Ci vorrebbe un piccolo aiuto…
  

 


ATTENZIONE!  

A CAUSA DEI NUMEROSI IMPEGNI DEL DOTT. ACETI,

NON POSSIAMO GARANTIRE LA RISPOSTA ALLE VOSTRE RICHIESTE.

 

 

 

Se avete un problema
con i vostri compagni, gli insegnanti, genitori, figli, alunni, ecc. ecc.
e non sapete a chi chiedere consiglio, ecco la persona giusta per voi!


Inviateci una e-mail, specificando nell'oggetto "posta per lo psicologo", e spiegando cosa vi preoccupa a questo indirizzo:

maestramica@maestramica.it
 
il Dott. Aceti vi risponderà non appena possibile.

p.s. a causa dei numerosi impegni del Dott. Aceti, non possiamo garantire tempi brevi di risposta.


Potrete trovare stralcio della vostra richiesta e la risposta in questa rubrica.
 Se preferite una risposta privata, specificatelo nel messaggio, aggiungendo il vostro indirizzo e-mail.

 

 

Salve, sono Silvia di Latina.
Fra pochi giorni discuterò la tesi, e vorrei concludere la mia presentazione con una frase di Chiara Lubich, che però non sono ancora riuscita a trovare.
Il mio corso di laurea è : terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, e la mia tesi parla del gioco, in particolare nella terapia con i bambini con handicap.
Per cui stavo cercando qualcosa che parlasse dei bambini o del gioco, qualcosa di significativo che in questa occasione mi piaceva poter lasciare e trasmettere agli altri.
Può aiutarmi? Io ho cercato ma non ho trovato nulla che potesse andar bene.

Grazie mille

Silvia

 

Carissima Silvia….,
penso che la frase migliore per la tesi sia quella di Janusz Korzak

“ dite,
è faticoso frequentare bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete :
bisogna mettersi al loro livello,
abbassarsi, inclinarsi,
curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E’ piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi
Fino all’altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli”

Aceti

 

 

Sono una ragazza di 13 anni e il mio problema e che i miei genitori urlano quando porto a casa un brutto voto e mi fanno piangere e stare male. Io cerco di fargli capire che non lo farò piu ma loro non ci credono e mi sgridano dandomi delle punizioni enormi......cosa posso fare??????
 

Carissima Anna,
capisco quello che vivi……ti suggerirei :
-fatti un programma giornaliero di studio….
- suggerisci ai genitori che forse è bene che tu ti faccia aiutare da una educatrice o da qualcuno che ti supporti nei compiti
-i tuoi genitori e anche tu potete sempre chiedere aiuto a qualche esperta psicologa ….
Ti sono vicino per tutto
Aceti

 

 

Gentilissimo Dott. Aceti,

Mio padre e mia madre hanno avuto il piacere di conoscerla in una sua conferenza a Bolzano e mi hanno consigliato di sottoporle questo mio dubbio:

La preside e le insegnanti hanno detto a mio figlio ed ai sui compagni, di 4^ elementare, di non raccontare tutto quello che succede a scuola ai genitori.
Quando mio figlio me lo ha raccontato sono rimasta allibita. Io gli ho sempre insegnato che mi deve dire sempre tutto, cose belle e brutte, e soprattutto mi deve raccontare immediatamente se qualcuno gli dice "non dirlo ai tuoi se no...". Posso capire che in classe di mio figlio ci sono 3 elementi "difficili" che danno fastidio ai compagni e sembra siano anche arrivati ad alzare le mani e ad offendere le maestre, ma questo, a mio parere, non giustifica il fatto che mio figlio deve stare zitto su alcune cose.
 Ho letto in un libro, di suoi colleghi, in cui si consiglia ai genitori di insegnare ai figli che non ci si deve fidare di un adulto che ordina di non rivelare un segreto
Mi dica: ho ragione a sentirmi arrabbiata, o sbaglio io ed hanno ragione le insegnanti di mio figlio che in fatto di pedagogia dovrebbero saperne più di me?
In attesa di una sua risposta la ringrazio e le porgo i miei saluti e quelli dei miei genitori.

Sabrina

Penso che lei debba parlare con le insegnanti....con l'intento però non tanto di accusare , ma di capire....a volte la verità è più complessa di quanto sembra, ma il dialogo costruttivo è il mezzo più potente per accertarla...
Auguri
Aceti

 

 

 

Egregio dott. Aceti, ho avuto l'onore di sentirla a Scorzè e Mirano e ho apprezzato moltissimo il suo stile diretto e schietto. Mi chiamo Donatella ho 39 anni sono sposata e ho 2 figli: Letizia di 8 e Alberto di 4 anni. Le scrivo perchè la ns. famiglia è come ha detto lei disarmonica e mi fa molto male pensare che un domani (ma anche oggi) i ns. figli non avranno una vita serena perchè non abbiamo saputo educarli in maniera corretta; da parte mia posso dirle che sono molto insicura ansiosa e con poca stima di me stessa, infatti non mi sono mai sentita una madre adeguata (...) Perciò avrà già capito che aria tira a casa nostra, molta ansia e tensione. Mio marito, da parte sua è un padre molto poco presente (arriva a casa alle 8 di sera e il sabato al pom.) e anche se c'è è molto spesso poco comunicativo sempre stanco non chiede mai nulla ai figli e non racconta mai della sua giornata. (...) Io soffro enormemente per questa situazione perchè in pratica non siamo sereni e chi ne fa le spese sono i bambini e temo molto che soprattutto Letizia da grande sia insicura e che non riesca a scuola (ci terrei moltissimo che riuscisse a laurearsi perchè io non ho studiato e anche se c'è la crisi più si studia più opportunità hai) e non si senta realizzata come persona non per la scuola ma perchè non si stima. Lei dice che si può sempre migliorare e io voglio crederci altrimenti la mia vita è un inferno, però non è semplice mettere in pratica le cose che lei dice, perchè la risposta che ricevo da mia figlia o da mio marito non è automatica.  Qualsiasi cosa non attira il loro ben che minimo interesse (in casa faccio quasi tutto io, lui è un gran disordinato e anche Letizia però sono solo io che vorrei un pò di ordine perciò se il papà non esige mai nulla il risultato è che io sono una rompi) e con Letizia non è facile perchè tende sempre a dare risposte con un tono di rabbia si sente sempre accusata giudicata anche quando non parlo con lei allora io mi sento sconfitta e davvero non so come fare per cambiare rotta (...) . Mi scusi se ho scritto molto, lo sò che comunque ci sarebbe ancora tanto da dire ma vorrei che mi desse un suggerimento per non perdere la speranza ne con i figli ne con il marito. La ringrazio molto la saluto e spero mi possa rispondere.
Cordialmente Donatella

Carissima Donatella,
la sua famiglia, pur avendo tutte le difficoltà che mi descrive, ha bisogno di lei, così come è ….non guardi gli sbagli, perché i figli sanno che vogliamo loro bene , anche se facciamo molti errori….
Le suggerirei :

- Mantenga inseriti i figli in un gruppo ( scout, calcio, pallavolo ) ove possano fare esperienza sociale……
- Si prenda un impegno serale facendo qualcosa che a lei piace e lasci i figli a casa col papà….in questo modo favorirà il rapporto col padre e lei sarà più tranquilla, ..ma soprattutto i figli la vedranno proiettata fuori di casa e cercheranno di imitarla…

Le sono vicino per tutto….
Auguri e…forza!
Aceti
 

 

Gentilissimo Dott. Aceti,
da qualche tempo segue ed apprezzo molto la sua attività di psicologo e trovo sempre oggettivi riscontri all'interno della mia situazione familiare.
Mi chiamo Sonia, ho due figli di 6 e 11 anni.
In questi giorni mi trovo alle prese con un problema nuovo. Mio figlio Leonardo frequenta la prima elementare, è un bambino che ha frequentato la scuola materna (un po' svogliatamente nell'ultimo anno).
In questo primo mese di elementari, pur andando volentieri a scuola, ha presentato una enorme "lentezza" nello svolgere il lavoro a scuola e le insegnanti puntualizzano molto questo problema. Lo hanno invitato ad essere più veloce, lo hanno spostato in un banco in prima fila, lo hanno ripreso molte volte di fronte ai suoi compagni, di fronte alla sorella e ai compagni di scuola della sorella, infine lo hanno spostato nel banco di fianco alla cattedra. Nonostante tutte queste sollecitazioni non diventa più veloce. E' molto preciso e fa bene il suo lavoro ma è troppo lento.
Personalmente non sono d'accordo con il metodo usato dalle sue insegnanti. Vorrei trovare il modo per spronarlo un po', ma non mi vengono idee.
Nei primi giorni di scuola, quando i compiti a casa consistevano nel colorare schede date dalle insegnanti, si rifiutava di colorare perché diceva che ci voleva troppo tempo. Allora mi sono seduta accanto a lui perché avevamo raggiunto il compromesso che avremmo colorato metà scheda ciascuno. Mi è venuto in mente di colorare malissimo la mia parte. Dopo l'iniziale stupore, Leo ha ripassato tutto il mio lavoro fino a farlo diventare "bello" come il suo e da quel giorno colora velocemente e non vuole che io metta le mani sui suoi disegni.
Dovrei trovare un accorgimento di questo tipo, non vorrei premiarlo con regali perché non credo sia giusto abituarlo ad una ricompensa per svolgere quello che ora è il suo lavoro!
Nel rinnovarle la mia gratitudine per la sua preziosa attività, la saluto cordialmente

Sonia

Anche io trovo strano il metodo delle insegnanti....inoltre non va bene rimproverarlo ....occorre agire sulla stima di sé e spronarlo....
Provi con una figura esterna a lei, magari una educatrice insegnante che lo aiuti nei compiti....
Se anche così non migliora, allora le ipotesi sono due :
-il contesto classe che non va bene....
-qualche lentezza strutturale presente nel bambino che andrebbe verificata con una osservazione.....
auguri per tutto
Aceti


 

 

Gentile dott. Aceti,
sono Andrea padre adottivo di una meravigliosa bambina di 20 mesi, ho partecipato  al suo incontro, le vorrei chiedere se "in buona fede" come dice Lei, facciamo bene a far dormire con noi nostra figlia, premetto che vive con noi da quasi un anno. Le dico che per me e mia moglie è una cosa straordinaria, per me accarezzarla e guardarla finche dorme è molto gratificante, però potrei agire in buona fede ma nel modo sbagliato.
La prego cortesemente di darci un consiglio, cordiali saluti
Andrea

 

Sono molto contento per vostra figlia...
Suggerirei di iniziare lentamente ad abituarla a dormire nella sua stanzetta...
Aceti

 

 

Buongiorno,

ho due figli maschi, uno di 5 anni e mezzo e uno di 28 mesi, giocano abbastanza insieme, ma spesso mentre il grande sta facendo giochi un po’ più impegnativi (costruzioni, lettura libri etc) il piccolo lo infastidisce deliberatamente rompendo e impedendo quello che sta facendo. A questo punto il grande, dopo avere sgridato il piccolo un paio di volte, lo allontana in malo modo, generalmente con grossi spintoni o addirittura picchiandolo. A questo punto generalmente noi sgridiamo un po’ il grande per le male maniere anche se aveva ragione nel merito, ma soprattutto riprendiamo e puniamo il piccolo dicendogli che non deve disturbare il fratello mentre gioca.

La domanda è questa: è giusto questo nostro atteggiamento o, per il fatto che il piccolo magari disturba il grande perché vuole attenzione e non realmente per cattiveria, dovremmo  comportarci in un modo diverso, e se sì quale.

In attesa di una vostra risposta, ringrazio anticipatamente.

Un grosso saluto.

Paola

Va tutto bene quello che fate….l’unica cosa è non punire il piccolo, non punirlo mai, ma, dopo averlo ripreso perché ha disturbato il grande, cambiargli  subito attività portandolo a giocare da un’altra parte…

Aceti

 

 

 

caro Ezio Aceti,
ho avuto il piacere di ascoltarla proprio ieri sera. Ho sorriso e anche riso, per il suo modo così irruento e passionale.
Ho 4 figli di 19,17,10 e 4 anni. Sono sposata da venti e in questi ultimi 3 anni sono entrata in una sorta di crisi esistenziale. Mi sembra di aver sbagliato vita, di aver sbagliato uomo, di aver sbagliato percorsi. I miei figli hanno assistito a discussioni infinite. Con mio marito mi sembrava veramente di non aver più nulla in comune. Ho parlato con sacerdoti, ho scritto a frati, mi sono confidata con una mia amica...Ma soprattutto ho pregato tanto, tanto,tanto. Perchè è molto difficile rimanere con un uomo che ti sembra non amare più e aver desiderio di fuggire via! Ora la situazione sta lentamente migliorando. Devo dire che mio marito, nonostante sia molto chiuso, ha sofferto pure lui questa situazione perchè lui, a differenza mia, non ha mai smesso di amarmi e di desiderarmi. Ecco, la mia domanda è questa: i miei figli, in tutto questo, cosa ci ricaveranno? Io non volevo sicuramente che loro dovessero subire la mia crisi, ma fatto sta che abitano nella nostra casa e logicamente avranno assorbito tutto quello che c'è stato.
Il più grande, ha parlato moltissimo con me e ha cercato di farmi capire i punti di vista del papà. Il secondo, sembra indifferente, ma so che non lo è affatto. Il terzo, è quello che manifesta di più: ci è sempre appiccicato e guarda e ascolta tutto ciò che si dice. é diventato anche molto vivace, a volte fa delle sciocchezze ma a scuola non ha nessun problema a parte l'organizzazione dei compiti. Il piccolo è molto capriccioso. Io non cedo mai ai capricci a parte quando manifesta voglia di coccole; non capisco però perchè si intestardisce a volere una cosa sapendo benissimo che io non cedo. Insomma! Vivranno sereni d'ora in poi, nonostante la tempesta che c'è stata in casa mia?
La ringrazio se vorrà rispondermi altrimenti le auguro di cuore ogni bene e buon lavoro.
Se capiterà ancora nella mia città tornerò volentieri ad ascoltarla!

Maria Antonietta

 

Carissima Maria Antonietta,
innanzitutto ha la mia stima per aver resistito e amato fino in fondo....
stia tranquilla , i figli vivranno felici ..perchè hanno avuto due genitori che, anche se in modo diverso, si sono sacrificati per loro...
questo è l'amore!
Un abbraccio
Aceti


 

Gentile Dott. Aceti

oggi per l'ennesima volta sono stata richiamata dall'insegnante di mia figlia(6 anni) perchè si è fatta la cacca addosso.

Premetto che in casa o altrove la fa in bagno. Non so cosa pensare anche perchè la maestra è ben disposta a mandarla in bagno visti i precedenti.

Inoltre la bambina è molto timida nel senso che non prende l'iniziativa con gli altri bambini, ma se l'invitano lei partecipa volentieri.

Tra l'altro nei compiti si impegna molto anche se a volte è distratta quando qualcuno le parla o le spiega qualcosa (come fosse in un mondo tutto suo).

Ha incominciato anche a inventare tante storie nei confronti dei suoi compagni (non vere), come ad esempio che non la vogliono fare giocare o che le pasticciano il portacolori.

Cosa mi consiglia di fare  Dottore?

Sono veramente a pezzi grazie

mamma disperata

 

Sicuramente è un disagio serio che la bambina vive in classe...

Suggerirei portare la bambina da una psicologa infantile per valutare meglio la situazione ...

Aceti

 

 

 

Salve dottore,
Le scrivo perchè sto vivendo un periodo un po' stressante a causa di mia figlia Aurora di quasi 4 anni che la notte si sveglia in continuazione chiamando me e pretendendo che io mi metta a dormire con lei
Premetto che il rito serale per addormentarla è dormire con lei , dopodichè me ne torno in camera mia... e da lì inizia il putiferio!!!!
Mi chiama in continuazione ed alla fine dall'esasperazione e la stanchezza (mi alzo presto per andare al lavoro) dormo nel suo letto
La cosa strana è che fino a 2 mesi fa circa si svegliava al massimo una volta....
Perchè inizia ad avere paura ? oltretutto noi non le abbiamo mai trasmesso paure di alcun tipo.
La prego di aiutarmi...
Francesca
 

Carissima Francesca,
molto spesso succede che bambini che a due anni dormivano tranquilli, poi , verso i tre , quattro anni tendano ad avere paura e si svegliano frequentemente perché sono nel momento in cui hanno maggior coscienza di loro e devono separarsi dalla madre….allora soffrono di dovere lasciare la madre ed hanno paura , soprattutto durante la notte…
le suggerirei di alternare la sveglia con il papà…e , anche se la bimba non vuole stare col papà, è sufficiente che il papà dica che la mamma è stanca e non può andare…anche se la bambina farà un po’ di capricci , vedrà che dopo due o tre volte, si abituerà col padre….
 

Salve sono Giada dalla provincia di Udine.
Sono venuta alla conferenza
"IL CORAGGIO DI EDUCARE".
Avrei due quesiti. Il primo: lei ha parlato dell'educazione sessuale dei bambini fin da subito. C'era un libro all'entrata ma non sono riuscita a vedere com'era e neanche il titolo. Se si ricorda il titolo o mi puo' consigliare un libro adatto per i miei due bimbi di 4 anni e mezzo e quasi 6 anni.
Il secondo: ho Giulia la piu' piccola che fin da piccola si e' rivelata un carattere nervosetto e capriccioso, ma ultimamente e'
altamente peggiorata, tanto che e' un'altalena continua tra capricci molto tosti, grida, insulti a me e continue litigate con suo fratello. Io ho la tendenza a sgridarla e perdo spesso la pazienza solo che mi sono resa conto che anche io sto esagerando e questo mi rattrista anche perche' lei reagisce sempre allo stesso modo e io uguale. Si e' creato come un circolo vizioso. Aggiungo che non e' successo nulla di particolare.
La ringrazio molto per il tempo che
mi dedichera', io aspetto con pazienza la sua risposta.

