SPECIALE TRADIZIONI

E   

INIZIATIVE DI NATALE

 

Storia ed origini del Natale

 

Il Natale è la principale festa dell'anno. Festa che nella tradizione popolare era legata alla chiusura di un ciclo stagionale e alla apertura del nuovo ciclo.
La festa appartiene all'anno liturgico cristiano, in cui si ricorda la nascita di Gesù Cristo, che nella Cristianità occidentale cade il 25 dicembre, mentre nella Cristianità orientale viene celebrato il 6 gennaio. La nascita di Gesù viene fatta risalire dal 10 al 4 a.C. Il Natale non viene introdotto subito come festa cristiana, ma bisogna aspettare l'arrivo del Quarto secolo nell'Impero Romano, e più tardi ancora nelle zone dell'Oriente. La festa cristiana si intreccia con la tradizione popolare. Prima del Natale cristiano c'era la festa del Fuoco e del Sole, perché in questo periodo avviene il solstizio d'inverno, con  il giorno più corto dell'anno, e da questa data (21 dicembre) le giornate iniziano  ad allungarsi.
Nell'antica Roma si festeggiavano i Saturnali in onore di Saturno, dio dell'agricoltura ed era un periodo di pace, si scambiavano i doni, e si facevano sontuosi banchetti. Tra i Celti invece si festeggiava il solstizio d'inverno. Nel 274 d.C. l'imperatore Aureliano decise che il 25 dicembre si festeggiasse il Sole. Da queste origini  risale la tradizione del ceppo natalizio, ceppo che nelle case doveva bruciare per 12 giorni consecutivi e doveva essere preferibilmente di quercia, un legno propiziatorio: osservandolo bruciare si presagiva  l'anno nuovo. Il ceppo natalizio nei nostri giorni si è trasformato nelle luci e nelle candele che addobbano case, alberi, e strade. Il nostro Natale deriva da tradizioni borghesi del secolo scorso, con simboli e usanze sia di origine pagana che cristiana. Il Natale è anticipato dalla Vigilia, che dovrebbe essere una giornata di digiuno e di veglia  preparatoria alla Festa della natività. Nelle case viene allestito un presepe (o presepio), specie nei paesi meridionali, o un albero di tradizione più nordica (vedi simboli del Natale). Il periodo di festa  continua, con il 31 dicembre e Capodanno, primo giorno dell'anno. E' una festa periodica di rinnovamento, celebrata in tutte le civiltà e caratterizzata da rituali che simbolicamente chiudono un ciclo annuale e inaugurano quello successivo.
Infine arriva l'Epifania (che tutte le feste si porta via),  una delle principali feste cristiane la cui celebrazione cade il 6 gennaio.

Nata nella regione orientale per commemorare il battesimo di Gesù, fu presto introdotta in occidente dove assunse contenuti religiosi diversi, come il ricordo dell'offerta dei doni dei magi nella grotta di Betlemme, che poi ha determinato il nascere della figura della befana distributrice di doni. I magi erano un gruppo di personaggi (studiosi e maghi) che, guidati da una stella, arrivarono dall'oriente per rendere omaggio a Gesù appena nato a Betlemme, donandogli oro, incenso e mirra. Successivamente vennero indicati come "re" e che il loro numero venne fissato a tre, con i nomi Melchiorre, Gaspare e Baldassarre. Questa festa porta un supplemento di regali ai bambini, e fa terminare il ciclo di festeggiamenti. 

Vigilia di Natale

La Vigilia di Natale è il giorno che precede quella che è considerata una delle principali festività del cristianesimo. Cade il 24 dicembre.
Nella tradizione del mondo occidentale assume una grande valenza simbolica poiché si celebra, nella notte, la nascita di Gesù Cristo, in una grotta di Betlemme, nella Giudea, regione della Palestina. Secondo i vangeli, seguendo una stella di Betlemme, i re magi venuti dall'oriente trovarono un bambino che giaceva in una mangiatoia: ne riconobbero l'importanza e gli offrirono oro, incenso e mirra.

