centro di attrazione del turismo internazionale.

Lo sviluppo economico di questa Regione è molto buono e va di pari passo con il suo sviluppo culturale e scientifico.

 

STIRIA

 

16.388 kmq

1.184.720 Abitanti

 

La Stiria viene denominata la “Marca Verde”, infatti grandi foreste coprono circa la metà della sua superficie, e un altro quarto del suo territorio è occupato da prati, pascoli, da lande e vigneti.

La parte settentrionale , montuosa, ha ricevuto il nome di “Marca di Ferro” per l’abbondante presenza di ferro e per le industrie siderurgiche che vi si trovano.

La Stiria ricopre un posto di primo piano in diversi settori dell’ìndustria: estrattiva, metallurgica, mineraria, elettrica, automobilistica ecc.

Il capoluogo, Graz, è un importante centro economico, culturale e di formazione scolastica.

 

TIROLO

 

12.648 kmq

631.410 Abitanti

 

Il Tirolo è una delle più famose regioni turistiche del mondo.

Una regione in cui predominano alti monti e boschi, alpinismo e sport invernali, vecchi e pittoreschi casolari in un paesaggio magnifico e un folclore colorito.

Il Tirolo è una “piattaforma girevole” del traffico europeo grazie alle vie di comunicazione molto sviluppate.

E’ il paese delle scuole, dell’istruzione, ed un centro di incontri intellettuali, come anche della cultura e dell’arte contemporanea

 

VORARLBERG

 

2.601 kmq

331.472 Abitanti

 

Questa regione è la più occidentale e la più piccola, per superficie, delle regioni austriache.

Qui si parla “l’alemanno”, un dialetto tedesco che rassomiglia a quello della Svizzera e della Svevia.

Le sue principali risorse sono, oltre al turismo, l’industria e l’energia elettrica.

Di grande importanza per l’economia austriaca è l’industria tessile.

 

VIENNA

 

415       kmq

1.539.848 Abitanti

 

Vienna è la capitale dell’Austria e contemporaneamente una delle sue regioni.

La città si trova nell’est del territorio nazionale, circondata interamente dalla Bassa Austria, e dista appena una sessantina di km dall’Ungheria, dalla Repubblica Ceca e dalla Slovacchia.

Se Vienna è divenuta una delle più importanti città europee, essa lo deve alla sua posizione geografica vantaggiosa, in quanto punto di incontro delle vie di comunicazione dal Danubio con i grandi itinerari commerciali provenienti dal Mar Baltico e che si immettono nel bacino del Mediterraneo.

La capitale è la sede degli organi legislativi dello Stato, del Governo Federale, delle autorità centrali, delle corti supreme e di numerose organizzazioni internazionali.

Vienna è anche una città di congressi ed un importante centro turistico internazionale. 

Sfarzosi edifici, musei e gallerie con rare opere artistiche appartenenti a tutte le epoche culturali del mondo occidentale testimoniano il grande passato della bella città “sul Danubio Blu”.

Le università di Vienna, le sue scuole superiori d’arte e la sua raffinata cultura musicale e teatrale sottolineano fino ai giorni nostri il ruolo culturale e intellettuale di questa città in ambito europeo.

La capitale dell’Austria è il centro economico del paese.

Vi si trovano le principali industrie per la lavorazione dei metalli, la meccanica di precisione e l’elettronica.

E’ tra l’altro un importante centro internazionale della moda e della produzione di manufatti artigianali di pregio.

Vi hanno sede i grandi istituti bancari austriaci.

 

 

. – STORIA - .

di Vienna

 

Nel 1278 Vienna divenne dominio e sede degli Asburgo, che curarono, tra le tante opere la costruzione in forme gotiche della Cattedrale di Santo Stefano, già in parte esistente in forme romaniche, e lo sviluppo di quel complesso di edifici di vari stili ed epoche conosciuto con il nome di Hofburg, ossia Palazzo Imperiale.

Al di fuori delle mura duecentesche andavano intanto sviluppandosi i sobborghi rurali residenziali, commerciali.

Il periodo di maggior splendore per Vienna fu quello dei due secoli intercorsi fra la vittoria sui Turchi e la I Guerra Mondiale; di pari passo con la crescita della popolazione, si attuarono il rinnovamento edilizio e l’abbellimento architettonico .

Il ‘700 segnò il trionfo dello stile barocco ed esempi notevoli furono i castelli del Belvedere e di Schonbrunn (residenza estiva della corte asburgica) e la Chiesa di San Carlo.

Nell’ 800, divenuta capitale di un vasto impero la città vide crescere la sua importanza culturale ed economica e assunse un aspetto di metropoli.

La sua importanza commerciale fu esaltata dalla costruzione delle grandi linee ferroviarie verso il ricco bacino Boemo e verso il porto di Trieste.

Sorsero in questo secolo i Palazzi del Parlamento, di Giustizia e del Municipio, i teatri, le sede della ambasciate, si iniziò la costruzione della ferrovia metropolitana, e si espansero ulteriormente i quartieri residenziali ed industriali.