Giada
 

Gentilissima Giada,
per quanto riguarda l'educazione sessuale della bambina, il libro indicato potrebbe essere : "basta cavoli e cicogne - vol. 1 " di Ezio Aceti e Rotteglia alberta.

Sarebbe bene non sgridare la bambina e cercare di allentare la tensione ...suggerirei :
1- far intervenire il padre , soprattutto col bambino piccolo maschio , cercando di allentare la tensione..
2- per lei signora sarebbe bene che una volta alla settimana , se è possibile, si prenda un impegno che le piaccia fuori casa, e lasci il marito a gestire la situazione...

In questo modo , la bambina avverte che non è onnipotente e riuscirà a stare meglio nella realtà.
Auguri
aceti
 

 

BUON DI’ DOTT. ACETI, SONO STEFANIA LA MAMMA DI SOPHIA, BIMBA BELLISSIMA E BRAVISSIMA DI 3 ANNI, SOLTANTO CHE ABBIAMO UN PICCOLO PROBLEMA, LA PIPI’ ALLA SCUOLA……

FINO A LUGLIO E’ ANDATA ALL’ASILO NIDO PRIVATO, BELLISSIMO, FANTASTICOSO PER I BIMBI, PIENO DI COLORI, DISEGNI ANCHE NEL BAGNO.

DA SETTEMBRE HA INIZIATO AD ANDARE ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA E PURTROPPO  NON RIESCE A FARE LA PIPI’ IN BAGNO, DICE CHE E’ BRUTTO E NON LE PIACE E QUINDI SI FA LA PIPI’ SOTTO .

CHE DOBBIAMO FARE? IL BAGNO DELL’ASILO DOVE VA ADESSO LASCIA UN PO’ A DESIDERARE, CERCO DI PORTARLA IO NON APPENA ARRIVIAMO MA SI RIFIUTA, CON LA MAESTRA NULLA, SIAMO DISPERATI SIA IO CHE IL PADRE E LE MAESTRE PERCHE’ NON SAPPIAMO PIU’ COSA FARE. LE MAESTRE DICONO DI NON INSISTERE PERCHE’ POI SI BLOCCA DEL TUTTO.

LE PREMETTO CHE A CASA E DALLA NONNA CI VA A FARE LA PIPI’ DA SOLA.

DIMENTICAVO CHE SOFY HA UNA SORELLINA, DI APPENA 20 MESI, DI CUI E’ INNAMORATISSIMA PERO’ SOFFRE UN PO’ DI GELOSIA. POTREBBE DIPENDERE DA QUESTO? RESTO IN ATTESA DI UNA SUA GRADITA RISPOSTA E PORGO DISTINTI SALUTI

STEFANIA

 

Assolutamente non parli più della pipì a Sophia…..lasci perdere… la bambina quando lo deciderà farà la pipì nel bagnetto dell’asilo….se si continua a parlare della pipì, nascono problemi inutili o si aumenta la tensione…

Aceti

 

 

Salve Dott. Aceti,
ho avuto modo di conoscerla ad un incontro nella scuola di ...
Ieri ho rivisto le riprese di quella giornata e devo dire che lei ci deve venire a ritrovare!!!!

Ho bisogno del suo aiuto.
Sto inserendo Leonardo, il nostro III figlio (gli altri due sono maschi di 9 e mezzo e di 7), alla materna.
Non era stato al nido, ma insieme ai nonni in campagna fino ad ora.
L'inserimento non è andato benissimo, però migliorava.
Dalla settimana scorsa è ritornato a piangere e già la mattina mi dice portami da nonna.
Piange insistentemente. Io gli dico:- mamma ti porta dagli amici e dalla maestra e dopo la mensa viene a prenderti-.
Mi da un suggerimento?
Consideri che  ancora non fanno il pomeriggio e l'inserimento è stato graduale.

Grazie
Saluti
Graziella
 

Carissima Graziella,
il pianto del bambino è normale…..
la sua risposta deve essere una sola : “ LO SO CHE TU VORRESTI STARE CON AL MAMMA …… MA LA MAMMA è CONTENTA CHE TU VADA ALL’ASILO E VEDRAI CHE QUANDO VERRO’ A PRENDERTI MI RACCONTERAI QUELLO CHE HAI FATTO….

Il bambino continuerà a piangere,  ma lei deve poi cambiare argomento e lasciarlo subito alla scuola materna……
Vedrà che tutto andrà bene…
Un abbraccio
Aceti
 

 

Buongiorno dottor Aceti, innanzi tutto la ringrazio per tutto il lavoro che svolge per le famiglie, cellula del mondo.

Arrivo al sodo : Mio figlio di 3 anni e 4 mesi è in piena “crisi di opposizione” cioè fa tutto il contrario di quello che gli si dice, è in continua sfida e purtroppo a volte qualche sculacciata mi è partita ( comunque sempre promessa del tipo: se continui a disobbedirmi ti do una sculacciata ), questo per fargli vedere che sono coerente con le cose che gli prometto, sia buone che non, poi come dice lei cerco di dare il sostegno e gli parlo dopo l’accaduto quando si è calmato .
Le crisi di colpa però poi mi vengono e comunque ho letto che il padre deve essere autorevole ed è quello che regola autocontrollo ed intransigenza verso il figlio.
La domanda è questa: Come devo comportarmi quando inciampa nei capricci, quindi si agita, usa le mani contro di me e per quei 5 minuti non sente ragioni sia con toni pacati che con sculacciate promesse ?
Naturalmente non è sempre arrabbiato, la maggior parte della volte è buono, sorridente ed affettuoso, ha un carattere forte e se una cosa è quella, difficilmente gli fai cambiare idea.

Una cosa ancora fa. Succhia il dito quando si rilassa (gli si legge un libro, ascolta la musica) e durante la notte. L’aglio sul dito ha detto che è buono !!!

Grazie dottore e la saluto.

Marco

 

Gentile sig. Marco,
la cocciutaggine del bambino è una cosa normale e indice di personalità forte e determinata…
non servono le sculacciate e le minacce…
quando ci sono i capricci occorre cambiare argomento e luogo, cioè prendere fisicamente il bambino e portarlo in un’altra stanza e distrarlo…
se si sente in colpa non si preoccupi eccessivamente, perché è segno che lei sta prendendo le misure sul figlio, solo cerchi di evitare le sculacciate perché sono inutili…
per quanto riguarda il pollice che il bambino mette in bocca, non dica niente e lo lasci fare…
le sono vicino per tutto…
un caro saluto anche a sua moglie
Aceti



 

Gent. Dott Aceti,
sono il padre di un bimbo di 6 anni, separato al compimento del suo 4 compleanno. Mio figlio ha un amichetto cui è molto legato, che vede con frequenza pressochè settimanale. Qualche mese fa, i genitori dell'amico mi hanno detto che i due bambini hanno talvolta comportamenti stranamente confidenziali.
Da allora li controllo con più attenzione e ho constatato che spesso si appartano e non vogliono intrusi. Ieri però li ho visti darsi un bacio sulla bocca. Io li ho ripresi, senza troppa durezza, ma dicendo che i maschi non dovrebbero baciare i maschi e lo stesso per le femmine, altrimenti non si capisce più niente. Va detto che fin dall'inizio della separazione il bambino ha sempre cercato di stare con me, e la madre (chiaramente per stabilire un legame forte, anche se scorretto), ha continuato a baciare mio figlio sulla bocca sicuramente fino a pochi mesi fa. Negli anni scorsi lui ha cercato spesso di baciarmi sulla bocca, ed io ho sempre opposto, oltre a motivazioni igieniche anche il fatto che gli uomini non si baciano tra loro.
Secondo lei si può ravvisare un problema o semplicemente è una fase normale? Ho adottato un comportamento scorretto o devo perseguire su questa strada?
La ringrazio e le porgo cordiali saluti.

Fabio

Complimenti , Fabio , mi sembra che lei abbia agito bene con il figlio…..

 auguri per tutto

Aceti

 

Salve Dott. Aceti,
siamo Elena e Carlo, mamma e papà  di Lorenzo  (4 anni) e Jacopo (9 mesi). Le scriviamo per Lorenzo: lui fin da piccolo (da 9 mesi circa) ha iniziato un attaccamento "morboso" nei confronti del papà : è lui la sua figura di riferimento, ad es. per andare a dormire o se sta male. Non è raro che lo apostrofi "sei il mio eroe"..è dalla figura del papà  che Lorenzo si dovrà  staccare...in genere sappiamo che la ricerca della figura paterna soprattutto nei maschi avviene in una fase successiva: ci chiediamo quindi se questo comportamento è positivo per il bambino e va incoraggiato...un consiglio in merito.
Sempre Lorenzo ha molte paure (io mamma sono molto insicura e paurosa aihme?!!!) dei rumori, della troppa gente, di essere al centro dell'attenzione (anche a scuola ci dicono le maestre)...:come ci dobbiamo comportare? assecondarlo o stimolarlo?
La ringrazio per i consigli che vorrà  darci,
Elena e Carlo

 

Carissimi Elena e Carlo, non preoccupatevi per l'attaccamento di Lorenzo al papà... ciò dà al figlio sicurezza ecc…

Per quanto riguarda le paure, di solito scompaiono o si trasformano con la crescita….quello che conta non sono le paure, ma il sostegno che i genitori danno per affrontarle… il sostegno deve essere solo mediante il linguaggio e la parola, rispondendo in modo semplice quando il bambino chiede e soprattutto non interrogandolo mai sulle sue paure…

auguri

Aceti

 

 

Caro dottor Aceti ho un bambino di  quasi 11 anni e il problema è che piange per qualsiasi motivo: un rimprovero della maestra, un voto inferiore al distinto, una volta ha pianto anche a scuola perchè  aveva richiesto il pasto alternativo e non gli è  stato dato.  Io gli dico di parlare con me se ha qualche problema, lui dice di si poi io vengo sempre a saperlo dagli altri. Siccome frequenta una palestra e l'hanno prossimo andrà  alla scuola secondaria, cosa posso fare per aiutarlo a superare questo problema? 

grazie 

Cristina

Gentile mamma Cristina,

suo figlio ha un po' di insicurezza che si traduce in questi pianti di fronte alla realtà  o alle piccole difficoltà. E' importante non intervenire sostituendosi a lui, o chiedergli continuamente cosa è successo, perchè in questo modo lo tratterebbe come un bambino piccolo che ha bisogno della mamma….
Suo figlio non ha più bisogno della mamma, ma del papà  o di adulti ( quindi anche lei ) che gli sono vicino con il linguaggio quando ci sono delle difficoltà   ( mi spiace che ti è successo questo , ma  sono sicuro che tutto andrà  bene e che ce la farai )
Occorre soprattutto il padre .

Auguri

Aceti

 

Buona sera Dr. Aceti,

mi rifaccio allo scambio di e-mail avvenuta lo scorso dicembre, per informarla che nostro malgrado la situazione di ns. figlio, dal punto di vista scolastico è decisamente peggiorata. Nonostante gli sia stata data fiducia e quindi seguendo anche i suoi suggerimenti gli abbiamo fatto capire che doveva studiare e prepararsi non perchè lo interrogassi io bensì perchè doveva dimostrare alla professoressa di aver capito ed acquisito la materia di studio..........i voti raggiungono a mala pena la sufficienza. Quello che più ci preoccupa è che una ventina di giorni fa, durante una nuova convocazione con i professori, siamo stati informati che lui in classe non riesce a stare attento durante la lezione o le interrogazioni disegna, ritaglia, chiacchiera disturbando i compagni, il suo atteggiamento da leader lo sta usando negativamente ... comportamento, impegno, interesse e partecipazioni non sono adeguati. Inoltre un paio di professori ora l' hanno "preso di mira" e non gliene fanno passare una. Lo abbiamo messo di fronte al fatto che potrebbe essere bocciato perchè non ritenuto maturo per passare in seconda media; lui ci ha detto che la cosa gli dispiacerebbe e che sa benissimo che ciò dipende solo da lui !!! 
Al fine di aiutarlo abbiamo deciso di togliergli tutta una serie di distrazioni quali telefonino, uso del computer, vedere i suoi compagni durante la settimana, anche perchè abbiamo capito non essere sufficientemente maturo per capire le priorità.
Quale è stata la sua reazione ??? Di rassegnazione, senza particolari proteste, insomma piuttosto si mette in camera sua e gioca facendo saltare le palline magiche; difficilmente di sua iniziativa prende un libro e si mette a leggere gli abbiamo anche spiegato che se non gli piace studiare, perchè costa fatica, nella vita non si ottiene niente senza impegno e dedizione, ora ci siamo noi genitori ma il domani se lo deve costruire lui. Pur essendo, sotto certi profili, un ragazzino indipendente ed affidabile, abbiamo capito che non ha ancora ben inteso l'importanza della scuola e che pur essendo in compagnia dei suoi amici non è il luogo per chiacchierare, giocare e di conseguenza disturbare. 
Non so se questo fatto possa avere un significato ogni bimestre in classe cambiano la disposizione degli alunni, lo scorso mese i professori avevano chiesto a tutti gli alunni di scrivere su un foglietto chi avrebbero voluto avere come compagno di banco mio figlio aveva chiesto di poter essere messo da solo!!
L'altra sera io e mio marito ci chiedevamo se cambiargli scuola potrebbe avere esito positivo o meno. In cuor mio non vorrei vedere lesa la personalità di mio figlio.

Non so se il tono di questo mio nuovo sfogo fa trapelare il mio stato d' animo sono piuttosto delusa, e dispiaciuta che mio figlio non abbia ben compreso fino in fondo il rischio che sta correndo, anche se lo abbiamo avvertito, di essere bocciato.

Mi rimetto a Lei Prof. Aceti perchè avendo più chiara la situazione possa dare a me e a mio marito qualche suggerimento più mirato.

In attesa di leggerLa in merito, Le porgo i miei più cordiali saluti.

Maria R.

 

Gentile mamma Maria ,

penso proprio che suo figlio abbia una demotivazione dovuta forse ad una lieve difficoltà di comprensione astratta,.. che significa che è  più portato per le cose pratiche che non per quelle teoriche¦ suggerirei vivamente di far fare da uno specialista un test di orientamento e un test di valutazione degli apprendimenti….perchè sono convinto fino in fondo che non ci sono ragazzi lazzaroni, ma demotivati e occorre capire perchè è demotivato.

auguri

Aceti

 

 

 

Ill. mo Dott. Aceti,

 siamo un coppia di genitori alle prese con alcuni problemi con la nostra secondogenita ( abbiamo 4 figli rispettivamente di anni 13 maschio, 11 femmina, 7 femmina e 5 maschio). Da circa un anno la bimba si comporta in modo aggressivo e si esprime con parole e gesti volgari dimostrando un disagio in vari momenti della giornata soprattutto quando sono presenti i fratelli. Facciamo presente che il padre, medico ospedaliero, è impegnato tutto il giorno al lavoro e la madre, insegnante, dedica molto tempo ai figli nel pomeriggio avendo scelto un’occupazione part time convinta di poter gestire meglio la famiglia.  La madre, “vittima” di questa pesante situazione, d’accordo con il marito, è convinta che si debba intervenire con fermezza per arginare il disagio della bimba , tutte le discordie che si creano di conseguenza con i fratelli e le tensioni tra i genitori.  Precisiamo che a scuola e in tutte le relazioni extrafamiliari la bimba si comporta in modo corretto. Inoltre apprezza molto il rapporto individuale con i genitori, soprattutto se svincolato da impegni, quali lo svolgimento dei compiti.

