Curiosità

 
 
Gli animali sono intelligenti?

Gli amici a quattro zampe sono intelligenti? Le risposte sono molteplici e in alcuni casi contraddittorie, segno che il dibattito su quest'argomento dal sicuro fascino è sempre aperto sia tra gli studiosi che tra la gente comune.
Difficile muoversi in questo campo, ma sembra sempre più evidente che l'istinto non basta a spiegare i comportamenti degli animali che non parlano, ma hanno le loro parole, i loro attrezzi da lavoro e le loro strategie. Lo sostengono diversi studiosi ed in particolare Andrea Camperio Ciani, docente di etologia all'Università di Padova: "E' ormai accertato - ha detto in un'intervista - che la divisione tra gli uomini come esseri umani razionali da una parte e gli animali che ubbidiscono dall'altra, come robot, è del tutto falsa".
Intanto gli esperti hanno registrato diversi comportamenti curiosi degli animali: il corvo della Nuova Caledonia riesce a modificare semplici pezzi di legno e li usa a suo piacimento; Alex, un pappagallo africano, riesce ad eseguire operazioni che si pensava potessero esser fatte soltanto dagli umani, identificare più di 40 oggetti e sette colori, calcolare il numero di oggetti e dividerli in categorie; Red, un cane molto intelligente, ma al tempo stesso altruista. Le telecamere a circuito chiuso del canile in cui è ospitato hanno filmato la sua evasione. Dopo aver fatto un salto in cucina, per vedere se c'era qualcosa da mangiare, il cane è tornato indietro per aprire le porte ai suoi compagni.
Si potrebbe sostenere che sebbene gli animali possiedano emozioni, e non siano quindi degli automi, a noi è riservata l'esclusiva dell'intelligenza se quest'ultima viene intesa come capacità di generare pensieri astratti ed esprimerli mediante il linguaggio parlato combinando suoni secondo sequenze sintattiche.
Ma se definiamo l'intelligenza come capacità di utilizzare opportunisticamente ed in modo nuovo e creativo le informazioni sull'ambiente e le proprie capacità per risolvere problemi imprevisti dalla quotidianità, allora troviamo esempi molto interessanti anche nel mondo animale.
David Premack, studioso delle capacità linguistiche degli animali, riuscì a capire che anche gli scimpanzè sono in grado di fare le classificazioni come noi. Inoltre questo animale è in grado di fabbricare degli utensili che usa poi per andare a pesca di temiti, costruire scale che lo aiutino a superare ostacoli, usare tronchi o pietre, a seconda della disponibilità, per realizzare martelli con cui rompere le noci tropicali.

 

 

Un salto di 600milioni di persone faciliterà i cambiamenti climatici


Se almeno 600milioni di persone saltassero contemporaneamente, il nostro pianeta si sposterebbe dalla sua attuale orbita e si posizionerebbe su un'altra che consentirebbe a tutti di godere di un clima più omogeneo con tanto di giornate più lunghe. E' questa l'idea di un gruppo di scienziati che ha deciso di lanciare un'iniziativa alquanto incredibile: il prossimo 20 luglio 2006, alle ore 12:39:12 secondi, sarà il giorno mondiale del salto!
Questo piccolo gesto, spiegano alcuni esperti sul sito ufficiale della manifestazione, ci permetterà di salvare la Terra abbassando la temperatura globale di 2 gradi. I partecipanti, attualmente 113.651.574, non dovranno far altro che cercare una superficie dura, che non attutisca l'impatto, prendere una rincorsa e fare un bel salto. Per evitare che lo sforzo degli iscritti sia vanificato, però, i partecipanti dovranno trovarsi tutti residenti nell'emisfero occidentale. L'orbita, ha spiegato il professor Hans Peter Niesward, del Dipartimento di Fisica Gravitazionale di Monaco, responsabile del progetto, cambierà istantaneamente. Per quanto riguarda invece la temperatura del pianeta si dovrà attendere fino al 2040.
Il salto, commenta il ricercatore, gioverà soprattutto alle popolazioni del Terzo Mondo che potranno vivere finalmente in un'area meno torrida e quindi più ospitale. Secondo Niesward il risultato del salto equivarrà, se fatto simultaneamente da tutti i 600milioni di partecipanti, ad una scossa sismica generata da l'impatto di una grossa cometa sulla superficie del nostro pianeta.
Non è ben chiaro si tratti di una teoria basata su un qualche fondamento scientifico o di una banale trovata studiata per bene e con il solo obiettivo di farsi della pubblicità e magari vendere qualche gadget. Sul sito del "World Jump Day", infatti, è attiva una sezione shopping dove gli utenti possono acquistare T-Shirt e adesivi. E probabilmente solo di questo si tratta.
Per alcuni scienziati italiani, infatti, è assurdo soltanto pensare che 600milioni di persone possano riuscire a saltare simultaneamente. Anche supponendo che ciò possa riuscire, poi, la perturbazione provocata dai partecipanti sarebbe di lievissima entità. Visto che da qui al giorno del mega salto manca ancora oltre 1 anno, gli organizzatori della manifestazione hanno pensato di attivare una sorta di newsletter tramite la quale tenere informati gli iscritti che vogliono contribuire a salvare la Terra.
 

