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 La I guerra mondiale

 Le cause del conflitto:

Il periodo storico che sbocca nella I guerra mondiale, si caratterizza principalmente per le grandi trasformazioni che hanno avuto luogo nel modo di produzione dominante: il capitalismo, che aveva creato ormai un mercato mondiale.Si era ormai compiuta la ripartizione della terra tra le più grandi potenze imperialiste con la conseguenza dell’acuirsi della concorrenza economica. Il fenomeno più rilevante fu il rapido affermarsi della Germania come maggiore potenza economico-militare del continente e il conseguente insorgere della rivalità con la prima potenza del mondo, la Gran Bretagna. Inoltre nel 1870 la Germania si era annessa l’Alsazia e la Lorena e la cosa non faceva piacere alla Francia che voleva riprendersele.

In Europa si erano creati due blocchi di potenze in base a trattati interni tra esse: La Triplice Alleanza che comprendeva la Germania, l’Austria e l’Italia e la Triplice Intesa costituita dalla Gran Bretagna, la Francia e la Russia.

Di fatto, il conflitto tra aspirazioni nazionali dei popoli slavi ed espansionismo austro-ungarico nei Balcani fu la causa più immediata dello scoppio della guerra.

Il pretesto per lo scoppio fu l’uccisione dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria a Sarajevo, da parte di un nazionalista serbo il 28 giugno 1914. La fitta trama d’alleanze che legava le potenze europee la trascinò in pochi giorni al più grande conflitto fino allora conosciuto. L’Austria dichiarò guerra alla Serbia, nonostante quest’ultima avesse risposto in termini concilianti al durissimo ultimatum austriaco, la Russia ordinò la mobilitazione generale a fianco della Serbia; La Germania dichiarò guerra alla Russia e alla Francia, quindi lanciò l’ultimatum al Belgio neutrale, provocando l’immediato intervento della Gran Bretagna. L’Italia, legata alla Triplice Alleanza, proclamò la propria neutralità, in forza del patto secondo il quale doveva aiutare le potenze alleate solo in caso d’aggressione, ma così non era stato. Anche il Giappone si affiancava alla Triplice Intesa, limitandosi però a colpire i possedimenti tedeschi nel Pacifico e in Cina.

L’Intervento dell’Italia 

La maggioranza della popolazione italiana era favorevole alla neutralità. Però gli interventisti vedevano nella guerra l’occasione per completare l’unificazione nazionale, cioè per annettere la Dalmazia, Trento, Trieste e Gorizia. Quindi il governo italiano il 26 aprile 1915, all’insaputa del Parlamento, firmò il Patto di Londra, con cui l’Italia sui impegnava ad intervenire nel conflitto come alleata degli Stati dell’Intesa ed entrò in guerra il 24 maggio 1915 con a capo il generale Luigi Cadorna.

 Lo sviluppo della guerra: 

 I Tedeschi, convinti della propria supremazia, pensavano che la guerra si sarebbe conclusa in pochi mesi, quindi decisero di occupare il Belgio per poi minacciare direttamente Parigi. Ma i francesi contrattaccarono nella battaglia della Marna e respinsero l’esercito germanico sulla Somme. Quella che doveva essere una guerra lampo, fallì; si passò ad una logorante guerra di posizione in trincea su un fronte di 789 Km.

I Russi invasero la Prussica orientale, ma furono fermati e costretti a ritirarsi dai tedeschi:truppe francesi e inglesi occuparono l’Africa sudoccidentale tedesca e il Togo, il Camerun e l’Africa orientale tedesca.

Il 1915 segnò l’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria e della Bulgaria a fianco di Germania e Austria. L’offensiva tedesca costrinse i Russi ad abbandonare la Polonia e la Lituania, intanto occupate una serie di posizioni sul fronte del Trentino e sull’Isonzo, l’avanzata italiana si arrestò, la Serbia fu completamente sbaragliata e l’esercito italiano salvò i resti dell’esercito serbo rifugiati al porto di Corfù.

La Germania intensificò la lotta sottomarina e dichiarò zona di guerra le acque territoriali britanniche con la possibilità di affondare qualsiasi nave mercantile anche neutrale.

Nel 1916 entra in guerra anche la Romania a fianco degli Alleati. La Germania tentò un’offensiva a Verdun e gli Alleati contrattaccarono sulla Somme. Sul fronte italiano si susseguirono senza successo le offensive sull’Isonzo e la flotta tedesca inflisse gravi perdite a quella inglese nella battaglia dello Jutland, ma non riuscì a togliere all’Inghilterra il dominio dei mari.

Nel 1917 la guerra sottomarina ad oltranza da parte dei tedeschi portò gli USA e il Giappone a dichiarare guerra alla Germania, trasformando il conflitto in una vera “guerra mondiale”. La Russia devastata dalla rivoluzione interna, che depose lo zar, chiese alla Germania l’armistizio e uscì dal conflitto.

Le linee italiane furono sfondate nella celebre disfatta di Caporetto dall’esercito austriaco e tedesco e si attestò valorosamente sul Piave e i successivi tentativi austriaci di forzare la nuova linea del fronte si infransero contro la resistenza eroica degli italiani.

La Fase decisiva:

 Nella primavera del 1918 i Tedeschi sferrarono una nuova offensiva in Francia, che però si infranse contro la resistenza degli Alleati, i quali, passati al contrattacco, liberarono tutta la Francia e parte del Belgio. Venne firmato l’armistizio tra la Germania e le potenze dell’Intesa. Intanto l’esercito italiano, passato sotto il comando del generale Armando Diaz, ebbe la rivincita sulla linea del Piave e il 24 ottobre sconfisse il nemico a Vittorio Veneto e occupò Trento e Trieste, il comando austriaco firmò la resa definitiva il 4 novembre.

 I Trattati di pace

 Nei vari trattati di pace, firmati a Parigi nel 1919, che conclusero una guerra costata 8 milioni e mezzo di morti, si crearono nuove condizioni politiche.La Germania fu duramente penalizzata in economia, mentre l’Impero austro-ungarico fu sciolto e sorsero tre nuovi Stati: Iugoslavia, Ungheria e Cecoslovacchia.L’Italia ebbe il Trentino, l’Alto Adige, la Venezia Giulia, Trieste e l’Istria    

 

Da  Anna Laura  per il WL