La ringraziamo per l’ascolto. Clara e Paolo

 

carissimi Paolo e Clara,

mi sembra che la bambina voglia avere il suo spazio in casa , perchè a scuola è molto controllata per fare bella figura, mentre a casa si sente più libera. Suggerirei di essere fermi con lei quando ci sono gli altri fratelli, ma è importante che la madre riservi un momento settimanale con la bambina, per uscire da sola con lei, perchè questo è quello che vuole la bambina

auguri

Aceti

 

 

Gentile Maestramica, sono un genitore di un bambino di 6 anni (figlio unico) e vorrei sottoporre alla sua attenzione un problema che stiamo riscontrando da qualche tempo. Il nostro bambino è normalissimo, gioca, è molto intelligente, però ha delle piccole fobie che stanno man mano creandoci diversi problemi. Farò alcuni esempi: A casa a parte avere paura del buio, cerca sempre luoghi luminosi e vivi (per esempio se c’è la tv accesa) oppure c’è la presenza di qualcuno. La notte non riesce a dormire nella sua stanza e si deve addormentare per forza con noi e deve esserci la tv accesa o la luce. Poi una volta addormentato lo portiamo al suo lettino ma puntualmente nella notte si sveglia e torna da noi. Abbiamo capito che non ama i cambiamenti e gli ambienti sconosciuti, ad esempio se lo portiamo dalla nonna dove è sempre stato portato fin da piccolo, ci rimane ma se lo lasciamo da un’altra parte a giocare resta solo se rimane la madre. A scuola, quando si fanno delle cose diverse dalla routine lui non vuole partecipare. Se vanno al cinema lui non va, oppure in gita nemmeno. E’ un bambino che ha paura dei cambiamenti improvvisi e non capiamo le motivazioni. Praticamente si comporta alcune volte da paranoico e chiede in continuazione di non fare quella cosa o partecipare a quella cosa. Ultimo esempio il carnevale. Abbiamo comprato l’anno scorso un vestito dei power rangers che gli piacevano tanto e lo ha indossato. Quest’anno non ne ha voluto sapere. Sembrava che avesse vergogna di farsi vedere dagli altri. A scuola per la festa ha fatto il diavolo a quattro e non ha voluto fare nulla, anzi ha obbligato la mamma a restare con lui, tanto che la maestra non l’ha presa molto bene. Vogliamo capire cosa gli è successo anche se pensiamo che è stata un po’ colpa nostra che lo abbiamo tenuto troppo sotto una campana e ora creare un po’ di distacco potrebbe nuocere di più.  Restiamo in attesa dei Vostri preziosissimi consigli

Un cordiale saluto

Lino

 

carissimo papà  Lino,

il bambino ha un po' paura a rimanere solo ed è insicuro, manifestando alcune paure tipiche della separazione da sè stesso, dalle sue realtà conosciute.
Suggerirei :

 -          inserimento in un gruppo strutturato ( SCOUT, ORATORIO, SPORTIVO ,ECC.) tenendo presente che il bambino dopo un po' non vorrà  più andarci, ma bisogna portarlo, senza sgridarlo, tollerando i suoi pianti.

-          Invitare gli amici del bambino a casa e dire alle altre mamme di invitare poi il vostro

-          Organizzare alcune uscite con altri genitori ove i bambini possano giocare fra loro…

 Vedrà  che dopo un po' il bambino migliorerà ….se per caso i problemi però aumentano, rivolgetevi ad uno specialista , perchè vuol dire che il bambino fa fatica ad elaborare l'ansia

Auguri Aceti

 

Carissimo dottore l'abbiamo conosciuta tramite una sua conferenza e le faccio i miei complimenti. Abbiamo bisogno di un suo consiglio. Siamo genitori di 2 bambini.  Laura frequenta la scuola qui dove abitiamo da 1 anno, mentre Filippo frequenta la materna al vecchio paese, dove pensavamo di farlo continuare con l'elementare visto che il team delle maestre del paese dove abitiamo mi e' stato sconsigliato da diverse mamme. Il nostro istinto ci porta più di là visto che invece le voci sono buone,  ma abbiamo continuamente il dubbio che per un discorso sociale non è una cosa giusta. Un'amica maestra ci ha consigliato "Agli amici si può ovviare alle maestre no". Ringraziandola infinitamente. 
Domenico e Annalisa  

carissimi Domenico e Annalisa,

seguirei il consiglio della maestra e lo lascerei continuare nel vecchio paese….stando attenti a mantenere l'inserimento, in oratorio o in altri gruppi, nel nuovo paese.

Auguri

Aceti

 

 

Efficacissimo Dott. Aceti,

 io e mio marito abbiamo avuto la piacevole occasione di ascoltarla  a Fossano (CN): GRAZIE per i numerosissimi consigli, appunti, spunti di riflessione che ci ha dato.   Possiamo testimoniare che è l’oratore a fare la differenza. GRAZIE!

Approfitto di questo spazio per chiederLe un consiglio: abbiamo due figli maschi (7 anni e 3 anni e ½ ). Il bimbo di 3 anni e ½  da alcuni mesi (potrebbe coincidere con l’ingresso in asilo da settembre 2006?) è diventato aggressivo mentre prima non lo era. Quando combina volontariamente qualche guaio (es. distruggere i giochi del fratello più grande, buttare per terra un oggetto, …) o fa capricci perché non vuole fare una cosa che gli stiamo chiedendo (es. vieni a mettere la giacca che andiamo all’asilo), non si limita solo a dire di no, ma arriva immediatamente a tirare calci, pugni, urlare NOOOOOOOOOO con voce particolarmente tesa (digrignando i denti e stringendo i pugni)….. sto parlando di un bambino, non di un cagnolino eh?.....
Di solito lo sgridiamo (ovviamente senza alzare la voce), dicendogli che non si picchia nessuno, in particolare le mamme, i papà e i fratelli. Ma lui insiste, e sfidandoci, continua a distribuire pugni e calci. Aggiunge magari SIETE CATTIVI! MI PRENDETE IN GIRO. Nulla vale lo spiegargli che non lo stiamo prendendo in giro ma lo stiamo sgridando, perché non vogliamo che diventi un bimbo che picchia gli altri.
Quando le abbiamo tentate tutte, e i risultati restano praticamente nulli, ci vien voglia di dargli una bella sculacciata sul sedere…. Viva la pedagogia!   Abbia pazienza: io ho 30 anni e mio marito 35. Siamo dell’idea che genitori non si nasce ma si diventa.
Stiamo cercando di essere meno “fascisti” come ci ha insegnato giustamente Lei, ma certe volte sembra che il piccolo voglia proprio sfidarci e dargliela vinta non ci sembra educativo (né nei suoi confronti né in quelli del fratello maggiore).
Come se non bastasse, il papà (che gli vuole un bene dell’anima, come me) arriva dal lavoro la sera alle 18.00 ed entrambi i figli non lo salutano. Lui non pretende fior di abbracci e bacini, ma almeno un Ciao Papà gli farebbe piacere.

Siamo una famiglia normale?

Continui così, che ci è di grande supporto tecnico – logistico – psicologico!!!!!!!!!!

 Anna

 

gentile mamma Anna, la vostra è una famiglia normale…e voi siete degli ottimi genitori e il bambino che fa il tiranno lo fa perchè vuole superarvi, perchè vi adora e vuole essere onnipotente….

Quando il papà  torna a casa, non importa se non viene salutato….l'importante è che lui saluti i figli e che lei suggerisca loro di salutarlo, soprattutto deve farlo nei momenti di calma, quando si stanno addormentando, dove può fare un resoconto della giornata.

Per quanto riguarda il "tiranno" è bene  non dare troppo peso ai suoi capricci, e, se non demorde, anche se scappa una sculacciata…penso che ciò vada bene, per calmare la sua onnipotenza

 Un abbraccio

aceti

 

Gentil.ma dottor Aceti,
sono stata a Trento dove Lei ha tenuto una conferenza davvero molto interessante. Ho il problema di mia figlia (unica figlia) che dall'età  di 4 anni (OGGI NE HA 8) soffre di
una malattia renale che può portare alla dialisi (sindrome nefrosica); lei purtroppo non ha risposta a nessuna terapia. Questa cosa ha procurato in lei un'insicurezza soprattutto rilevante nel confrontarsi con le sue compagnette. Non riesce ad instaurare un rapporto, litiga, mi sembra anche un po' prepotente. Inoltre ogni attività  sportiva o di gioco nel doposcuola è sempre rifiutata da lei. Si è confidata con me dicendo (pallavolo ad esempio) che nessuno gioca con lei. Cosa posso fare x aiutarla? la devo spronare a fare ciò che lei non vuole o assecondarla. Volevo dirLe che nei pomeriggi o viene qualche compagnetta a casa nostra o va lei da qualcuno. La ringrazio anticipatamente per la sua attenzione e La saluto calorosamente 

Daniela

gentile mamma Daniela,

occorre che la figlia diventi pian piano più sicura , nonostante l'ansia della malattia e la paura di non farcela… la figlia fa un po' fatica a stare nella realtà e tende a fuggire  e nello stesso tempo a scaricare su lei la sua aggressività.

Suggerirei di:
- insistere perchè stia con le amiche e faccia uno sport ( naturalmente con il permesso del medico )

-          inserirla in un gruppo strutturato ( scout ) che la aiuti a rispettare le regole come un aiuto interno per il suo futuro

-          sarebbe bene che il padre la accompagni a scuola , e anche in altri ambiti sociali.

 

Un abbraccio

Aceti

 

 

Gent.mo Dott. Aceti,

da tre anni siamo i genitori felici di due splendidi bambini adottati di 8 e 6 anni . Arrivati nel mese di marzo, su insistente richiesta del maggiore, li abbiamo inseriti alla scuola materna nei mesi di maggio e giugno; in tale periodo abbiamo capito che il maggiore, nonostante l’età anagrafica, non era ancora pronto per l’inserimento a scuola e l’abbiamo quindi posticipato di un anno, scelta sicuramente azzeccata .
Contrariamente, per il più piccolo, avendo frequentato per un paio di anni pieni l’asilo, pensavamo che tale precauzione non fosse necessaria, nonostante i 6 anni siano stati compiuti a fine dicembre : i test di inserimento alla scuola primaria erano inferiori alla media ma, consultando sia le insegnanti della scuola materna che la psicopedagogista fautrice del test stesso, si era presupposto che era solo una questione di maturazione e che le maestre avrebbero saputo prendere in considerazione la situazione, peraltro condivisa da altri bambini .
E qui nasce il problema : pur essendo un bimbo capace e intelligente (quale bimbo non lo è ?!), ordinato e preciso, la sua lentezza è esasperante e i suoi tempi di attenzione molto limitati (sia a scuola che a casa). Ad aggravare la situazione c’è un insegnante di italiano che ha dei tempi scolastici da Formula 1 e, per di più, li riempie di compiti per casa (lamentela condivisa con molti altri genitori della sua stessa classe)… inoltre, essendo il nostro bimbo più indietro di altri con l’apprendimento, pretenderebbe che a casa gli facessimo fare ulteriori esercizi di lettura e apprendimento (riconosce visivamente le consonanti ma non distingue il suono, tanto da dire “l” di topo oppure “p” di nonna… tanto per farLe capire. Se gli si chiede di pensare un attimo prima di rispondere, arriva da solo al risultato ma, ovviamente, a scuola questo non è fattibile) . 
Ci dica Lei : se un bimbo fatica a reggere le 4 ore scolastiche, le 2 ore - 2 ore e ½ quotidiani (e non esageriamo!) di compiti a casa (compresi i lavori scolastici non completati a scuola a causa della sua lentezza), come lo si può sottoporre ad ulteriori esercitazioni a casa ? Non è compito (e ambizione) dell’insegnante saper sostenere i bambini ancora immaturi, dando magari gli “ulteriori esercizi” ai bambini “già maturi che si annoiano” (questo è quanto ci ha riferito) ?
Abbiamo parlato della situazione con l’insegnante di sostegno (che è la stessa psicopedagogista che lo ha sottoposto ai test nella scuola dell’infanzia) per capire se il problema possa dipendere solo da nostro figlio e se possiamo intervenire con specialisti particolari; ci consiglia però di aspettare in quanto è solo una questione di maturazione ma, se questa tempistica è una caratteristica della sua insegnante, non possiamo avere nè la pretesa né l’illusione che possa cambiare qualcosa, visto le molteplici testimonianze di suoi ex alunni che non ci danno speranze.
Abbiamo anche pensato di fargli cambiare scuola ma, essendo un paesino, la cosa è alquanto improbabile .
A questo punto, e a malincuore, stiamo prendendo in considerazione la necessità di far ripetere il primo anno al piccolo, sia per dargli il tempo di maturare, sia per evitargli quest’ansia da prestazione scolastica che tale insegnante gli trasmette       (che si ripercuote anche nell’ambiente familiare!) e che sicuramente lo perseguirebbe per gli altri 4 anni …
Qualcuno ci sconsiglia in tal senso, in quanto sarebbe per il bimbo una “umiliazione”, nei confronti dei compagni, che si porterebbe sempre dietro, ma noi abbiamo bisogno di capire quale sia il “male minore” in questo particolare caso !
Ci scusiamo per l'esserci molto dilungati e, ringraziandoLa sentitamente, Le porgiamo i nostri più sentiti saluti e complimenti .
Alessandra 

gentile mamma Alessandra,

la situazione da lei presentata è un po' particolare, perchè le ragioni per fermare il bambino ci sono, ma anche quelle per farlo proseguire…. Occorre verificare il rapporto del bambino con i compagni e soprattutto il suo parere….

Comunque suggerirei di affrontare il colloquio con uno psicologo infantile…perchè la decisione è molto importante.

Auguri

Aceti

 

 

Salve, ho una bambina di 2anni e 5 mesi. Un mese fa ho deciso, in previsione dell'inizio a settembre della scuola materna, di cominciare a preparare la mia bimba al distacco da me.Tentativo ancora in atto visto che si dispera quando vado via. L'inserimento è durato 10 giorni e lei si deve ancora abituare all'idea del distacco da me. Mi dispiace molto lasciarla in preda alla disperazione anche perchè non si gode tutte le belle attività  di gruppo, cosa che quando ero io dentro faceva. Non so se continuare o lasciare tutto, ma poi a settembre dovrà comunque ricominciare il" lavoro" della preparazione al distacco. Oltretutto ora anche a casa non si fida più di me e piange, a volte, per niente; cosa che prima non succedeva. Aspetto con ansia un vostro consiglio. Grazie

Gentile mamma,
non continui più a preparare la sua bambina… perchè per la bimba il tempo non è come per noi, è eterno….sarebbe inutile e dannoso ricordarle continuamente l'andata alla scuola materna…
il giorno prima la preparerà, dicendole che lei, anche se le dispiace un po' che la bimba andrà  all'asilo perchè non potrà stare tutto il giorno insieme, è  però anche molto contenta perchè la bambina potrà conoscere e giocare con nuovi amici….

Mi raccomando , non dica più nulla alla bambina

Aceti

 

Buonasera Dott. Aceti,

sono la mamma di una bambina di 4 anni che frequenta il secondo anno della scuola materna. Lei è figlia unica e non ha cuginetti, io e mio marito lavoriamo 8 ore al giorno e quindi dall'età di 4 mesi è stata ( per le 8 ore) affidata ai miei genitori e talvolta a mia suocera.
L'anno scorso, quindi il primo anno di scuola materna, ha subito mostrato problemi di approccio con i suoi coetanei (l'avevo già notato quando la portavo ad esempio al parco giochi) praticamente era terrorizzata ( e non esagero) della loro presenza e della loro vicinanza.
Piano, piano questa cosa si è un po' affievolita, ma non del tutto, è permalosissima e si dispiace di tutto, anche di un semplice no da parte di un suo coetaneo, ma la cosa che più mi da preoccupazione, vengo al punto, è il profilo che la maestra mi ha illustrato di mia figlia
: la bambina non fa nulla di quello che la maestra dice di fare, osserva quello che fanno gli altri ma non dimostra curiosità, è come se non le interessasse minimamente quello che fanno, non completa le schede didattiche, ad esempio "colorare un disegno" , consegna il foglio completamente scarabocchiato. Quando la maestra dice a tutti di prendere gli zaini per prepararsi a fare la merenda, guarda con grande superficialità che tutti si alzano, ma lei resta lì seduta al suo posto senza fare una piega!
I compitini che le vengono assegnati, i bimbi di 3 anni li svolgono tranquillamente, invece lei non li fa. Per farle fare le cose, la maestra deve ripeterglielo tantissime volte. E' come se vivesse in un suo mondo, questo mi ha detto la maestra. Eppure le assicuro che è una bimba molto sveglia, intelligente, chiacchierona e piena di risorse ( lo dice anche la maestra, non solo io) soltanto che non si riesce a farla emergere nel contesto del gruppo.
Il consiglio che ha dato a noi è di spronarla anche nel nostro ambiente familiare, ma io noto che il suo problema emerge quando sta con gli altri bambini.
Perchè? come posso aiutarla?
Grazie infinitamente per l'ascolto Dottore.
Samanta.

Gentile mamma Samanta,

la bambina è un po' poco stimolata e stando molto con i nonni , si è abituata ad essere spronata, …solo così fa le cose….sono convinto che la situazione migliorerà col tempo...
Suggerirei di invitare qualche amichetta il sabato o la domenica a casa…..poi vada a trovare qualche amica con la bimba e , se possibile la inserisca in una attività ( danza, pittura, ecc)

auguri

Aceti

 

 

Ho due bimbi, uno di 3 anni e l'ultima di quasi sei mesi. Purtroppo per ragioni economiche sono dovuta tornare a scuola (io insegno) da due mesi quasi. Purtroppo la scuola non mi è venuta per niente incontro con l'orario (anche se sono in riduzione per allattamento) e così mio figlio deve per due volte alla settimana andare a scuola prestissimo  e altre due volte alla settimana lo posso andare a prendere tardissimo, e ovviamente è l'ultimo ad andare via rimanendo un ora e più oltre la chiusura. Mi sento tanto in colpa per questa situazione, avrei voluto potergli offrire il meglio e invece devo spedire la prossima settimana la piccola già al nido, e lui risente molto di questa "scuola prolungata". Tutti mi dicono che conta la qualità, ma io ho spesso crisi di pianto perchè mi sembra di non aver fatto le scelte giuste. Può essere veramente grave per loro questa situazione o io mi preoccupo troppo?

Grazie infinite. Chiara

 

  carissima mamma Chiara, capisco i suoi sensi di colpa e penso che il bambino soffra un po' di questa situazione… ma vede, noi genitori abbiamo uno strumento eccezionale per dare senso a questa sofferenza….spieghi al bambino che deve fare così e quando lo vede alla sera , lo ringrazi per la pazienza che ha avuto a scuola stando lontana da lei…poi dedichi un momento al sabato e alla domenica, da sola con il figlio maggiore e lo porti in una libreria, facendo scegliere al figlio il libretto che vuole, dicendogli che ogni sabato o ogni due sabati farà così, come una cosa segreta con lui…. In questo modo , ritualizzerà il tempo ( che per il bambino è sicurezza ) ed educherà il bambino alla lettura.