I diritti degli animali

"Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all'esistenza" ed ancora "Nessun animale dovrà essere sottoposto a maltrattamenti: il loro abbandono è un atto crudele e degradante". Sono questi alcuni articoli della "Dichiarazione universale dei diritti degli animali, proclamata dall'UNESCO nel 1978, che sono stati recepiti anche in Italia grazie alla legge 189/2004. Anche a livello europeo si sono fatti importanti passi avanti, riconoscendo i diritti degli amici a quattro zampe anche nella Costituzione: dove vengono definiti "esseri senzienti".

Ora chi abbandona gli animali in Italia compie un reato e rischia anche l'arresto fino ad un anno e fino a 10mila euro di multa mentre in passato era prevista solo un'ammenda. Inoltre la legge punisce tutti i casi di morte di animali per crudeltà o senza necessità ma anche le torture e la sottomissione degli animali a lavori intollerabili. Sono fuorilegge anche le sevizie e le competizioni non autorizzate tra animali: sono previsti fino a tre anni di reclusione e 160mila euro di multa per chi alleva cani da combattimento.

Non mancano le realtà in cui sono stati applicati regolamenti avanzati per tutelare gli amici a quattro zampe: è il caso di Reggio Emilia dove i gatti hanno a disposizione un'area comunale di ben 6mila metri quadrati mentre gli animali possono entrare in tutti i mezzi pubblici, uffici, luoghi pubblici e negozi. Tutti i cani del Comune di Reggio hanno diritto alla passeggiata giornaliera. A Monza sono tutelati anche i conigli nani: devono fare delle uscite quotidiane e vanno tenuti a contatto con il terreno.
Tuttavia è ancora molto diffusa la pratica dell'abbandono: ogni anno nel nostro Paese coinvolge circa 350.000 animali (200.000 gatti e 150.000 gatti, fonte Eurispes), mentre i randagi sono almeno 2 milioni. Sono oltre 16 i milioni di animali che vivono con il 35% delle famiglie italiane mentre la Federazione dei veterinari ha calcolato che il 25% degli animali presi in adozione viene prima o poi abbandonato.
 

 

 

Presto l'e-mail sarà profumata

L'avvento delle mail profumate è più vicino di quanto non si pensi. Complice la tecnologia ADSL e un piccolo macchinario che codifica le informazioni ed emette il profumo richiesto dal mittente. Aprire un'e-mail e sentire la fragranza del mare dei Caraibi; ricevere pubblicità dal supermercato di fiducia ed essere travolti da un avvolgente profumo di pane caldo sarà presto realtà. La società inglese di comunicazione telematica Telewest Communications, sta infatti testando un sistema per permettere agli utenti di inviare e-mail profumate con qualsiasi bouquet, odore, profumo desiderino.
La nuova tecnologia che, secondo l'azienda, potrebbe cambiare radicalmente Internet, si avvale di una connessione che permette ai naviganti di leggere una e-mail vivendo un'esperienza sensoriale in più. A 250 sterline (circa 450 euro), il sofisticato dispositivo, per il quale servirà un decodificatore, potrebbe non essere alla portata di tutti, ma nel lungo periodo, ne sono sicuri gli ideatori, il diffusore d'aromi sarà ampiamente impiegato in tanti settori vendita. A breve potremo perciò attenderci e-mail da grandi catene commerciali che per promuovere nuovi prodotti invieranno caldi e avvolgenti fragranze, magari di pane caldo, torte alle fragole, nuove miscele di caffè, cacao. Aziende vinicole potrebbero lanciare i nuovi nati delle cantine con frizzanti e inebrianti e-mail al Barolo o al Sagrantino. Per non parlare delle agenzie viaggio, le quali, insieme alle foto di invitanti spiagge caraibiche potrebbero allegare esotici aromi di papaya, cocco, fiori selvatici, o magari l'odore del mare o delle palme. Uno strumento, continua la società, seconda fornitrice di servizi via cavo in Gran Bretagna dopo la Ntl, che potrebbe rilevarsi uno straordinario strumento di pubblicità per ogni tipo di promozione. La società via cavo, comunica la stessa, ha brevettato un prototipo che prevede 20 sacche interne, in ognuna delle quali è contenuto un odore diverso che tra loro possono combinarsi fino a produrre 60 diverse fragranze, ma in futuro gli odori potranno arrivare oltre i 2.000. Chissà, magari tra qualche anno, per ordinare una partita di pescato, potremmo ricevere in prova dal pescivendolo l'odore della platessa del Mediterraneo.

