LE VOSTRE RICERCHE

 Adriano (Publio Elio)

 

 

 

 

(Italica, Spagna 76 d.C. - Baia 138).

 

 Imperatore romano.

 

Figlio di P. Elio Adriano Afro e di Domizia Paolina; imperatore dal 117 al 138.

 

Condotto a Roma in giovane età, vi fu educato sotto la tutela di Traiano, suo cugino che gli fece sposare la nipote Vibia Sabina, e al quale succedette nel 117, mentre era governatore della Siria.

 

Spirito versatile e sensibile ad ogni forma di cultura, si dedicò agli studi letterari, artistici e filosofici, ma mostrò assai presto anche eccellenti doti militari.

 

Divenuto imperatore, ispirò fin dai primi mesi la sua politica estera al fermo principio del mantenimento della sicurezza e della pace, cui sacrificò anche la sua abilità di condottiero. Pertanto abbandonò subito i territori recentemente conquistati di là dell'Eufrate, provocando vivo malcontento in alcuni generali (tra cui Cornelio Palma e Lusio Quieto), che ordirono a Roma contro di lui una congiura soffocata dal senato (118).

Massima cura di Adriano furono le province, specie le orientali, che visitò di persona, sistemando e rafforzando i confini, regolando la disciplina dell'esercito e dell'amministrazione, fondando città e colonie, erigendo monumenti.

 

Negli anni 121-125 fu in Occidente, in Asia Minore e in Grecia; tra il 128 e il 132 in Oriente, in Grecia, in Egitto, dove perse l'amato Antinoo ; in Africa, dove ispezionò accuratamente la provincia e le truppe (tenendo nel campo di Lambesi un discorso di cui restano frammenti) e organizzò le frontiere della Mauretania Cesariense.

Ai confini settentrionali dell'Impero costruì grandi opere di fortificazione come il baluardo di pietra del limes, l'allargamento dell'area dei campi Decumati, il vallo di Adriano.

Fissò e consolidò le frontiere in modo così saggio e avveduto che esse si mantennero, seguendo quasi lo stesso tracciato, fino alla disgregazione dell'Impero: ad Antonino Pio non restò che portare a termine l'opera da lui intrapresa.

Per avere milizie più interessate alla difesa, trasformò il sistema di reclutamento, stabilendo che ciascun soldato servisse nella sua provincia di origine, ma riservando tuttavia il grado di centurione a cittadini romani nati o allevati in Italia o nei paesi romanizzati dell'Occidente.

 In Oriente mantenne la pace ai confini; ma nel 130, avendo fondato a Gerusalemme una nuova colonia chiamata Elia Capitolina, provocò una violenta rivolta degli Ebrei (132), che furono in seguito decimati e dispersi (134-135).

 

Per quanto riguarda la politica interna Adriano realizzò varie riforme amministrative, nell'intento di mantenere l'unità dell'Impero e di garantire il perfetto funzionamento dell'amministrazione centrale durante le sue lunghe assenze.

Diminuì l'autorità del senato, trasformando il consilium principis in un organo ufficiale di governo, scegliendone i membri tra esperti politici e giuristi, i quali, insieme con i liberti, adibiti a funzioni secondarie, assunsero un'importanza sempre maggiore nell'organismo politico-amministrativo dell'Impero.

Tolse pure al senato l'amministrazione dell'Italia, divisa in quattro distretti, governati ciascuno da un consolare, e uguagliata così alle province.

Per rafforzare l'accentramento del governo provvide anche a unificare la legislazione dell'Impero: i numerosi editti pretori precedenti furono sostituiti con l'edictum perpetuum, codificato da Salvio Giuliano (131).

Sembra anche che Adriano abbia desiderato estendere il regime della piccola proprietà agricola promulgando la Lex Hadriana de rudibus agris (sui campi incolti). Per l'amore alle arti e alla poesia, il gusto del bello, il senso acuto della giustizia e dell'ordine, Adriano rappresenta la perfetta fusione della civiltà ellenica con quella romana.

 

Di carattere estroso e talvolta scostante, verso la fine della sua vita divenne ombroso e sospettoso e inasprito dalla malattia, incrudelì contro i senatori. Passò gli ultimi anni nella sua villa presso la sua Villa di Tivoli, fastosa testimonianza della sua passione per l'arte e l'archeologia, designando come successore Antonino Pio.

Il suo corpo fu deposto nel grandioso mausoleo che si era fatto costruire. (Mole adriana, od. Castel Sant'Angelo.)

 

 

 Da Jacopo per il WL