Con stima

Aceti

 

Gentilissimo dott. Aceti, mi chiamo Roberta ho 31 anni e sono la mamma di un bellissimo bimbo di nome Michele di 16 mesi, e per giugno aspetto il mio secondo bimbo. Fortunatamente sto vivendo una bellissima gravidanza se non fosse che  un comportamento del mio bimbo mi desta non poche preoccupazioni per il presente, ma soprattutto per quando arriveràil prossimo bebè. Le spiego: Michele ha il brutto vizio di MORDERE! Ha iniziato a 7mesi quando è iniziata la dentizione e da allora non è più passata, anzi ora diciamo che le sue prede preferite sono i bimbi piccolissimi (ecco la mia profonda preoccupazione) a tal punto da mettermi a disagio nei confronti degli altri genitori. La scorsa settimana ha perfino interrotto il suo gioco per dare degli schiaffi contro il televisore perchè ha visto e sentito un bimbo piccolissimo piangere. Io e mio marito ogni volta che lui morde lo sgridiamo prontamente, ma pare che a lui non interessi granchè tant'è che passati 10 minuti siamo punto e a capo. Ho paura che lui mi voglia comunicare qualcosa ed io però non capisco cosa, così da sbagliare ulteriormente e magari aggravare la situazione. Volevo far inoltre presente che Michele non va al nido, ma passa le sue giornate con me o mio marito in base ai nostri turni di lavoro. Devo esser sincera, questa situazione mi fa sentire inadeguata, vorrei un consiglio da lei nonchè se ha anche qualche libro da propormi come lettura.

La ringrazio sentitamente

 Roberta

Gentile mamma Roberta, lei non è inadeguata, anzi penso che sia una buona mamma…. Il suo piccolo morde perchè ritiene questo come un gioco e lo usa per manifestare qualcosa che ha dentro sè…. Ma non si preoccupi, non importa se non comprendiamo tutto dei nostri bambini, quello che conta è che li amiamo così come sono e come riusciamo…
Non parli più al bambino del mordere e non aumenti la tensione su questa cosa….

Augurissimi per il prossimo bambino.

Aceti

 

Gentile dott. Aceti, sono Valentina, ho una bambina di 20 mesi che sta mostrando il suo "bel caratterino": è molto capricciosa, piange sempre e la cosa più difficile è che non è facile consolarla. Io l'amo, è la mia vita, ma sono arrivata alla frutta, mentre torno dal lavoro ho gli incubi e mi domando "Sarà tranquilla Matilda? Mi permetterà di fare la spesa? Riusciremo a giocare senza che lei faccia capricci o appena si arrabbia senza alzare le mani? Riuscirò ad andare in bagno senza che lei mi sia attaccata alla gamba e pianga? Riuscirò ad avere 10 minuti da dedicare a me stessa?" e tantissime altre domande, ma la domanda che mi sconvolge è questa: "Sto sbagliando qualcosa io? Perchè non riesce ad accettare nessun NO? Sono nervosa, quanto riuscirò ad andare avanti così?" Se la mia piccola fa una cosa sbagliata, io cerco di farle capire che non si fa, ma lei comincia a piangere e niente riesce a calmarla; non riesco a distrarla con niente altro, nemmeno se le riconcedo di fare ciò che stava facendo. Continua a piangere, a urlare, a dimenarsi, si sdraia per terra e ha una forza tale che io non riesco nemmeno a prenderla in braccio e questa è una routine quotidiana che succede più volte al giorno ed io sono stanca. Non le ho mai alzato una mano, ma delle volte mi verrebbe da darle un bel pizzone e ciò mi fa male perché mi sembra che sto andando fuori di testa. Sicuramente stiamo sbagliando qualcosa noi genitori, ma non so cosa!
Ho sempre detestato le bimbe capricciose viziate e testarde ed eccola qua la mia piccola con tutti i difetti che non volevo. Non riusciamo più a fare niente, nemmeno quando si programma una uscita al parco o da qualsiasi altra parte, tutta dedicata a lei, niente, più che un uscita serena diventa una missione impossibile. Mi scusi lo sfogo
, ma sono nervosa e amo mia figlia.

La ringrazio anticipatamente, 

Valentina

GENTILE MAMMA VALENTINA,

non ci sono le bimbe testarde , capricciose o cattive…. Ci sono i bambini che hanno una logica diversa dalla nostra….una logica egocentrica, ove desiderano essere al centro di tutto… La sua piccola le vuole molto bene e mette in moto tutti i metodi per tenerla agganciata a sè…
Occorre prevenire e se piange, le cambi interesse… non pretenda che comprenda, ma continui a parlarle e spiegare perchè questo si fa o non si fa.
Poi, mi creda, prenda un po' di spazio per sè… Esca una volta alla settimana a fare quello che le piace… e due volte al mese con il marito, affidando la bimba alla nonna o a qualcuno…sono convinto che tutto ciò fare bene a lei e alla bimba..

Le sono  molto vicino

Aceti

 

 

 

Preg.mo Dr. Aceti,

sono un padre di un ragazzo di 12 anni di nome Davide e volevo chiederLe un'opinione ed un eventuale suggerimento.

Premetto che la nostra situazione familiare è normale, purtroppo mio figlio in particolar modo a scuola (3° media) ha accusato un calo di rendimenti, seppur ancora abbastanza positivi, per cause che forse potrebbero ricondursi a stati d'ansia e preoccupazioni ma non innamoramenti (almeno così mi ha detto). Per essere più precisi secondo quanto mi riferisce (anche se è una persona abbastanza introversa), teme le brutte figure, vorrebbe essere più tranquillo e rispondere in modo adeguato alle interrogazioni per dimostrare ai propri compagni che è bravo, teme che il prossimo anno (volendo lui fare 1° liceo scientifico) non possa farcela, risente quando il fratellino più piccolo (7 anni) scherzando o meno gli dà dello stupido, teme di bloccarsi di fronte ai professori all'esame ormai imminente di 3° media. Devo dire inoltre che Davide è anche un ragazzo molto dolce e generoso, che però si distrae molto quando studia ed è un po' ingenuo,  dà  molto importanza al giudizio degli altri. In conclusione, io come padre alla stregua di sua madre siamo molto in difficoltà  e preoccupati della situazione che potrebbe riflettersi in modo negativo oltre che a scuola anche nella vita privata futura poichè la crescita e lo sviluppo fisico del ragazzo in questo ultimo anno continua ad essere molto rapido.

La ringrazio anticipatamente

 

Edoardo

Gentile papà  Edoardo, Davide sta attraversando un periodo legato alla idea di sè e fa di tutto per dire a se stesso che vale e che è bravo… Ecco perchè ci tiene all'idea degli altri, al giudizio dei compagni, ecc… A scuola fà fatica perchè ha paura di sbagliare e pensa di non farcela.

Suggerirei :

-          sostenerlo sempre senza fare prediche.

-          Gratificarlo di fronte ai risultati positivi

-          Aiutarlo con qualche persona che lo sostenga nei compiti

-          Sdrammatizzare questo periodo magari con uno spazio settimanale che lei come padre può dedicargli

-          Mi raccomando, occorre dare la mancia al figlio ( una quota settimanale ) e questa va data sempre, anche se prende un brutto voto.

-          Inserirlo in una attività  sportiva o di gruppo

 Sono convinto che presto Davide sarà più tranquillo

Auguri

Aceti

 

 

Salve, ho una bambina di 2anni e 5 mesi. Un mese fa ho deciso, in previsione dell'inizio a settembre della scuola materna, di cominciare a preparare la mia bimba al distacco da me.Tentativo ancora in atto visto che si dispera quando vado via. L'inserimento è durato 10 giorni e lei si deve ancora abituare all'idea del distacco da me. Mi dispiace molto lasciarla in preda alla disperazione anche perchè non si gode tutte le belle attività di gruppo, cosa che quando ero io dentro faceva. Non so se continuare o lasciare tutto, ma poi settembre dovrà comunque ricominciare il" lavoro" della preparazione al distacco. Oltretutto ora anche a casa non si fida più di me e piange, a volte, per niente; cosa che prima non succedeva. Aspetto con ansia un vostro consiglio. Grazie

Gentile mamma,

non continui più a preparare la sua bambina… perchè per la bimba il tempo non è come noi, è eterno…. sarebbe inutile e dannoso ricordarle continuamente l'andata alla scuola materna… Il giorno prima la preparerà , dicendole che lei, anche se le dispiace un po' che la bimba andrà all'asilo perchè non potrà stare tutto il giorno insieme, è però anche molto contenta perchè la bambina potrà conoscere e giocare con nuovi amici….

Mi raccomando, non dica più nulla alla bambina

Aceti

 

 

Gent.mi,
vorrei sottoprovi un problema, per me importantissimo, il rifiuto di fare i compiti da parte di mia figlia di sette anni.
         Ho, come detto sopra,  questa figlia di sette anni,  che frequenta la 2° elementare (oggi scuola primaria),  normalissima per quanto riguarda la salute ed intelligentissima; ma, come detto,  si rifiuta di fare i compiti  a casa, oppure,  vuole che glieli faccia sua sorella più grande (frequentante il terzo anno del lic. Sc. sociali) oppure, dopo un sacco di coccole,  si riesce a farle fare qualcosa; ma lei preferirebbe,  specialmente per gli scritti,  che glieli faccia la sorella suddetta; per non essere troppo severi, più volte  l'abbiamo assecondata in tal senso,  ma adesso sta diventando un' abitudine  cui non riusciamo a sottrarci e  Lei non li fa, se non nei modi suddetti.
         Premetto che a scuola partecipa sia pur timidamente, anche perchè i compiti di casa o meglio gli esercizi di casa,  sia scritti che di lettura,  non li vuole fare.
         Cosa potremmo fare noi genitori,  per far sì che  la piccola cominci a fare entusiasticamente i compiti suddetti da sola,  ovviamente con il nostro aiuto, e produrre e scrivere da sola,  leggere da sola  con noi che le stiamo accanto,  laddove avesse bisogno di aiuto?
Premetto che la bambina è a scuola un po' timida e che ha appena ricevuto la pagella,  che la vede con una media di sufficiente -buono in tutte  le attività.
         Infine Vi chiederemmo se questo comportamento riflette degli stati d'animo dei genitori, in che misura e se sì, cosa potremmo fare per far sì che questi non influenzino il suo comportamento riguardo alla scuola ed ai compiti? 
         Insomma Vi chiediamo dei suggerimenti per far sì che la bambina possa accettare di fare,  scrivere i compiti da sola, magari con il nostro sicuro aiuto,  e non che glieli debba scrivere la sorella, tenendo presente,  che non vorremmo in alcun modo obbligarla con le cattive o botte a fare ciò,  anche perchè abbiamo verificato che non otteniamo niente.
         Restiamo in attesa dei Vostri preziosissimi consigli,  anche se tra questi è previsto dalla scuola dell'obbligo un sostegno didattico psicologico e Vi ringraziamo infinitamente ed in anticipo per i Vs Graditi e Competenti consigli.
                                                               Il genitore
                                                               ROSA S.

Gentilissimo Sig. Rosa,

la bambina ha trovato il modo di “manipolarvi” facendo fare a voi i compiti….
Non c’è nulla di grave in questo…
Solo che non bisogna farsi manipolare …
Suggerirei :

-          concordare con la bambina i tempi dei compiti ….
-          Invitare qualche amichetta a casa per i compiti e fare in modo che la bambina vada poi a casa di altre amiche per i compiti.
-          Inserire la bambina in una attività sportiva….
-          Sostenerla e lodarla ogni volta che fa qualcosa di buono e non ricattarla con i compiti…
-          Occorre che il papà stabilisca in accordo con le figlie i lavori da fare in casa…
-          Occorre che il padre dia alle figlie la mancia settimanale per aiutarle nella loro autonomia…

Auguri per tutto

Aceti

 

 

Gent. Dott Aceti,
sono la mamma di un bimbo di 7 anni e volevo chiederLe un'opinione ed un eventuale suggerimento.
Le premetto che sono separata  e che il mio ex marito è stato precettato e poi messo fuori casa  a seguito di un'aggressione subita alla quale il bambino ha assistito. La mia decisione di separarmi è maturata dopo mille tentativi di tenere in piedi una famiglia che tale non era (incuranza e assenza totale del mio ex sia come marito ma peggior cosa come padre).
Il piccolo ha assistito a diversi episodi di violenza (schiaffi, spinte nei miei riguardi) e rifiuto a qualsiasi contatto nei suoi confronti da parte del padre.
La situazione attuale è che mio figlio soffre molto i brevi periodi in cui è con il padre ( affido congiunto con diritto di visita da parte sua a week-end alterni) lamentando la mancanza di attenzioni e di amore di cui ogni bambino necessità, chiudendo la comunicazione tra il bimbo e me nei periodi di lunga permanenza (periodi feriali). Il risultato che ne scaturisce è insofferenza da parte del bimbo prima di andare con il padre e al ritorno una situazione di totale ingestibilità (nervoso, scontroso, apatico), disattenzione in classe non  dovuta a un suo volere ma al fatto che lui proietta la settimana che precede questi week-end già al lunedì, mal di pancia e per due volte consecutive episodi di vomito.
Ora il punto è il seguente: mi preme risolvere il problema del bimbo ma pare che la nuova legge non lo consenta.
Lei ha un modo per aiutarmi a risolvere quanto sopra?
La ringrazio e le porgo cordiali saluti

Donatella

Gentile mamma Donatella,

i comportamenti del bambino sono dovuti all’ansia di abbandono che ogni volta il bambino prova quando deve andare o tornare dal papà, che per lui comunque è molto importante…
Suggerirei vivamente di recarvi entrambi ( ANCHE SE SIETE SEPARATI, OCCORRE CHE SIATE MATURI NEL CONFRONTI DEL BIMBO ) da uno psicologo infantile per parlare del bambino e vedrete che i suggerimenti aiuteranno a risolvere la situazione che non è grave, ma è a rischio di sofferenza.

Potreste anche rivolgervi alla associazione GEA ( genitori ancora ) che tratta bene queste situazioni.

Auguri

Aceti

   

 

Gentilissimo Dott. Aceti,
sono la mamma di due bambini di 2 anni e mezzo e 8 mesi.
Sono separata e per quanto riguarda le visite per i bambini abbiamo stabilito con il mio ex:
per la "grande" w.e. alternati e pernottamenti dal compimento del 3° anno di vita;
per il piccolo visite in mia presenza sino alla autosufficienza poi le stesse modalità per l'altra.
Il mio marito è uscito di casa (ed è collocato c/o sua mamma!!!)  ed ora la bimba non vuole più andare con lui e a volte neanche parlare con lui al telefono
Naturalmente è stata addossata a me la colpa di tale atteggiamento; lui e la sua famiglia si ostinano a dire che sono io a mettere in bocca determinate cosa alla bambina e che non collaboro.
E' frutto della loro immaginazione perchè io ho sempre cercato di trovare dei compromessi con lei .... ma ora il suo rifiuto è tassativo (piange disperatamente!!!!). Pensi che per farli stare insieme mi sono costretta a subire nei suoi w.e. lui in casa!!!!!!
Il mio avv. dice che non è normale che una bimba si rifiuti di stare con il padre e soprattutto che in queste situazioni non sono i figli a dover decidere e che probabilmente bisognerà sottoporre la piccola a psicoanalisi!!!!!!!!!!
Ma possibile????????????????????????? Io non voglio traumatizzarla ancora di più.
Il mio ex mi ha "impaurito" dicendomi che si è rivolto all'assistente sociale per ovviare al problema. (io penso che sia un suo problema e non della bimba!!!!).
Attendo un Suo gentilissimo parere.
Cordialmente,
una mamma in ansia.  

 

GENTILE MAMMA SABINA , la separazione col marito ha contribuito ad aumentare la tensione e le garantisco che i suoi bambini sono normali….. Però in una situazione dove c’è ansia , i bambini soffrono e gli adulti si addossano la colpa… i bambini non hanno bisogno dello psicologo, ma voi due genitori, se ragionate con la testa e non con la fretta e l’ansia, è bene che vi rivolgiate ad uno specialista di bambini ( psicologo infantile ) perché vi suggerisca come comportarvi nei loro confronti…
Anche se voi siete capaci di educare, quando c’è tensione  è facile sbagliare… e i bambini soffrono.