La veglia notturna

Per il fedele, la veglia notturna della Vigilia serve da transito verso il mistero della nascita del Dio che si fa uomo ed entra nella storia dell'umanità: si danno gli ultimi ritocchi al presepe, ci si prepara per la messa di mezzanotte, in una attesa che ha lo scopo di  far presente e reale il miracolo della nascita di Cristo.
All'originaria valenza è stata aggiunta quella propria della festa moderna, percepita anche dai non credenti, caratterizzata da una ricca cena (detta appunto della Vigilia) e dallo scambio di regali, destinati alle persone care, allo scoccare della mezzanotte (solo in alcune regioni d'Italia; altre rimandano lo scambio dei doni ed il banchetto principale al pranzo del giorno successivo).

 

 TRADIZIONI NATALIZIE

 

Tradizioni di Natale nel mondo

In MESSICO, i giorni che precedono il Natale sono caratterizzati da una simpatica e popolare tradizione (risalente probabilmente alla metà dei XVI secolo), las posadas, che ripropone l'episodio dell'arrivo a Betlemme di Giuseppe e Maria e della loro ricerca di un luogo dove alloggiare.
«Dar posada» vuol dire ospitare un viandante e, nella tradizione natalizia, la posada è l'abitazione stessa che accoglie i protagonisti della natività. In quest'occasione un corteo segue Giuseppe e Maria (rappresentati da due bambini vestiti appropriatamente oppure delle statue portate dai bambini) che vanno a chiedere «posada», cioè ospitalità, in una casa.
Prima di arrivare alla casa dove verranno accolti, si fermano a chiedere il permesso per alloggiare presso altre abitazioni con esito, però, negativo. Poi la processione riprende al suono degli strumenti musicali, intervallato da preghiere e canti di litanie.
Finché, dinanzi alla porta della casa prescelta, al gruppo nella strada che domanda «posada» con un canto, risponde dall'interno dell'abitazione un secondo coro. Quindi viene aperta la porta per accogliere gli ospiti con Giuseppe e Maria.
Dopo aver pregato tutti insieme, la famiglia ospitante offre dolci e bevande. Si termina con il gioco della pinata, una pentola di terracotta (pignatta) appesa ad una corda che un bambino bendato dovrà rompere colpendola con un bastone. Le pignatte sono piene di frutta, dolci e giocattoli.

In POLONIA, la vigilia di Natale è chiamata Festa della Stella, e la tradizione vuole che, sino a quando non compare in cielo la prima stella, non si debba iniziare la cena.

In FINLANDIA, oltre al classico albero di Natale, viene preparato all'esterno delle case un secondo alberello per... gli uccellini.
Si tratta, infatti, di un covone di grano legato ad un paio e addobbato con semi appetitosi.
Anche in altri paesi c'è questo simpatico pensiero verso i piccoli volatili che riempiono con il loro cinguettìo le ore della giornata; ad esempio in Germania, soprattutto nel sud, la gente sparge dei grano sul tetto delle case affinché anche gli uccellini possano far festa il giorno di Natale.

In SVEZIA, invece, si mette un mazzo di spighe di grano sul davanzale della finestra.

Nella città di Vienna, in AUSTRIA, i bambini (ma anche gli adulti) gettano briciole di pane agli uccelli durante l'ormai tradizionale passeggiata nel parco.