 

 

Il computer batte la Tv

Nel 2003 la famiglia italiana ha decretato la vittoria del computer rispetto alla televisione. Lo scorso anno c'è stato il grande sorpasso, 3.658.000 Pc contro 3.529.000 Tv.  Nel 2004, secondo gli analisti, il sorpasso diverrà ancora più evidente. Il computer trova sempre più spazio tra le mura domestiche visto che l'impiego del Pc nelle case è cresciuto del 14% rispetto al 2002 e l'utilizzo di Internet è salito addirittura del 20%. I nuclei familiari che sono dotati di una connessione web a banda larga, quella che permette di navigare e scaricare filmati e musica velocemente, sono ormai 1milione e 700mila. La strada da percorrere verso una reale informatizzazione del Paese  è tuttavia ancora molto lunga. Soprattutto se si paragona l'Italia agli altri paesi europei. Per potenziare la diffusione delle conoscenze informatiche, fondamentali per fronteggiare la concorrenza dei paesi emergenti, il Governo ha varato una serie di iniziative, fra le quale la concessione di un bonus di 150 euro per l'acquisto di un Pc a tutti i ragazzi che hanno compiuto 16 anni nel 2003 e 200 euro per tutte quelle famiglie con un reddito inferiore ai 15 mila euro l'anno.

 

 

Italiani semianalfabeti

L'Italia affoga nell'ignoranza. Oltre un terzo della popolazione è analfabeta o sa a malapena leggere, scrivere, fare i conti. È questa l'agghiacciante radiografia elaborata dall'Università di Castel Sant'Angelo basandosi sui dati Istat. I concittadini in regola con la scuola dell'obbligo, prevista dalla Costituzione,  sono solo il 29 per cento del Paese mentre i laureati sono tre milioni 699 mila. Questi dati, ricavati dalle tabelle Istat sulle forze lavoro nel 2002, sono stati elaborati dal professor Saverio Avvenuto, presidente dell'Unione nazionale lotta all'analfabetismo dell'Università di Castel Sant'Angelo. 
L'ex ministro dell'Istruzione, il filosofo del linguaggio Tullio De Mauro, affonda il coltello nella piaga: "Lesotho, Nigeria e Tunisia investono più di noi nella formazione culturale. Quel 39 per cento di adulti semianalfabeti presenti nella Penisola non ha le capacità minime per accedere a internet, leggere un giornale, capire ciò che racconta la tv". Sedici milioni di italiani, il 29 per cento del Paese, ha la licenza media. Ma in questo mare di ignoranza spiccano i 3.699.000 italiani in possesso di un dottorato di ricerca o di una laurea". 
L'Italia è all'ultimo posto anche nella classifica dei ricercatori con 2,78 ogni mille lavoratori. Inoltre è il Mezzogiorno, con oltre il 40 per cento di evasori della scuola dell'obbligo a pagare il prezzo più alto dell'arretratezza educativa del Paese. Come se non bastassero, agli analfabeti tradizionali si affiancano i nuovi ignoranti, coloro che non conoscono i linguaggi di oggi, gli informatici come sottolinea il ministro dell'Innovazione e delle Tecnologie, Lucio Stanca: "Ben due terzi dei cittadini non frequentano le nuove tecnologie e non sono in grado di usarle, procurando un danno al Paese in termini di competitività, stimato in 15,6 miliardi di euro l'anno".

 

 

Internet crea il Flash Mob
Si chiama "flash mob" il fenomeno inventato in America da un ragazzo di nome Bill e oggi praticato in molti paesi del mondo. Un gruppo di persone, senza conoscersi, si dà appuntamento in un dato luogo per dar vita ad una sorta di "spettacolo" o manifestazione di protesta. Dopo pochi minuti, del gruppo generalmente composto da centinaia di persone, non rimane traccia. Sono azioni di massa veloci come un lampo: grazie a Internet creano folle di persone inaspettate ispirando movimenti d'azione in tutto il pianeta. 
Il luglio dello scorso anno 300 persone cinguettarono improvvisamente come uccelli per otto minuti al Central Park. Il 19 agosto, altre 300 persone si acquattarono fingendo di essere terrorizzate da un gigantesco dinosauro esposto nel magazzino di giocatoli Toys R Us. 
Ma come funziona il Flash Mob? Una persona invia una email ad un gruppo di amici che a loro volta devono inoltrarla ad altri e questi ad altri ancora. Il testo del messaggio recita più o meno così: "Sei invitato a far parte di Mob, il progetto che crea una folla di persone senza ragione…".
Un gioco, un esperimento di persuasione capace di rompere la routine che, nonostante abbandonato dal suo ideatore, continua a coinvolgere tantissime persone sparse per il mondo. In Italia, un anonimo programmatore trentenne, ha promosso a dicembre la 4^ Mob romana: 80 ragazzi si sono spazzolati i denti con dentifricio passeggiando per via dei Condotti. La prima Flash Mob invase il dipartimento tappeti di Macy's a Herald Square.  Insomma ogni luogo può essere il posto giusto dove organizzare una Flash Mob. E se si utilizzasse il sistema per organizzare qualcosa di bello e creativo?

 

 

 

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