Auguri

Aceti

 

Carissimo dott. Aceti,
Sono la mamma di due bimbi  di 4 anni e mezzo e di 6 mesi. Quest'anno abbiamo pensato con mio marito di far fare un po' di sport al grande, pensando che questo lo avrebbe aiutato per il suo sviluppo fisico e anche psicologico e lo avrebbe stimolato a fare nuove conoscenze  e amicizie. Abbiamo scelto scherma e ci siamo fidati subito dell'allenatore che sembra essere anche un bravo educatore. Ma per il bambino risulta ancora difficile il distacco dalla mamma, anche se poi in palestra si diverte, fa storie per andare e ora dopo due mesi non vuole andare più. Mi chiedo se assecondare le sue richieste e provare più in là visto che è ancora piccolino o insistere, come suggerisce l'allenatore, per favorire  questo distacco.
Grazie per la sua grande disponibilità e competenza
Affettuosi saluti
Giovanna

Gentile mamma Giovanna ,

è normale che il bambino non voglia più andare a scherma, perché quando è con la mamma, non vuole staccarsi… questo lo fa non perché non gli piace la scherma , ma per il distacco…
suggerirei di ascoltare l’allenatore e soprattutto che sia il papà ad accompagnarlo, o uno zio, o un amico grande…

auguri

Aceti

 

 

Gentili signori di Maestramica,

Vi ringrazio per la vostra risposta, anche se tardiva tuttavia non inutile...
Purtroppo, nonostante sia passato molto tempo, non abbiamo ancora trovato una soluzione al nostro piccolo problema con nostra figlia, ma voi sapete bene quanto per un genitore anche il più piccolo problema con i propri figli sia importante.
Per questo, Vi serei infinitamente grato se poteste inviare questa mail al Dottor Aceti con una certa urgenza, visto che io e mia moglie dobbiamo prendere presto una decisione al riguardo...
Grazie comunque per il prezioso servizio che rendete alle famiglie...
Alessandro 

Messaggio per il Gentilissimo Dott. Aceti.

Caro Dottor Aceti,
Intanto grazie di cuore della Sua preziosa risposta che ci ha confermato la bontà delle nostre scelte finora fatte con Francesca...
tuttavia il Suo pronostico è errato. Ancora oggi, non siamo riusciti a far superare a nostra figlia quello che per lei sembra somigliare ad un muro insormontabile: l'impatto con il gruppo...
Francesca, nel corso di Judo ha fatto il classico passo avanti e due indietro... fino alla settimana scorsa, svolgeva tutte le attività proposte dal Maestro, ma piangendo quasi ininterrottamente per tutta l'ora. Alla fine, nello spogliatoio, ho chiesto con molta calma a Francesca, se volesse venire ancora, spiegandole che io e la mamma, vogliamo solamente che lei si diverta; la risposta è stata sempre positiva.
Abbiamo cercato anche di capire se il problema fosse una soggezione verso il maestro, ma lui stesso ci ha confermato che hanno un bellissimo rapporto e che Francesca si sente invece protetta dalla sua presenza. Allora abbiamo pensato ad un disagio nei confronti del gruppo o di qualcuno dei suoi elementi, o magari una difficoltà ad affrontare il confronto fisico con i suoi coetanei (anche se tutto è proposto in forma di gioco).
Francesca ama tantissimo questo genere di attività, tant'è che la sera mi chiede sempre di fare la "lotta" con lei, simulando esattamente quello che impara al corso.
Così, abbiamo deciso di andare avanti, di insistere, nonostante le difficoltà ed i pianti...
Oggi però, di fronte ad una crisi di pianto ancora prima di partire da casa, abbiamo deciso di desistere, anche se a malincuore.
Personalmente, volevo fortemente che Francesca superasse questa sua difficoltà e non Le nascondo una certa preoccupazione visto che il maestro di Judo che ha un'esperienza pluriennale e una particolare capacità di rapportarsi con i piccoli, mi ha confidato di non aver mai incontrato un "caso" del genere.
So che forse stiamo facendo il problema più grande di quello che è, ma io e mia moglie vorremmo soltanto fare la scelta migliore per nostra figlia.
La ringraziamo anticipatamente per la sua pazienza e le facciamo i nostri più sentiti auguri di Buon Natale e sereno anno nuovo.

Alessandro ed Emanuela.

 

   Gentili Alessandro e Emanuela , Francesca ha una piccola ansia da separazione da voi e da se stessa….suggerirei :
- …soprattutto non parlare più con lei del judo perché la bambina piange per tenervi legati a lei… occorre che il papà  faccia con lei il gioco della lotta …. L’importante è che vada volentieri alla scuola materna e che si comporti bene alla scuola materna , perché ciò significa che è in grado di adattarsi alle varie situazioni….  Soprattutto non drammatizzate perché sono fenomeni normali a questa età

      un abbraccio

    Aceti 

 

 

Egregio Dottore,...
Sono la zia di un bambino di 6 anni, unico figlio.
Due anni fa e' nata la cuginetta, figlia del mio fratello, e da allora il carattere del mio nipotino e' cambiato.
La cuginetta ha la seconda casa in montagna, vicino alla casa di residenza del piccolo, il quale continua a dire:
che se ne vada a Milano, non la voglio, la vuole picchiare, urla, piange e soffre.
 Cosa mi suggerisce?
la ringrazio per Suo cortese riscontro,
Claudia

 

Gentile zia Claudia,
meno male che il nipotino protesta per la cuginetta... perché manifesta il desiderio di avere tutta la zia per se  e vuole essere al centro di tutto...
ma il fatto che lo possa dire è importante , perché dà a noi la possibilità di replicare , dicendo che gli si vuole bene, anche alla cuginetta....
il bambino farà fatica a tollerare questo.
Ma questa è la vita....
Poi, se non saremo aggressivi con lui e rispetteremo i suoi pareri, anche lui  imparerà a non essere aggressivo con la cuginetta....
Dobbiamo comprendere che il manifestare il proprio dispiacere è un diritto e il rispondere un dovere, purchè tutto avvenga nel massimo rispetto...
Questo è il vero amore
Aceti

 

 

Buongiorno, sono la mamma di un bellissimo bambino di appena 3 anni che mi sta facendo vivere una situazione non semplice: premetto che è sempre andato al nido già  all'età  di 1 anno, con orario part time: il primo anno era con me al pom., il secondo anno abbiamo dovuto cercare una baby sitter, mentre adesso che comincia ad andare alla scuola dell'infanzia stiamo provando a farlo dormire là, e siccome io riesco ad essere a casa non prima delle 18.00 si occupa un'altra mamma di prelevare il suo ed il mio bimbo verso le 17.15 in quanto riteniamo che siano stanchi x lasciarli là oltre ... noto in mio figlio figlio una certa aggressione nei confronti di questo bimbo in quanto di soli 2 mesi + piccolo non sa esprimersi ancora bene non essendo mai andato al nido. Questo bimbo si è affezionato molto al mio bimbo, mentre il mio dice che "gli dà  fastidio". La sua aggressività  è  anche aumentata nei nostri confronti ( la mamma e soprattutto il papà ) ma credo che questo riusciamo ad affrontarlo serenamente, accettando il fatto che lui sta vivendo una situazione di distacco e quindi "ci punisce", leggo molti libri ... ma nessuno mi consiglia in merito a come comportarmi quando lui picchia noi oppure un'altro bimbo?? Sappiamo che violenza richiama violenza, quindi evito di colpirlo; ho provato col castigo tenendolo seduto x qualche minuto finchè non si calma, ma devo dire che questi comportamenti stanno aumentando e rischiano di "farci sprecare" quel pò di tempo da passare bene insieme in estenuanti bracci di ferro... io vorrei dedicarmi a lui in piena serenità  come era un tempo e non voglio temerlo, anche perchè ho paura che possa prendere il sopravvento ... sono così furbetti!

Spero di essere stata chiara e resto in attesa di consigli ...

Stefy

 

1)       gentile mamma Stefi , il bambino è perfettamente normale, e cerca di manifestare la sua autonomia, solo che lo fa in modo sbagliato,,,

2)       quando picchia la mamma o un altro bambino occorre intervenire e dire in modo fermo e deciso “ questo non si fa “ e mentre lo si dice , si porta il bimbo in un’altra parte e se lui insiste , si può dare un piccolo schiaffetto sulla sua manina , dicendogli che la manina è brutta quando fa così.

3)       Non bisogna assolutamente lasciar correre questi episodi, perchè il bambino deve avere un punto fermo di fronte alla sua aggressività

4)       Un augurio di Natale

 aceti

 

 

 

 

Salve, sono una ragazza di 26 anni, aspetto una bambina da 7 mesi e sono insieme al mio compagno di 29 anni da 9 mesi.  Sono rimasta incinta ad aprile e nonostante ci conoscessimo da soli due mesi ho comunque deciso di tenerla, una decisione nata spontaneamente piu' da me che da lui, subito titubante e insicuro visto il suo stile di vita molto precario.... una persona dalle grandi capacità comunicative capace di fare grandi numeri nel campo del marketing ma tremendamente incostante e spaventato dalle responsabilità. .... 
Il primo mese sembrava tutto perfetto, ...passa il tempo e iniziano le sue lamentele.."non vedo piu' gli amici, lavoro troppo, non gioco piu' a calcio e non riesco nemmeno a vedere piu' le partite in tv... " una continua lamentela, così io gli dissi che se aveva bisogno dei suoi spazi era libero di prenderseli..inizia così la serata con gli amici, 1 allenamento a settimana e la partita del sabato pomeriggio, il venerdi notte in discoteca..passa il tempo e io passo sempre di piu' in secondo piano,.... mi promette le cose per farmi star zitta ma non le mantiene, tipo una pizza insieme o una serata da qualche parte ma poi all'ultimo inventa qualche cosa per farmi capire che non ne ha piu' voglia e io passo l'ennesima serata tra le mura di casa..ogni tanto cerco di arrabbiarmi e fargli capire che soffro perchè lui non c'e' mai, scappo dai miei genitori e magari sto da loro dal sabato pomeriggio fino la domenica sera senza volerlo sentire..ma nulla..dice che sono esagerata e non vede nessun problema per cui è inutile discuterne, dice che ha bisogno dei suoi spazi e che a me non va mai bene niente, mi sembra di parlare con un muro e sono sempre piu' amareggiata, spesso faccio finta di niente perchè spero che lo capisca da solo ma il risultato è sempre il solito : io in compagnia dei muri di casa..dice che mi ama e che appena riesce cerca di avere un contatto con me ma sono io ad essere fredda  e distaccata e a non volerlo, il problema è che io devo essere sempre disponibile e carina quando lui gli rimane qualche minuto per me, tipo alle 11 di sera quando io ormai dormo ... come puo' dire che questo è amore? pensa solo a se stesso e alle sue esigenze senza pensare che una donna incinta di 7 mesi magari ha bisogno di qualche attenzione...inizio a pensare che questo tipo di vita gli sta stretto e per una specie di vendetta nei miei confronti per averlo " costretto" a diventare padre si comporta così..non so che fare..forse è finita?

 gentilissima Cristina,

le chiedo scusa se posso risponderle solo ora…   innanzitutto complimenti per il coraggio che ha avuto nel tenere il bambino , che sono convinto le sarà grato per tutta la vita… per quanto riguarda la relazione affettiva penso che questo uomo non sia in grado di amare in modo maturo e come tanti, purtroppo, si comporta come un bambino che scappa, promette, scappa ecc… penso che questo uomo , ora , non sia in grado di portare avanti nessuna  relazione stabile. Occorrerebbe che questo uomo sia disponibile a farsi aiutare dallo psicologo, per rinforzare la sua personalità. In quanto a lei, la smetta di fare la crocerossina, ma ami questo uomo in modo maturo e intelligente: se lui non vuole stare in famiglia, ( perché non è in grado ) lei non lo può trattenere,… so che soffrirà, ma solo così  questo uomo potrà maturare… Le sono vicino per tutto..e quando la bimba nascerà, le dia un bacio da parte mia ….e le dica (anche se la bambina ha un giorno, comprende lo stesso l’intensità emotiva)  che deve essere orgogliosa di avere una mamma come lei.

Un abbraccio

Aceti

 

 

 

Chiarissimo Dottore, abbiamo avuto la fortuna di ascoltarla qualche mese fa durante una conferenza a Verona ed ancora oggi le Sue parole ci sono di aiuto nel difficile compito quotidiano di educare i figli.. Così abbiamo pensato di chiederLe un consiglio, sperando che possa leggere questa mail e possa trovare, tra i Suoi tanti impegni, un momento per risponderci. 
La nostra prima figlia, Francesca di quattro anni, è una bambina molto vivace ed esuberante, non sta un momento ferma, ed abbiamo pensato di farle fare qualche sport. Così l'abbiamo iscritta ad un corso di Judo per bambini da 3 a 5 anni. A dire il vero per adesso l'attività ha poco a che vedere con il judo, visto che consiste soprattutto nel gioco e nel divertimento. Tutte attività che Francesca adora. Eppure, siamo alla quarta lezione e non ha ancora trovato il coraggio di salire su quel materasso e "buttarsi nella mischia". Parte da casa con tanto entusiasmo, ma quando arriva il momento di affrontare il gruppo ed il maestro ha un vero e proprio blocco. Io e mia moglie siamo rimasti molto sorpresi da questo suo comportamento; non immaginavamo che potesse essere così timida. Il maestro di judo ci rassicura dicendo che prima o poi troverà il coraggio e ci invita a non demordere. Lei cosa ci consiglia?

Grazie.

Alessandro

 

 carissimo Alessandro, quando riceverà questa risposta, probabilmente la bimba avrà già superato la sua timidezza che è perfettamente normale.  
Ascoltate il maestro di Yudo , che mi sembra bravo

Un augurio per tutto

Aceti

 

 

 

gentile dottore sono una mamma disperata di un bimbo di 15 mesi. Mio figlio premetto che non ha mai dormito tutta una nottata, ma sin da piccolo si svegliava per richiedere latte. Adesso da pochi mesi a questa parte è una disperazione; sembra che dorma sereno, ma si sveglia di colpo piangendo e se prima bastava il ciuccio per calmarlo adesso devo tenerlo in braccio e non solo. Quando tento di rimetterlo nel lettino si ritira a me come una calamita... tutto questo ogni 2 ore circa.. finalmente la mattina dalle 6 alle 10 dorme come quasi fosse notte senza recare nessun fastidio... mi aiuti la prego

Teresa

 

 GENTILE MAMMA Teresa,

probabilmente quando riceverà la mia risposta la situazione sarà migliorata. E’ normale che alcuni bambini  non dormano la notte…
Suggerirei :
- lo metta a letto sempre alla stessa ora , con gli stessi rituali : il bagnetto, il cambio del pannolino , qualche piccolo giochino con il carillon ,e rimanga vicino a lui finchè si addormenta…
Il bambino ha una piccola ansia di separazione che è del tutto norm,ale…

Le sono vicino

Auguri

Aceti

 

 

 

Gentilissimo Dr. Aceti

 

Sono una mamma di 38 anni ed ho un bimbo di anni 8 che frequenta la terza elementare.

 

Le insegnanti si lamentano che mio figlio non segue le lezioni, ha la testa da un’altra parte, viene rimproverato e non ascolta, deve continuamente farlo uscire perche’ non riesce a stare fermo, l’unica cosa positiva che mi hanno detto “e’ un bimbo estremamente intelligente ma non si applica”. Hanno anche consigliato l’intervento di uno psicologo,

 

Anche a casa io ho molte difficolta’ a farlo studiare ed a farmi obbedire, se lo castigo peggioro la situazione, se cerco di andarLe incontro se ne approfitta.

 

Mio marito devo dire la verità, è poco presente lavorando dal Lunedì al Sabato tutto il giorno, torna a casa alla sera alle 20,00 e il tempo che gli dedica è veramente poco, sono quindi sempre io a dover affrontare tutte le problematiche. Mio figlio è sempre con me, (perché non ho aiuto da parte di genitori e suoceri) ed io sono diventata la sua figura fondamentale ed indispensabile, non mi da respiro, vuole giocare solo con me, mi chiama e mi segue in continuazione, io non ho piu’ spazi, quando lui è’ a scuola io lavoro, appena torniamo a casa non riesco a fare niente, io cerco di dargli tutto l’affetto possibile ma poi mi scappa anche la pazienza cosa devo fare?

 

Vorrei un consiglio di come ci dobbiamo comportare io e mio marito nei confronti del ns/bambino.

 

Grazie.

 

 

5)

 

Gentile signora CASATI … sono convinto che suo figlio abbia bisogna di separarsi da lei per crescere la sua realtà sociale.

Occorre che suo marito si avvicinio di più.

Suggerirei :

1) affiancate il bambino ad un’altra figura per fare i compiti ( o un maestro o un ragazzo universitario o una maestra ).

2) inserite il bambino in uno sport di gruppo con un allenatore maschio ( calcio, pallacanestro, pallavolo , ecc)

3) e’ anche importante che lei signora si prenda un impegno settimanale alla sera , ove possa uscire e lasciare per quella sera , il bambino al papà

4) due volte al mese , la sera , lasci il bambino dai nonni o da una baby settere e esca cin suo marito: ciò fare bene a voi e permetterà la separazione del figlio.

Auguri

aceti

 

 

 

 

Gent.mo Dott. Aceti,
ho un figlio di 11 anni che quest'anno ha iniziato la scuola secondaria di I° grado (ex scuola media) e dai colloqui con i professori ci è stato evidenziato come ns. figlio si distragga facilmente, spesso chiacchiera tanto che è stato messo attaccato alla cattedra dei prof, per contro è un ragazzino molto intelligente, attivo, attento e con rendimento soddisfacente....tengo precisare come tutto questo succedeva già alla scuola primaria (ex elementare).
Pensi che anche quando viene interrogato, sia a casa che in classe, non riesce a stare fermo: a casa mentre mi ripete la lezione fa le capriole sul divano o fa roteare le sedie della cucina; è piuttosto disordinato, seziona gomme, penne ...è anche un po' maldestro.
E' un ragazzino che se c'è da scegliere tra stare in casa davanti ad un televisore/computer o uscire preferisce uscire a giocare con il pallone; noi al di fuori della scuola abbiamo sempre cercato di tenerlo impegnato....2 volte la settimana segue un corso di tennis, frequenta un gruppo scout....ma sembra che tutto non gli basti.
Ho percepito che potrebbe aiutarlo l' assunzione di fiori di bach, non fosse altro che questa sua iperattività lo penalizzi nell' ambito scolastico !!!!
 