Le vicende della prima guerra mondiale, con lo smembramento dell’Impero Asburgico, e i danni gravissimi provocati dal secondo conflitto mondiale, segnarono l’inizio ed il protrarsi della decadenza di Vienna.

Nel corso del secondo dopoguerra e in particolare negli ultimi decenni, si è avuta una notevole espansione della città sia lungo il Danubio, sia oltre.

 

. – STORIA AUSTRIACA - .

 

L’Austria era abitata sin dall’epoca preistorica, come provato dai ritrovamenti dell’età del ferro, poi i Celti intorno al 400 a.C. occuparono le Alpi orientali formando il regno di Noricum, mentre ad ovest si stabilirono i Reti.

Roma conquistò le province di Noricum, Retia e Pannonicum (Ungheria) nel 15 a. C. annettendole all’impero, ma poi dovette affrontare le invasioni barbariche dei Germani e degli Alemanni, che intorno al V secolo posero fine al predominio romano.

Nell’area, dove nel frattempo, si era diffuso il Cristianesimo, si stabilirono diverse tribù Germaniche, tra cui i Longobardi che la lasciarono nel 588 per l’Italia, finchè il paese, dopo una serie di guerre tra Bavari, Slavi e Alemanni, cadde sotto il dominio dei Franchi e di Carlo Magno.

La famiglia degli Asburgo, di stirpe germanica, stabilì il suo dominio sull’Austria intorno alla fine del XIII secolo e con essa il paese sarebbe diventato una delle maggiori potenze d’Europa.

La loro politica di espansione, più che sulla forza, era basata sulla diplomazia e i matrimoni con le altre dinastie regnanti.

Il XVII secolo vide lotte di religione, sfociate nella Guerra dei Trent’anni (1618 – 1648) in un paese che si era convertito al protestantesimo, contro la restaurazione cattolica imposta dall’Imperatore Rodolfo I.

Nel frattempo l’Austria era impegnata a respingere l’avanzata dei Turchi e Vienna, assediata, rischiò di capitolare, ma resistette e l’assalto fu respinto.

Fu un periodo d’oro per la capitale, dove grazie al re Leopoldo I si sviluppò una delle corti più brillanti d’Europa, con musicisti di fama quali Mozart e Salieri.

Maria Teresa, salita al trono nel 1740 sancì la trasformazione del regno in uno stato moderno.

La sconfitta militare di Austerlitz ad opera di Napoleone segnò un punto d’arresto ma poi gli Austriaci si ripresero e costrinsero alla resa l’Impero, nel 1815 il Congresso di Vienna stabiliva un nuovo assetto dell’Europa con l’Impero Austro Ungarico in una posizione di predominio che mantenne per oltre un secolo. 

Lo sviluppo industriale della fine dell’Ottocentro spinse le grandi potenze europee a conquistare nuove colonie in Asia e in Africa.

Questo permise loro di procurarsi a basso costo le materie prime (carbone, ferro, petrolio, cotone) indispensabili per le loro industrie.

La competizione per le colonie provocò gravi contrasti tra le grandi potenze; inoltre la situazione europea era resa più difficile dalla crisi dell’impero turco.

Gli stati europei si divisero così in due alleanze militari:

la TRIPLICE ALLEANZA con Germania, Austria e Italia e la TRIPLICE INTESA con Francia, Inghilterra e Russia.

L’occasione che fece scoppiare il conflitto fu l’uccisione a Sarajevo del principe austriaco Francesco Ferdinando da parte di un indipendentista serbo.

L’Austria lanciò un ultimatum alla Serbia e il 28 luglio 1914  scoppiò la Prima Guerra Mondiale che si estese rapidamente a tutta l’Europa.

Francia, Inghilterra e Russia si schierarono con la Serbia; Germania, Bulgaria e Turchia con l’Austria. Le operazioni belliche iniziarono con una travolgente manovra dell’esercito tedesco che, spezzata la resistenza del Belgio, penetrò in territorio francese.

Le truppe francesi, con la gigantesca battaglia della Marna (settembre 1914) riuscirono però  a bloccare l’avanzata tedesca e la guerra di movimento si trasformò così in guerra di logoramento nelle trincee.

L’Italia in un primo momento si dichiarò neutrale.

La maggior parte del popolo italiano era contenta di questa decisione, 

ma incapace di opporsi ad un’altra parte, i cosiddetti INTERVENTISTI 

che  volevano che l’Italia entrasse in guerra a fianco della Francia e dell’Inghilterra.

Essi sostenevano che con la vittoria si sarebbero unite all’Italia Trento e Trieste che appartenevano ancora all’Austria, anche se erano abitate da italiani.

Vennero organizzate violente manifestazioni di piazza e, nel 1915, l’Italia dichiarò guerra all’Austria.

Quasi tutti erano convinti che il conflitto avrebbe avuto breve durata e anche per questo l’impreparazione militare ed economica dell’Italia non venne valutata in tutta la sua gravità.