Attendo con impazienza un suo consiglio.
Grazie.
 
Maria R.

Gentile mamma Maria, penso che suo figlio senta il bisogno di separarsi da lei  e di crescere nelle autonomie … suggerirei :

          non lo interroghi più a casa , assolutamente no!
-          Occorre soprattutto l’intervento del padre, che lo sostenga …
-          Non controlli più i compiti e ai colloqui con i professori è bene che vada il papà.
-          Bisogna dare la mancia settimanale al figlio …e non importa se quando ha bisogno di soldi viene a chiederli …perché così viene trattato come un bambino piccolo…
-          I fiori di bach possono andare bene, ma secondo me non servono a risolvere il problema

 Auguri per tutto

aceti

 

Gentile dottore,
le scrivo per chiederle aiuto per mio figlio Luigi, 4
anni e mezzo, secondo di 3 (1°: 5 anni e mezzo, maschio; 3°: 2 anni e
mezzo, femmina).
Vivace ed esuberante, è però molto impulsivo e
irascibile; esprime gran parte delle sue emozioni con la “fisicità”:
spesso, anzi spessissimo, botte e parolacce continue, anche in
manifestazioni d’affetto, come accogliermi quando torno a casa o
esprimere una allegria. Il problema è da un lato il rapporto con i
fratelli (che non sono maneschi e quindi ce le prendono quasi sempre) e
con noi genitori con i quali “esplode” ad ogni minima limitazione, a
volte al di fuori di ogni ragionevolezza e spesso con provocazione per
suscitare in noi reazioni. Mi sono più volte chiesta la motivazione dei
suoi eccessi: sicuramente ha vissuto e vive un confronto/gelosia con il
primogenito, a cui è anche molto affezionato, che però è mite di indole
e composto, per cui Luigi passa sempre dalla parte del torto. A
prescindere dalla eventuale causa, lui ormai impersona anche il ruolo,
cercando attenzione provocando contrasti. A tal riguardo sono molte le
attenzioni e coccole che noi facciamo a Luigi evitando ogni confronto
esplicito o paragone con i fratelli.
La cosa che mi mette più in crisi
è che non è un bambino iperattivo e che le maestre ne parlano bene e
non riscontrano a scuola questi comportamenti. E’ praticamente come
quei bambini che fanno tante storie e capricci a casa e fuori no: si
comportano così perché a casa sono a loro agio e si possono esprimere o
forse perché non trovano in noi genitori quella autorevolezza o
coerenza di comportamento nella educazione?.
Il problema è che a volte
siamo proprio stanchi ed esasperati e non sappiano come prenderlo e
aiutarlo a crescere bene, pur adorandolo, non sapendo se è sufficiente
aspettare soltanto che cresca; temiamo che in futuro possa, nell’
adolescenza o in altri periodi, manifestare disagi dovuto ad una
incomprensione o un approccio sbagliato da parte nostra (che spesso
perdiamo anche la pazienza). Aspetto un suo consiglio. La mamma.

 

 

 

Gentile mamma cristina,
suo figlio è perfettamente normale , anche se manifesta in modo forte il
desiderio di autonomia e di crescere....
occorre facilitare la sua crescita e soprattutto prevenire situazioni di
aggressività.
Suggerirei :

- il papà deve dedicare dei momenti della giornata solo a lui, portandolo a
giocare fuori dal contesto familiare.
Quando si arrabbia , occorre dire che non si vuole più stare con lui e
metterlo nella sua cameretta fino a quando si è calmato ...
E' importante che voi genitori vi prendiate degli spazi , perché cosìè si
facilita l'autonomia nei figli .
Quindi, lei signora dovrebbe uscire almeno una volta alla settimana a fare
ciò che le piace, mentre , come coppia dovreste uscire almeno due volte al
mese , affidando i figli alla babi setter o ai nonni.
E occorre smettere di pensare a cosa sarà della sua adolescenza , perchèp
ciò è molto brutto per il piccolo.
Auguri
aceti

 

 

Gentilissimo dott. Aceti,
sono una mamma di due bambini maschi di 7 e di 10 anni.
Il bimbo di 10 anni ha un sonno molto difficile.
Diciamo che la difficoltà maggiore la trova nell'addormentarsi.
Da 5, 6mesi dorme nel lettone (il padre dorme spesso fuori per lavoro) e così me lo ritrovo fisso ormai.
Quando c'è a casa il papà dorme con il papà nel lettone perchè dice che si arrabbia meno se si prende qualche calcio e così va avanti la storia..
Diciamo che c'è qualcosa che non quadra!
Il bambino dice che dormire è come morire e che non gli piace affatto e con questa storia non si riesce a farlo dormire nel suo letto.
Mio marito è abbastanza assente per lavoro e mi trovo io, lavorando per forza di cose part-time, a occuparmi di quasi tutte le faccende e problematiche familiari...
So che dovrebbe passare piu' tempo con il padre, lui è a casa 2, 3 giorni alla settimana, sta con i figli, ma il rapporto, soprattutto con il grande, è abbastanza conflittuale.
é un bambino introverso, non dice molto di sè e così bisogna un po' interpretarlo.
Va bene a scuola, è un bravo bambino con un forte senso del dovere e pignolo.
Che mi suggerisce?
Riusciremo a dormire ognuno nel proprio letto prima che si trovi la morosa?
La ringrazio anticipatamente.
                                               Una mamma

 

Gentile mamma, innanzitutto le sono vicino per la fatica che sta facendo …. Il figlio  fa fatica a dormire solo, sia perché ha paura ad addormentarsi, sia perché si è abituato così.

Suggerirei :

-          lo inserisca in un gruppo ( scout, calcio, oratorio ) e lo affidi ad un educatore bravo  ……

-          esca alla sera lei con il marito almeno due volte al mese,lasciando i figli o ai nonni o a qualcuno di sua fiducia.

-          Si prenda un impegno settimanale, ove lei possa uscire per riposarsi …

  L’importante è favorire la separazione di questo figlio da lei… e che lei riprenda il rapporto con il marito in modo semplice, dedicando del tempo.

Mi creda, il tempo che dedicherà ad uscire col marito sarà speso bene sia per lei, sia per i suoi figli.

Aceti

 

 

Gentile Dott. Aceti,
 
sono Antonello, padre di un magnifico bimbo di tre anni, le volevo chiedere se era normale il comportamento di mio figlio.
Quando gli si nega qualcosa, ma non sempre, inizia a piangere, urlare e ad avere una specie di crisi di rabbia, vorrebbe ottenere sempre ciò che vuole e a volte lo stesso comportamento di aggressione ce l'ha con i suoi piccoli amici.
Gentilmente le vorrei anche chiedere se è giusta la punizione nel privarlo dei suoi giochi.
Spero di essere stato chiaro e la ringrazio tanto.

 

Gentile signor Antonello, suo figlio è perfettamente normale e manifesta a suo modo il desiderio di essere autonomo, di voler fare da sé, …solo che lo fa nel modo che è capace, e cioè essendo egocentrico ( tutti i bambini lo sono ) è prepotente. Non occorre punire, ma prevenire, cioè non fare molti discorsi, ma intervenire cambiando la scena al bambino, facendogli fare altro… Se capita che si comporta male, non pretendere le scuse e non punirlo, ma comunichi il suo dispiacere e nel frattempo lo porti via in un'altra stanza per distrarlo.

Auguri

Aceti

 

 

Gent.le dott. Aceti
sono una mamma di una bimba di 2 anni e mezzo ( e in attesa di un bimbo per dicembre) che da due settimane ha iniziato la scuola materna.

E'  l'unica bimba della sua classe che non fa storie, non piange e va volentieri all'asilo.
Per la sua età è indipendente più degli altri nel mangiare e nell'andare in bagno e ha una buonissima parlantina.
Tutto perfetto senonchè, la maestra mi ha detto che è molto molto discoletta, nel senso che le piace molto comandare gli altri bimbi e per niente essere comandata (dai bimbi più grandi e dalla maestra) e non solo, spinge e da sberle agli altri bimbi. Dicendole di smettere si ottiene il risultato contrario. E' come se volesse averla sempre vinta. Gli altri bimbi ovviamente finiscono per non voler più giocare con lei, ma lei continua a non demordere ....

A casa, inoltre è diventata molto più capricciosa e si fissa su cose senza senso. Inoltre imita comportamenti "negativi" degli altri bimbi, per esempio:

- fa la frignetta dicendo che vuole la mamma, quando è con i nonni;
- non vuole pulirsi dopo che è andata in bagno perchè i bimbi all'asilo se la fanno addosso;
- dice qualche parolaccia.
Vorrei un consiglio su come risolvere la sua aggressività, senza peggiorarla.
Grazie
Cristina

 

GENTILE mamma Cristina, innanzitutto auguri per il suo prossimo bambino. La nostra piccola è sicuramente un po’ in apprensione per l’arrivo del fratellino o sorellina… e’ bene che sia un po’ irrequieta e che  manifesti all’esterno un po’ di tensione, perché in questo modo, l’ansia viene buttata fuori di sé e non rimane nella piccola. Non si preoccupi e non la rimproveri eccessivamente, ma la tranquillizzi, dicendole che sarà sempre la sua reginetta… Sono sicuro che la sua bambina le vuole un mare di bene.

Auguri per tutto

Aceti

 

Il mio bimbo di un anno e mezzo frequenta l'asilo nido, lui e' nato ai primi di marzo del 2005 e della sua classe e' il piu' grandicello, solo altri tre bimbi sono nati tra aprile e agosto. La sua classe e' formata da 16 bimbi e la maggior parte sono lattanti di 6,8,10 o massimo 12/13 mesi. Le chiedo, a questo punto, se per Mattia non sia piu' adatta la classe dei bimbi di due anni/due anni e mezzo?
La direttrice dell'asilo mi ha risposto che Mattia rischierebbe di bruciare una tappa, che non e' adatto ancora al gioco sociale, che potrebbe poi essere isolato dai bimbi di due anni/due anni e mezzo. Lui dice gia' diverse parole e temo che restando con bimbi piu' piccoli di lui, molti, ovviamente, neanche camminano, possa regredire.
Cosa mi consiglia?

La ringrazio, David

GENTILE SIGNOR David, è difficile per me risponderle, perché ci sono vantaggi e svantaggi sia con i più piccoli, sia con i più grandicelli. Comunque mi sembra saggio ascoltare quello che dice la direttrice. L’importante è tener conto quando voi lo lasciate e andate a riprenderlo all’asilo nido… Non fategli troppe domande e manifestate sempre la vostra gioia di vederlo, senza riempirlo di baci… perché così il bambino avverte la vostra naturalezza nel momento del ricongiungimento.

Auguri

Aceti

 

 

 

Ho un bambino di 7 anni, che premetto è in mezzo a due sorelle una di 9 e una di 3 anni.
il bimbo di 7 anni è sempre teso anche quando dorme, non si riesce a rilassare, se si va a cercare di allungargli la gamba e mettergliela distesa o il braccio in posizione diritta non si riesce, e spesso ce lo ritroviamo nel ns letto e poi alla mattina presto è gia sveglio.
A scuola se c'è qualcuno più vivace di lui, lui ne ha paura e magari poi si preoccupa dell'indomani se gli potrebbe succedere qualcosa.
A casa nel pomeriggio quando devo accompagnare le altre due da qualche parte o una sola delle due e lui deve rimanere in casa con la tata, ne soffre , se lo accompagno a sport vuole che io stia per tutto il periodo della sua attività sportiva ad attenderlo.
Siamo stati in terapia insieme ma poi lui ha voluto smettere, perchè diceva che si sentiva meglio.
Pensavo ai fiori di back per farlo dormire + sereno, ha altri consigli da darmi?
Grazie Monica

 

gentile signora Monica,
penso che i fiori di bach non facciano male, ma non risolvono il problema...
il suo bambino ha un'ansia di separazione da lei e da sè stesso e ciò lo porta ad avere paura sia delle situazioni nuove , sia di quando deve fare qualcosa ......
suggerirei :
- farlo stare maggiormente con il papà  ( sarebbe importante almeno un pomeriggio alla settimana) ove possa andare con lui a giocare.
sarebbe bene che allo sport lo accompagnasse il papà
un altro suggerimento importante è questo : lei , signora , dovrebbe uscire almeno due volte al mese , la sera , da sola con suo marito , per poter riprendere l'immagine di sè come donna del marito....
lasci che il bambino venga nel lettone ....occorre che il papà pian piano lo incoraggi a stare nel suo letto....
i compiti di casa sarebbe bene che li facesse con un altra figura ( magari un giovane che sta studiando scienza dell'educazione ) .
tutto ciò favorirà la separazione da lei e lo incoraggerà nell'identità di sè come maschietto.
se però l'ansia del bambino aumenta, si rivolga sempre ad un centro di psicologia infantile.
auguri per tutto
Aceti

 

Gentilissimo dottor Aceti la mia nipotina di 4 anni nonostante sia al secondo anno di scuola materna continua a fare tragedie per andare a scuola la mattina; ora molto spesso all'ora di pranzo la maestra mi ha detto che cerca di vomitare a tutti i costi sforzandosi. Le voglio dire che è figlia di di separati e che la compagna di mio fratello, padre della bambina, è gelosa e non accetta la bimba creando dei problemi a mio fratello.
Sono preoccupata che tutta questa situazione possa influire sul comportamento della bambina.Se è così, che cosa mi consiglia?
Grazie della sua attenzione la saluto cordialmente

Massimo

 

Gentile sig. Massimo ,
probabilmente la bambina sta vivendo male la situazione della separazione dei genitori...
occorre rassicurarla e dirle che i genitori le vogliono molto bene...
suggerirei ai genitori di rivolgersi ad uno psicologo infantile per avere suggerimenti per evitare la manipolazione della bambina ....
la bimba sta soffrendo, ma la sofferenza può essere gestita se i genitori, nonostante la loro separazione , si comportano come degli adulti, prestando attenzione ai reali bisogni della bambina, magari facendosi aiutare da qualcuno
saluti
Aceti.

 

 

Gentilissimo Dottor Aceti,
 
avrei bisogno di un consiglio riguardo un comportamento anomalo nel mio bambino di 3 anni. Da quando aveva 1 anno 1/2  andiamo dal parrucchiere a tagliargli i capelli ogni 6 mesi, quest'ultima volta però è stata una tragedia, non ne ha voluto sapere piangendo e scalciando come un ossesso. Siamo tornati a casa, ho provato altre 3 volte, ma con il solito esito negativo. La cosa mi è sembrata strana visto che andiamo sempre nel solito posto e conosce molto bene le persone che ci lavorano. Quello che mi ha stupito moltissimo è che  lui ha paura del dolore. Piange dicendo che gli fa male. Per tranquillizzarlo ho deciso di lasciar perdere e riprovare a fine estate. Ho avuto molte accuse riguardo al mio comportamento di portarlo per la terza volta dal parrucchiere, la più grande è quella  di avergli fatto violenza. Ora sto così male all'idea di avergli procurato dolore che non so come comportarmi. Io ho interpretato la situazione come un suo capriccio e non come una cosa così seria, non ne  vedevo il motivo. Il risultato è che ora appena lui piange per qualcosa che non gli va io cedo subito e così ho paura di fare un grosso errore.
 La ringrazio anticipatamente.
 Saluti
 Roberta

 

gentile mamma Roberta ,
vorrei esserle al fianco per tranquillizzarla ...lei ha fatto del suo meglio e non poteva certo immaginarsi che il suo bambino strutturasse una ansia nel tagliare i capelli....
lasci perdere tutte le critiche dei parenti che spesso vogliono fare i primi della classe....quello che conta ora è di rispettare questa paura del bambino ....magari più avanti provi lei a tagliargli i capelli, all'inizio un po' per volta, avvisandolo che tutto andrà bene....come fosse un gioco...vedrà che  suo figlio non diventerà un capelluto stile anni 60.
un abbraccio
Aceti

 

 

Gent.mo Dott. Aceti
il mio secondogenito, Marco, ha quattro anni e cinque mesi, ma ho notato che il suo sviluppo psichico non corrisponde all'età anagrafica perché sembra un bambino di appena tre anni. Mi spiego meglio: Marco ha iniziato a parlare tardi, il pannolino lo ha tolto tardi, non riesce ad esprimere concetti molto elaborati anche se il frequentare la scuola materna  lo ha molto aiutato in termini di autonomia. Tuttavia noto ancora delle differenze rispetto ai suoi coetanei già molto disinvolti nell'espressione e nelle relazioni interpersonali. Ho manifestato queste mie perplessità alle insegnanti che mi hanno in qualche modo tranquillizzato dicendo che ogni bambino ha i suoi tempi e che lui lentamente sta sbocciando, ma ci terrei a conoscere la sua opinione in merito soprattutto alla possibilità che crescendo possa recuperare in pieno. Distinti saluti
Beatrice

 

gentile signora Beatrice,
le insegnanti spesso hanno ragione nel ritenere che ogni bambino ha i suoi ritmi e che in poco tempo, bambini apparentemente pigri , recuperano la strada in fretta...
tuttavia, se per caso questo apparente ritardo sembra prolungarsi, non esiti a far visitare il bambino da una neuropsichiatra infantile che probabilmente la rassicurerà.
saluti
Aceti
 
 
 
 

 

 

 

Vorrei presentare la difficoltà di mio figlio:  1 elementare, continua distrazione, poco impegno, molta voglia di giocare. Bisogna preoccuparsi sin da ora per una sua corretta istruzione?
Bisogna dire anche che lui è un bambino iperattivo; riguardo alle sue maestre: una è una supplente, invece l'altra è discontinua... una volta lo porta in alto con elogi, un'altra lo butta giù con una grande insufficienza. Mi dia un consiglio
Alberto

 

Gentile signor Alberto, il comportamento discontinuo della maestra dimostra il comportamento discontinuo del figlio ....
Occorre essere fermi e soprattutto rituali nel fare le cose, cioè  è importante stabilire i tempi dei compiti, della televisione , del gruppo e della messa a letto .
Per i bambini iperattivi è fondamentale l'orario fisso perchè da' loro sicurezza.
Auguri
Aceti

 

Ho una bimba di 8 mesi e puntualmente quando la mamma va via lei piange in continuazione e disperatamente, tanto che devo richiamare mia moglie per tornare a casa. Io penso di essere un papà buono e attento e mi piace stare con mia figlia. Cosa devo fare?

La sua bambina piange perché vorrebbe avere la mamma accanto a sé e  manifesta il suo disagio ..
occorre prevenire queste situazioni e iniziare a prendere in braccio la bambina anche quando c'è la mamma ... lei deve iniziare a strutturare una relazione più costante...
comunque penso che tutto andrà a posto, perché il pianto è perfettamente nella norma
un abbraccio
Aceti

Gentilissimo Dottor Aceti,

avrei bisogno di un consiglio: il mio bimbo di quasi 5 anni (a giugno) frequenta la scuola materna e negli ultimi tempi è diventato molto aggressivo nei confronti dei suoi compagni, li morde, sputa e li picchia anche senza motivo, risponde male alle maestre, ringhia quando viene rimproverato, ogni giorno le maestre mi fanno il resoconto del suo brutto comportamento. Ma la cosa strana è che a casa non è così, le regole le rispetta anche se bisogna sempre ripetere i concetti, comunque alla fine ubbidisce, riusciamo a fare piccoli lavoretti con colori, colla e forbici, i quaderni di winnie pooh, ecc. mentre all'asilo non sta fermo e disturba anche gli altri. Le maestre mi hanno detto che per loro è difficile trattarlo, devono comunque metterlo in castigo anche per giustizia nei confronti dei bambini picchiati. Premessa:  il mio bimbo, non è la pecora nera della classe, sono 5 coetanei che si comportano più o meno così, con l'unica differenza che egli è un bambino esuberante ed agitato, gli altri un po' più tranquilli, quindi diciamo che  emerge!
Il consiglio è stato di portarlo da uno psicologo/a per cercare insieme una soluzione, ci siamo rivolti alla Asl consigliati dal pediatra di famiglia, ma la persona che abbiamo visto per due volte non ci è piaciuta molto (...)  

grazie per l'aiuto

Paola

 

gentilissima Paola,

penso che il piccolo abbia una certa difficoltà a misurarsi con gli altri bambini ...e questo non perché è cattivo o capriccioso, ma perché ha una piccola ansia interiore dovuta probabilmente all'autostima che in questo periodo sta costruendo...
non bisogna assolutamente castigarlo o picchiarlo perché ciò lo porterebbe ad assumere una idea di sé svalutativa.
per quanto riguarda lo psicologo, non so cosa dirle .... se non è soddisfatta, lo cambi, perché questo è un suo diritto.

un abbraccio

Aceti

 

 

Gentile Dottor Aceti,

ho una bimba di 4 anni, molto, molto indipendente e spesso irascibile su tutto quello che non le va. Se, per esempio, è in casa da un'amichetta e io la vado a prendere, inizia ad urlare che vuole rimanere lì e, anche dando spiegazioni con estrema gentilezza, continua ad urlare, alzare le mani e pestare i piedi. Quando è tranquilla provo a farle capire che non deve fare questi capricci, lei chiede scusa ma la volta successiva fa le stesse cose. Questo comportamento lo riserva solo a mamma, papà e nonna perché all'asilo e con altre persone è bravissima e gentilissima. Chiedo a lei cosa devo fare per cercare di calmarla e farla ragionare? Io non lavoro e, siccome la bimba è cresciuta con me, penso che la colpa di questo carattere scontroso sia anche mia, nonostante abbia sempre cercato di usare gentilezza nei modi e nelle parole.

Grazie.

Elisabetta

Gentile mamma Elisabetta,

la sua bambina non è capricciosa e non ha un brutto carattere, ma semplicemente , quando si deve separare da quello che sta facendo e lei la va a prendere, manifesta in modo deciso la sua contrarietà, perché vorrebbe continuare a fare ciò che sta facendo. Nei bambini sani, tutto ciò è perfettamente normale...  Le suggerirei di non discutere molto con la bambina, ma di dire semplicemente " lo so che tu vorresti ancora stare qui ... ma adesso dobbiamo andare " e mentre pronuncia la frase, le prende la manina e se ne va.... La bambina continuerà a urlare, l'importante è che lei non le dica più niente .... Se farà così, senza dirle niente... sono sicuro che la bambina imparerà.

Auguri

Aceti

 

 

 

ciao Ezio,
ti ho ascoltato a Cuneo e mi trovo in sintonia con il tuo pensiero educativo. Vorrei un tuo parere sull' asilo nido: a settembre la mia piccolina che avrà 13 mesi probabilmente ne farà la conoscenza...non mi ha mai entusiasmato la scolarizzazione di bambini così piccoli, ma ci troviamo a pensare che sia la soluzione migliore, visto che non voglio lasciare il mio lavoro, non vogliamo chiedere tutto questo impegno ai tre nonni e la baby sitter dei miei sogni ha uno stipendio vicino al mio. Mi viene il nervoso quando sento chi difende il nido sostenere che al nido i bambini "socializzano": non credo che bambini con meno di tre anni hanno bisogno di socializzare; hanno bisogno di scoprire il mondo attorno a loro, di cui fanno parte anche gli altri, ma smettiamola di mettere questa parola "socializzare" dappertutto, adesso anche per gli infanti! Vorrei che la mia bimba avesse tempi distesi in cui giocare, fare passeggiate all'aperto, fermarsi a osservare un fiore, un cagnolino, un bimbo...come posso pensare che tutto ciò sia possibile al nido? se non altro sceglieremo l'orario part-time (fino alle 13) visto che con il mio lavoro (scuola materna) e un po' di aiuto dei nonni possiamo permetterci di tenere la bimba mezza giornata a casa. In realtà penso ancora alla baby sitter. mi piace così tanto che sarei disposta a veder volatilizzato lo stipendio per avere proprio lei e non perdere il mio lavoro...
che ne pensi?
grazie ciao
                              Federica - Cuneo

 

carissima Federica,
penso che l'idea della Baby sitter possa andare bene...
sono d'accordo con te per quanto riguarda il nido...
perchè ciò che conta è il tempo del bambino che è più importante della socializzazione a tutti i costi....
un forte bacio alla tua piccolina
un abbraccio
Ezio

 

 

Buona sera, volevo sapere qual'è il modo per far fare la pipì a un ragazzo autistico (15 anni) abituato fin dalla nascita al pannolone. Ha comunque capacità di tenere la pipì per lungo tempo. La ringrazio

Guido

 

gentile sig. Guido,
innanzitutto le sono molto vicino per l'esperienza con suo figlio ...
non saprei bene come rispondere...c'è il sistema Teecch, che dà suggerimenti in merito..
Comunque mi permetto di segnalarle un centro all'avanguardia nel trattamento con autistici, al quale si può rivolgere.....
 
CENTRO  " LA NOSTRA FAMIGLIA " DI BOSISIO PARINI  ( CO )
 
Auguri per tutto
Aceti

 

Caro dott. Aceti, sono separata con due figlie una di 9 anni e l’altra di 13 anni; vanno tranquillamente con il padre, ma quello che non riesco a capire è perché non riescono a parlarmi con tranquillità di quello che fanno con il padre.  Siccome ultimamente il padre convive con un’altra persona e hanno avuto adesso un figlio, una sera che sono andate con il padre e hanno visto questo bimbo a me non hanno detto proprio niente. Perché hanno questo atteggiamento? Mi piacerebbe capire come la pensano e in caso di bisogno aiutarle a far capire certe situazioni, ma così è impossibile. Spero che siano tranquille.

 Mony

Gentilissima Mony,
ritengo perfettamente normale che i suoi figli non le riferiscano niente degli incontri con il papà e la sua attuale convivente.....
non si preoccupi di quanto potranno sperimentare durante le visite con il padre....anzi, deve essere contenta se loro si trovano bene e sono ben accolti....perché , vede, dobbiamo desiderare che i nostri figli stiano bene , indipendentemente dalle nostre ferite ....
sento comunque che lei è una brava madre e le faccio tutti i migliori auguri.
Aceti

 

 

 

Gentile Dr.Aceti, convivo da quasi 5 anni con un uomo separato e divorziato.
La "colpa" della sua separazione, sebbene ci fossero stati inconfessati  tradimenti da parte sua nei confronti della ex moglie, è da sempre attribuita a me sia da parte di Lei ed ex suoceri che dai figli.
Per questo motivo i bambini non hanno mai voluto incontrarmi. Lui non credo sappia cosa sia giusto fare e li vede quando può fuori o a casa loro e solo per mezza giornata 2 o 3 volte a settimana. Parliamo di sposarci e avere un figlio nostro,  ma non mi sento di affrontare un'ulteriore complicazione che potrebbe ferire le vittime innocenti di questa assurda situazione. Sarebbe meglio o peggio che mi conoscessero dopo tanto tempo? Se si, quale sarebbe il modo giusto per farlo? Credo che i genitori (anche lei) siano persone buone ma poco unite nell'educare i figli. Avevo suggerito a Lui di andare con Lei da un terapeuta di coppia, ma adesso sono io che vorrei andarci!! 
Grazie per tutto l'aiuto e le informazioni che potrà darmi!
Katia
 

Carissima Katia, 

per quanto riguarda i figli  del suo compagno, non mi porrei molti problemi .... quando loro vorranno , lei potrà vederli.... mi sembra che, se gli adulti che hanno a che fare con questi minori, rispettassero il loro intimo, forse tutto sarebbe più semplice...
Riferisca al suo compagno che potrebbe essere bello conoscere i figli...l'importante è che durante l'eventuale incontro, ci si comporti bene e si sostengano....
Vede, tutti i bambini e ragazzi di questo mondo, si trovano bene se vengono trattati bene..
auguri per tutto
Aceti

 

 

 

 

CHIAR.mo Prof, sono la nonna (ANNI 54) di un bimbo di tre anni , figlio di mia figlia , la quale si e' separata dal marito quando il bambino aveva poco meno di due anni. La separazione e' stata consensuale con affidamento del piccolo alla mamma,fermo restando il fine settimana con il padre ogni quindici giorni, e, martedi pomeriggio fino al le 14 del mercoledi' seguente.Tutto questo e' durato per alcuni mesi , contemporaneamente ad un atteggiamento di odio del padre nei confronti di mia figlia.Tuttavia mia figlia ha cercato per amore del bambino, di intrattenere un rapporto di comunicazione costante con il marito, permettendogli di andare a casa quando il bambino aveva la febbre e poi sempre piu' se il bambino cercava il padre. Adesso la situazione e' questa: il bambino sta a giorni alterni con il padre e la mamma; e' legatissimo a entrambi, pero' se gli si nega o non gli si permette di fare cio' che non e' giusto, chiede subito del padre con cui ha un grande rapporto di gioco e di permissivita'. Siamo arrivati al punto che, pur essendo attaccatissimo alla mamma, vuole stare con il padre.

Le chiedo cosa ne pensa e se si corra il rischio che non voglia stare con la mamma. Naturalmente, mia figlia cerca di comportarsi sempre preferendo il bene del bambino al suo, ma io sono molto addolorata e non so cosa e' giusto fare.

Le sono grata per una sua risposta.

Cordiali saluti

Lina

 

Gentilissima nonna Lina, mi sembra che il bambino esprima il desiderio di essere come il papà, e questo non tanto perché vuole male alla mamma, ma perché è un bisogno di tutti i bambini maschi identificarsi con il padre...
Stia tranquilla, il bambino vi vuole bene e proprio per questo si sente libero di esprimere questo suo attaccamento al padre....
Cercate di dire semplicemente che siete contente che voglia vedere il papà , ma che ora deve stare con voi...

auguri per tutto

Aceti

 

 

Salve, sono una ragazza di 25 anni e non ho figli, sono fidanzata con un uomo di 44 anni che ha una figlia di 8. 
Premessa i genitori non si sono mai sposati ma solo accompagnati, la loro separazione è avvenuta ormai da più di 3/4 anni, la figlia vive con la madre nell’appartamento di fianco a quello del padre che a sua volta vive con la nonna (la madre di lui), è abituata a vedere la madre con il suo "amico" mentre il padre ha voluto sempre evitare di farsi vedere con altre donne.
(...)
La nostra storia dura ormai da un anno, la figlia è molto invadente e, a mio avviso, molto indisciplinata , lo spia ogni attimo per controllare chi chiama e chi gli manda sms, naturalmente ha scoperto di me in questo modo, spesso leggeva gli sms che mandavo al padre, la bambina mi conosce come un’amica di papà, giustamente, ma spesso fa i capricci quando lui non ritorna a casa a dormire,piange come un’aquila, mentre se dovesse invece stare a casa lo considera relativamente, è come se si comportasse così solo perché non vuole che papà abbia "un’amica" e lui spesso la asseconda dicendo che ha solo otto anni e si sente in colpa, fatto sta che questa bambina è invadente anche quando lui è al telefono con me e non riusciamo nemmeno a comunicare perché si inventa di tutto, spesso anche alzando la voce… e il padre gliele da sempre vinte..o quasi..
Questa situazione, come può immaginare, è spesso oggetto di discussione perché io sono convinta che assecondando sempre i capricci della figlia lei non si renderà mai conto della separazione effettiva dei genitori e del fatto che il padre è libero come la madre di avere "un’ amica".
Lui dice che non lo capisco e che sono un’ insensibile perché la bambina è troppo piccola per capire e che è gelosa di tutte le donne che gli stanno intorno, insomma la bambina è sempre giustificata mentre sono io l’insensibile che non capisce…è veramente così? Sono io che sono insensibile o è lui che sbaglia qualcosa?..

Grazie.

 

Penso proprio che occorra tenere presente una realtà ben chiara: tutti i bambini di questo mondo non vanno imbrogliati....
questa bambina ha capito benissimo che lei è la compagna del padre...ma proprio per questo occorre che lei si presenti alla bambina e , assieme al padre , cerchi di trattarla bene....sa , tutti i bambini, dopo un po', se vengono accolti e trattati bene, si affezionano agli adulti.
pertanto mi sembra che
-eviti di considerare la bambina come capricciosa e viziata....è una bambina che vuol dominare la situazione, ma che , se accolta e tollerata, sicuramente si affezionerà a lei.
- è completamente sbagliato da parte del padre  non presentare lei alla bambina, dicendole che avrà così una persona in più che le vorrà bene ( all'inizio la bambina dirà che non la vuole....ma lei non si preoccupi, perché questo è il modo della bambina di metterla alla prova, per vedere se lei le vuole bene nonostante quello che dice )
-al primo incontro porti alla bambina un regalo e non si preoccupi di conquistarla, ma sia sempre gentile ...
sono convinto che in poco tempo la bambina si affezionerà.

auguri

Aceti

 

 

 

Ho sorpreso mio figlio di 10 anni con mia figlia di 9 mentre si toccavano, la mia reazione è stata dura con rimproveri e sberle. Parlandone con mio marito ci sentiamo falliti e spaventati. Dobbiamo preoccuparci? E se no, come è corretto comportarci? Grazie anticipatamente.