Tra giugno e dicembre le forze italiane impegnarono gli austriaci nelle prime quattro sanguinose battaglie dell’Isonzo e riuscirono ad avanzare, se pure lentamente, verso est.

A fine anno, però, vennero bloccate dai nemici.

Durante i quattro anni di guerra i soldati rimasero nelle trincee, da cui uscivano soltanto per andare all’assalto delle trincee nemiche, distanti poche centinaia di metri.

Vissero in cunicoli fangosi, tra insetti e topi, sotto i colpi di artiglieria, con il costante pericolo di essere colpiti dai Gas tossici, di cui si faceva grande uso.

In molti casi la rabbia dei soldati si trasformò in ribellione.

Nel 1917 molti reparti francesi si rifiutarono di continuare a combattere: per ristabilire l’ordine migliaia di soldati vennero fucilati e imprigionati.

In Italia, vi furono più di 4000 condanne a morte.

Con il passare del tempo anche per i civili i sacrifici imposti dalla guerra si fecero sempre più pesanti.

In ogni stato le industrie furono convertite alla produzione militare; poiché la maggior parte degli uomini era al fronte, furono le donne a essere impiegate nelle fabbriche.

La produzione agricola crollò; non essendoci gli uomini i campi venivano coltivati soltanto da donne, vecchi e bambini.

I generi alimentari vennero razionati, cioè potevano essere acquistati solo in quantità stabilite; in Germania la razione di pane era di 200 grammi al giorno.

Le difficili condizioni di vita favorirono la diffusione di malattie come la tubercolosi , il tifo e il colera.

Anche malattie più comuni divennero letali, nel 1918 un’epidemia di influenza, la Spagnola, provocò in tutta Europa milioni di vittime.

C’era anche il problema degli attacchi aerei, in grado di colpire centri abitati molto distanti dal fronte per cui si rese necessaria la costruzione di rifugi, nei quali trovare riparo dopo l’avvio delle sirene che segnalavano l’attacco.

Inoltre era necessario pubblicizzare l’immagine ottimistica della guerra come valore positivo, e quindi si fece uso massiccio della propaganda e della censura.

Anche la corrispondenza dei soldati fu sottoposta a censura e furono puniti gli autori di lettere a “contenuto disfattista”.

Il 1916 fu l’anno delle battaglie più rovinose del conflitto.

Apparve quindi chiaro che la fine del conflitto sarebbe stata determinata dall’esaurimento complessivo delle risorse dei contendenti, più che dall’esito delle battaglie.

La spese belliche erano enormi.

I sacrifici imposti dalla guerra resero difficile la vita anche nell’impero russo: anche il pane scarseggiata e tra civili e soldati cresceva fortissimo il desiderio di pace.

Nel febbraio 1917 la popolazione di Pietrogrado, la capitale, insorse contro la guerra; anche i soldati si ribellarono e lo zar fu costretto a lasciare il trono.

Proclamata la repubblica, fu firmata la pace con  Germania e Austria e si iniziò a costruire una repubblica comunista.

Questo evento, insieme alla stanchezza dei soldati e agli errori dei generali, fu una delle cause dell’improvviso crollo italiano a Caporetto.

Le armate austro- tedesche avanzarono rapidamente nella pianura friulano- veneta e si prospettò il pericolo di una disfatta totale.

L’Italia trovò la forza di reagire con efficacia e di affrontare una nuova linea difensiva sul Piave.

I soldati italiani, rinvigoriti nel morale e grazie alle promesse di adeguati compensi a guerra finita resistettero ai tentativi di sfondamento dei nemici.

Nel 1917 erano però entrati in guerra al fianco di Francia Inghilterra e Italia, gli Stati Uniti, il cui intervento fu decisivo; oltre ai soldati, gli USA fecero affluire in Europa grandi quantità di materiale militare e di aiuti alimentari.

Il 4 novembre 1918 l’Impero Austro Ungarico chiese l’armistizio, l’11 novembre la Germania fece lo stesso.

Le potenze vincitrici , fra cui l’Italia, si riunirono quindi a congresso a Parigi, per stabilire le condizioni della pace.

Il trattato di Versailles decretò la caduta degli imperi austriaco, tedesco e turco; Germania e Austria divennero repubbliche e nacquero nuovi stati come la Cecoslovacchia, l’Ungheria e la Jugoslavia.

L’Italia ottenne il Trentino, l’Alto Adige, Trieste e l’Istria.

Nel dopoguerra tutti i paesi europei attraversarono un periodo di grave crisi.

 Anche per l’Austria, nonostante fosse una delle maggiori potenze militari del mondo, seguì un periodo di declino e recessione economica, che favorì l’annessione al Terzo Reich nazista nel 1938.

Durante la seconda guerra mondiale, l’Austria subì pesanti bombardamenti e la fine del conflitto vide un paese stremato.

Nel dopoguerra il paese, con notevoli sforzi, si è ripreso, economicamente e politicamente e il 1 gennaio 1995 è entrato a far parte della Comunità Economica Europea.

  Da Silvia per il WL