Giulia

 

carissima signora Giulia, a volte succede che siamo un po' bruschi con i nostri figli e poi ci sentiamo in colpa...  direi di non preoccuparsi per quello che è successo... sarebbe importante prevenire certe situazioni, magari cercando di non farli dormire nella stessa stanza ... ma direi che tutto ciò è normale.. ora non dovete più parlare dell'episodio ai figli ...

augurissimi per tutto 
Aceti

 

N.d.R. Segnaliamo sull'argomento la bella serie di libri:

Aceti, Rotteglia, BASTA CAVOLI E CICOGNE! Viaggio nell'affettività e nella sessualità (3 volumi, divisi per età I vol. 4-7 anni; II vol. 8- 11 anni; III vol. 12- 15 anni), Ed. Città Nuova

 

 

Gentilissimo Dottore,
ho un figlio di 6 anni che ha cominciato quest'anno a frequentare la classe primaria e a scuola a detta della maestra va tutto bene ma i problemi nascono a casa con I COMPITI!!!!
Al solo pensiero che anche oggi che abbiamo di fronte il week end ne avrà parecchi mi viene male!!!
Comunque chiedo a lei il consiglio di come mi devo comportare io di fronte ai suoi iniziali rifiuti, poi costretto a sedersi per farli comincia ad inventarsi una serie di mali dal mal di testa alla febbre al mal di pancia e allle gambe, poi comincia con la fame,la sete ecc....cioè ogni scusa è buona per non cominciare o interrompersi, dopo di chè cominciano i continui pianti.....
Io quando viene a casa da scuola non lo metto subito a fare i compiti o meglio lo faccio giocare o guardare la televisione, quello che vuole lui...è giusto??? Nel week end o nelle vacanze bisogna concentrare i giorni in un'unica giornata o distribuirli durante l'arco di tempo di assenza dalla scuola??
Inoltre tornando ai compiti quotidiani pomeridiani di fronte a questa sua negligenza e svogliatezza come mi devo comportare??? (...)
Durante l'esecuzione dei compiti ho anche più volte provato a dirgli di chiudere il quaderno e di non farli che poi ci avrebbe pensato la maestra il giorno seguente ma non vuole....
Le chiedo un sincero aiuto per come fare e come comportarmi anche perché il mio metodo è armarmi di tanta pazienza e cercare (all'inizio) di essere carina e gentile ....poi capisce che dopo un pò comincio a perdere la pazienza ad alzare la voce e anche a ricattarlo per eventuali punizioni!!!!!!
La ringrazio molto per l'aiuto che mi darà!
Francesca

 

gentile mamma Francesca , mi sembra che il suo bambino non voglia fare i compiti con lei, perché è ancora piccolino e vuole giocare... inoltre lei come mamma è un po' troppo coinvolta... bisogna operare una separazione ... sarebbe bene che il bambino facesse i compiti con un'altra persona  ( la zia, il papà , la cugina grande o una  persona scelta da voi... ciò opererà la separazione da lei e il bimbo si sentirà più grande .

auguri Aceti

 

 

Gentile dottore, mia figlia di tre anni e 1 mese ha affrontato la prima settimana di scuola materna, e dal secondo giorno ha fatto tutte le notti la pipì a letto, sebbene dal mese di giugno avevamo tolto con successo il pannolino sia di notte che di giorno. Stanotte quando l'ho cambiata le ho messo il pannolino. Come devo comportarmi? La notte le devo mettere il pannolino oppure no?   Grazie
Diana

 

Gentilissima mamma Diana, è evidente che la sua bambina sta manifestando la sua ansia nel fare la pipi... 
Ciò può essere normale perché i bambini, come noi, hanno i loro modi di manifestare le difficoltà della crescita...
Cerchi di tranquillizzarla, senza esasperare il fatto che deve metterle il pannolino....  le dica che se occorre lo metterà e che quando starà meglio glielo toglierà....

Le faccio tanti auguri per la piccola.

Aceti

 

 

Salve dottore vorrei chiederle un consiglio per un mio amico.  Vado al dunque: giorni fà  il figlio di 6 anni ha assistito a un colloquio tra la madre e una sua amica dove le raccontava la morte del padre. Il bambino successivamente è andato in bagno per far pipì,  ma tardava ad uscire. A quel punto il padre insospettito è entrato in bagno,  l'ha trovato in lacrime dicendo che non voleva che lui morisse. Questo episodio è capitato per altri giorni;poi le lacrime sono sparite, ma continua a dire a suo padre che non vuole che muoia. Naturalmente angoscia il mio amico questa situazione. Lei cosa consiglierebbe e comunque è normale? La ringrazio fin da ora 

distinti saluti Viviana

 

gentile Viviana,

la reazione del bambino è normale...  I bambini spesso, quando sentono parlare della morte, pensano che questo accadrà al loro papà o alla loro mamma, perchè manifestano in questo modo la paura di essere abbandonati... Comunque direi di stare tranquilli... L' importante è dire al bambino che il papà e la mamma sono giovani e che di solito si muore quando si è vecchi...  e poi non bisogna dire più niente ... Solo se il bambino domanda, si può rispondere brevemente, sempre con parole di verità.....
Auguri per tutto e  ...un abbraccio al piccolo.

Aceti

 

 

Gent.mo Dott. Aceti, sono una nonna di due nipoti, uno di nove anni, Matteo, e uno di otto anni. E sono fratelli. Matteo è un bimbo diligente a scuola , inizialmente ha avuto qualche difficoltà per la relazione con i compagni, ma poi è stata superata e ora va tutto bene. Il fratello più piccolo Alessio è un  bimbo   molto sensibile,  affettuoso, molto legato al fratello, ma presenta qualche problema: ha molto appetito quindi è robusto, mangia in modo scorretto e veloce, fa la pipì a letto, i genitori a volte mettono il pannolone, lega molto con gli amici e i compagni ma fin dall’asilo non ha mai lavorato neanche con i disegni. A scuola continua a non lavorare e a casa deve fare i compiti anche quelli che no ha fatto a scuola. Durante le lezioni non disturba ma non lavora. Il papà (...) è a casa solo alla sera e a volte rientra tardi quindi è la mamma, la quale lavora par-time a seguirlo e anche per i compiti che Alessio esegue a stretta sorveglianza, ma non si impegna quindi è una fatica per tutti. E’ un bimbo intelligente, pronto nell’apprendere, ma lui dice che la sua materia preferita è la ricreazione perché vorrebbe sempre giocare.
Non so se ho esposto in modo corretto e sufficientemente chiaro il problema, ma ci terrei molto
ad un Suo parere in quanto le maestre e anche i genitori sono in attesa che il bimbo maturi spontaneamente questo interesse per lo studio e non so se sarebbe più utile aiutarlo in altro modo.
La ringrazio anticipatamente
Complimenti per tutto il Suo prezioso lavoro e La prego gradire i miei più cordiali saluti.
Vittoria 

 

Gentile nonna Vittoria, grazie per la sua letterina.. è bello sapere che lei si occupa ed è attenta ai suoi due nipotini..
Mi sembra che il nostro Alessio presenti alcune paure infantile che ancora sono nascoste e che determinano la sua immaturità e svogliatezza.. Comunque se fossi al vostro posto, farei fare una osservazione al piccolo presso un centro di psicologia evolutiva, in quanto mi sembra che la demotivazione scolastica possa essere legata a qualche problematica di apprendimento augurissimi per tutto
un abbraccio ai suoi nipoti
Aceti

 

 

 

 

Buongiorno, dott.Aceti, sono uno zio preoccupato!!! Mio nipote, che ha ormai 12 anni, ha un problema che mi sta molto a cuore, è dislessico e fa fatica a leggere e ad entrare nell'ambito delle lezioni come i suoi compagni. Ha bisogno di un'insegnante di sostegno, cosa che adesso che frequenta la 1°media gli è stata tolta per motivi di organizzazione scolastica (...) e il giudizio scolastico non è postivo: mentalità infantile e nessun impegno per la scuola. Premetto che i genitori (...) non lo seguono a dovere. Dopo varie nostre sollecitazioni, si sono accorti che questo bambino effettivamente aveva questi problemi, ma pur sapendoli vengono tutt'ora ignorati da essi. (...) a tutt'ora siamo sempre senza miglioramenti. (...) Circa tre anni fa mi ero proposto di prenderlo nella mia famiglia,(...), avevo già fatto richiesta alle assistenti sociali per un aiuto apposito a lui, però mi è stato negato dai genitori. Mi scuso se mi sono dilungato nello spiegare la vicenda, dottore, ma vedo che per mio nipote non ci sono progressi, è abbandonato a se stesso, sta ore e ore davanti alla playstation, non gioca con i suoi compagni, è diventato nervoso e addirittura anche manesco con la madre. Fa fatica a comunicare con i suoi coetanei e si comporta come un bambino di 4/5 anni come mentalità. Questo mi dispiace e sono ormai sfiduciato perchè ci divide la distanza circa 150km (...) e non poterlo aiutare un po' mi rammarica (...). Le chiedo: come posso aiutarlo (ho cercato di farmi spiegare la situazione con la direzione didattica della scuola, ma senza il consenso dei genitori, non mi hanno detto nulla). Spero di aver spiegato il problema e la ringrazio vivamente. Fiducioso della Sua risposta, cordialmente le porgo i miei saluti.

  FABRIZIO    

 

Gentile sig. Fabrizio,

mi sembra che la situazione di suo nipote sia particolarmente complessa e delicata.. Sicuramente , oltre alla dislessia, suo nipote risulta essere molto demotivato e sofferente per la precarietà educativa. In questa situazione forse lei potrebbe aiutare suo nipote  magari vedendo col parroco della zona dove abita suo nipote, se c'è un educatore maschio o uno studente universitario al quale affidare il ragazzo durante i compiti e durante le vacanze estive, almeno per tre pomeriggi settimanali per poter fare i compiti e sostenerlo..
Naturalmente ciò avrebbe un costo che lei potrebbe garantire.... dopo aver trovato la persona, e solo dopo, potrebbe presentare la proposta ai genitori del ragazzo, sperando nella loro accoglienza...

Comunque, signor Fabrizio, le sono vicino per tutto, per tutto.

Aceti

 

 

 

Carissimo Professore, ho un bambino in quarta elementare che ancora oggi non riesce a stare attento alle lezioni, i voti scolastici sono pessimi. Io lavorando non riesco a seguirlo come vorrei. Anche se nei primi anni di scuola lo seguivo assiduamente, anche se per gli insegnanti non era così. E' un bimbo che vuole giocare, correre, stare in compagnia degli amici, mentre lo studio è proprio l'ultimo dei suoi problemi. Sto facendo con lui un corso di pianoforte e sono consapevole che lui è un bimbo che non sta fermo in classe e che sicuramente disturba. Vorrebbe già sapere tutto senza fare la fatica di imparare. Usa molto la sua testa e non segue i consigli di nessuno. Di positivo è molto sensibile, affettuoso e bisognoso di attenzioni. In prima elementare l'insegnante mi aveva detto che il bambino non sapeva ancora nè leggere e nè scrivere e lei non sapeva più cosa fare. Mi sono armata di pazienza e gli ho insegnato a fare le lettere in corsivo. Tutti i pomeriggi li passavamo davanti a fogli e penne a provare e riprovare. L'anno dopo l'ho fatto seguire da un centro per aiutare i bambini: la logopedista era molto arrabbiata con l'insegnante e aveva detto che avrebbe parlato lei con quest'ultima. Invece il giorno del colloquio la logopedista non si presenta e arriva la psicologa che aveva visto mio figlio quattro anni prima per la balbuzie. Mentre ero dentro la classe che aspettavo insegnanti e logopedista, sento queste donno parlare tra loro e la psicologa per mettersi d'accordo su cosa avrebbero dovuto dirmi. Quando entrarono in aula e mi videro dissero che non stavano parlando di me. Mi sono sentita presa in giro e ho deciso di non andare più in quel centro. Sono consapevole che il mio bimbo ha bisogno di aiuto ma... Penso comunque che adesso la scuola chiede molto alla famiglia, io non sono un'insegnante, ma una mamma; ai miei tempi non avevamo tutte quelle penne, quei quaderni e quei libri e quindi riuscivamo a gestire da soli le nostre cose. Io non riesco a gestire tutte quelle cose per lui... sono così stanca della scuola che lei non ha un'idea. Forse chi deve essere curato sono gli adulti che pretendono troppo dai bambini e quando uno di questi si ribella al sistema allora si deve essere riabilitati.... lo trovo mostruoso.

La ringrazio di aver letto questo mio sfogo e non le ho neanche detto tutto. Arrivederci 

una mamma preoccupata

 

Gentile signora, le sono molto vicino per tutto quanto sta vivendo...
Penso che lei abbia già fatto il possibile per suo figlio...
le suggerirei comunque di riprendere i contatti con il centro che segue suo figlio...
Le sono vicino

Aceti

 

 

Caro dottor Aceti, ho avuto modo di ascoltarla in conferenze (...) e mi rivolgo a lei chiedendo: come comportarsi con un figlio di 7 anni che è sempre molto irascibile e travisa ogni divieto ed ogni contrattempo come un affronto deliberato? temo diventi manesco e violento con i compagni, anche se lasciato tranquillo e senza "stress" è il bambino più simpatico e socievole del mondo!

Annamaria

 

Gentile signora, suo figlio Fabio è un bambino perfettamente normale che manifesta ciò che molti bambini della sua età hanno : il desiderio di separarsi dalla mamma, ma, al contempo, la paura di separarsi dalla mamma e da sè stessi.
la vittima che lui a volte tende a fare è una strategia difensiva per attirare l'attenzione e per accusare gli  altri di fronte ad una difficoltà.
cosa si può fare ?
e' importante non farsi manipolare dai suoi " capricci " e ogni volta mantenersi fermi nelle regole .
-tollerare i suoi capricci evitando di dare interpretazioni
-mantenerlo nella realtà , favorendo il distacco dalla madre
-per quanto riguarda l'apparecchio dei denti , non bisogna più parlare di questo e se protesta quando lo mette, ciò sarà bene perchè significa che fa fatica ad adattarsi, ma l'importante è che noi lo comprendiamo e lo manteniamo nella realtà
-infine se i suoi "muli" sono esagerati, diciamo che  noi non stiamo con un bambino che protesta e , dopo aver detto questo , bisogna mandarlo via , nella sua cameretta e dirgli che potrà ritornare  se chiederà scusa , altrimenti  noi non stiamo con lui
comunque penso che superati gli otto anni , la situazione migliorerà.
auguri e ... mi scusi il ritardo
aceti

 

 

 

 

Egregio professore, (...) sono separata, con un figlio di 9 anni. Il mio bambino si rifiuta di andare con il padre il fine settimana, dice che non si sente amato, e che non gli vuole bene, quando ritorna dal fine settimana trascorso con il padre non parla per molte ore, traspare malessere che poi passa......cerco di parlare con lui e gli dico di vedere anche il positivo e che comunque è suo padre e deve cercare di accettarlo per quello che è.....
Cerco di parare i colpi......, non vuole parlare con lui nemmeno al telefono, mi dice che al posto del cuore lui ha un sasso, e che se gli volessi bene non lo obbligherei ad andare con il padre.
Vorrei un suo consiglio, a volte per me e' difficile sostenere questa situazione ed essere obbiettiva, ma sono sempre stata sincera con mio figlio, rimango in attesa di una risposta e cordialmente saluto.
 
Eleonora 

Gentile signora  Eleonora,
innanzitutto le sono molto vicino per tutto quanto sta vivendo...
penso che per la sua situazione sia importante :
 - non forzare il bambino ad avere necessariamente un rapporto con il padre....
- non chiedere mai al bambino , quando è stato col papà , di come è andata....., ma dire piuttosto : " sono molto contenta di rivederti... quando te la sentirai, se vorrai raccontarmi come è andata col papà, mi farebbe piacere, ..comunque vedi tu.
- per le telefonate, è importante che il bambino concordi col papà , l'ora della telefonata, in modo che tutto sia frutto dell'accordo e non gli venga imposto.
- il bambino potrebbe trattarla un po' male perchè ha bisogno di scaricare su di lei la sua ansia : tutto ciò però non significa che non le vuole bene...anzi è il contrario....l'importante è che lei non entri in discussione , ma comunichi al figlio che le disèpiace quando la tratta male,  ma che è sicura che tutto andrtà meglio.
- faccia frequentare al bambino , alme no un gruppo sportivo o una attività di gruppo.
 Ecco signora, spero che questi suggerimenti la possano aiutare....comunque , stia tranquilla , sono sicuro che poco per volta il bambino crescerà comprendendo tutto l'amore che lei ha per lui.
cordiali saluti .....

Aceti

 

 

Egregio prof, sono ins. elem.di geografia e studi sociali. I miei alunni ne hanno piene le tasche delle spiegazioni noiose o  dei dettati o delle solite domande scritte sul lavoro svolto. C'è qualche corso di formazione estivo che potrei seguire per migliorare il mio approccio con gli alunni . Vorrei interessarli più che annoiarli e renderli insofferenti della mia presenza. E' vero che sono maleducati ma è vero pure che io non riesco a trovare la chiave per motivarli all'attenzione.

Abito in provincia di Lt e potrei seguire qualche corso a Roma se lei può consigliarmene uno che faccia al caso mio. L'ho sentita due volte e apprezzo molto le sue lezioni di vita. Con grande stima                        

 Carla Marzano

 

gentile Carla,

la ringrazio per la stima....
purtroppo non conosco nessun corso vicino a Latina che la possa aiutare...
penso comunque che il CENTRO ERIKSON DI TRENTO possa essere un punto di riferimento utile per aggiornamenti un po' più adatti ai bambini.
le auguro buone vacanze.....
Aceti


Sono un'insegnante elementare; un mio alunno di 7 anni presenta difficoltà in ambito matematico: ha faticato parecchio ad apprendere i simboli grafici dei numeri entro il 10, si avvia ora a conoscere quelli successivi, per riconoscere il precedente o il successivo deve ripartire sempre da 0, comprende semplicissime situazioni problematiche ma spesso individua calcoli per me incomprensibili... E' un bambino molto sereno, è stato seguito praticamente tutto l'anno in modo individuale e ci sono stati dei progressi, ma ...qualche collega mi ha parlato di discalculia. Potrebbe essere il suo caso? Io non ne so molto e vorrei un consiglio e, se possibile, qualche indicazione di materiale da usare o proporre durante l'estate.

La ringrazio anticipatamente

 

Il bambino potrebbe essere affetto da discalculia. Esiste in commercio un test in grado di identificare tale disturbo che pare sia di origine genetica. 
Comunque sarebbe importante : 
-acquistare il libro della editrice Erikson di Trento, specifico sulla discalculia ( si può acquistare anche  sul sito internet www.erikson.it.
Il bambino potrebbe però avere anche un deficit specifico nell'apprendimento della matematica... potrebbe essere utile effettuare il test Wisc-r per valutare il quoziente di intelligenza e le capacità cognitive.
Aceti