In FRANCIA, nella notte di Natale, Gesù Bambino passa nelle case a distribuire i regali che ripone nelle scarpe dei bambini esposte, per l'occasione, con tanta cura e trepidazione dai bambini stessi. Inoltre, durante la sua visita appenderà dolci e frutta all'albero di Natale.
Un dolce natalizio molto diffuso nelle famiglie francesi è una torta che nella forma richiama al ceppo che, soprattutto un tempo ma ancora adesso nelle campagne, viene acceso per riscaldare Gesù Bambino. Il presepio anche in Francia occupa un posto privilegiato tra le tradizioni natalizie. Molto belli e famosi sono i presepi della Provenza (regione nel sud della Francia), composti da statuine in argilla che vengono vestite con costumi realizzati con grande precisione e realismo anche nei minimi particolari, e poi, a seconda dei personaggio, si aggiungono i minuti attrezzi da lavoro o gli accessori che servono per identificare la statuina.
Insieme a Gesù Bambino, Maria, Giuseppe e i re Magi trovano posto altre statuette che rappresentano le persone più comuni mentre svolgono la loro attività, proprio come si incontrano nella vita di tutti i giorni. La statuetta è chiamata Santoun che in lingua provenzale vuoi dire
« piccolo santo». Ogni anno a Marsiglia, in occasione dei periodo natalizio, viene organizzata la: «fiera di santoun».
Ecco un'altra bella tradizione francese. La "galette des rois" (torta dei re) è un delizioso dolce fatto di pasta sfogliata con dentro crema alla mandorla. Dentro è nascosta una figurina di gesso verniciato o ceramica che si chiama la "fava" perché originariamente era una vera fava. Il giorno dell'Epifania (che ha dato il nome alla torta), quando arriva l'atteso momento, il più giovane dei conviviali va sotto il tavolo. Qualcuno taglia la torta. Quando si rispetta davvero la tradizione, questo taglio si fa con la torta coperta da uno strofinaccio, in modo che, se il coltello incontra la fava, il tagliatore non possa sapere in che porzione si trovi, e che non si possa barare. Ma, chissà perché, spessissimo la fava si troverà nella porzione del bambino che sta sotto il tavolo... uno dei misteri familiari mai bene spiegati!
Quando la torta è tagliata, si prende una porzione e si chiede al bambino sotto la tavola : "per chi è questa?" Il bambino risponde : "Per mamma, papa, Zia Tizia, me, sorella o fratello ecc.", nell'ordine che vuole lui.
La tradizione vuole che ci sia una porzione in più del numero esatto dei conviviali. Si chiama : "la porzione del povero". Nei nostri tempi non ho mai sentito nessuno squillare alla porta per chiedere una porzione di torta, ma nel passato questo avveniva. Oggi si divide normalmente la torta nel numero esatto.
Quando tutte le porzione sono distribuite, si mangia. Quello che trova la fava è il re o la regina. Gli si mette sulla testa una corona di cartone dorato. In qualche famiglia si beve nell'onore del re, il quale deve bere in un solo colpo un bicchiere di vino o acqua (secondo l'età) mentre tutti gli altri ripetono : "Le roi boit, le roi boit, le roi boit" (il re beve), o "la reine boit" (la regina beve).
È più divertente con "il re", perché è più difficile da pronunciare.
Poi il re sceglie nell'assistenza la sua regina (o la regina il suo re), che al proprio turno deve bere un grande bicchiere.

Le case in GERMANIA sono rallegrate dalla presenza dell'albero di Natale, una delle tradizioni più vecchie, insieme alla corona d'avvento.
Nelle camere dei bambini non manca, inoltre, il calendario d'avvento con le 24 finestrelle che scandiscono il tempo che manca alla grande festa natalizia; ogni giorno, aprendo una finestrella, il bambino promette di compiere una buona azione.
Al termine dei calendario (sarà quindi il giorno di Natale) appare l'immagine del presepe.

In INGHILTERRA, fu Sant'Agostino da Canterbury (t 604) a introdurre la tradizione natalizia allorché, con i suoi monaci, fu inviato da papa Gregorio Magno a svolgervi la propria missione apostolica, verso la fine del VI° secolo.
In ogni casa l'albero di Natale occupa il posto d'onore. Persino l'austera città londinese si riempie delle festose luci di multicolori lampadine che addobbano un gigantesco albero allestito per la strada. Mentre sarà Father Christmas (Babbo Natale), che passando per il camino con il sacco dei doni, porterà ai bambini inglesi i regali che riporrà nelle calze ordinatamente  appese.

 

Simboli di Natale

ALBERO DI NATALE
L’albero di Natale – compra un albero bello e poco costoso. La storia.
Gli alberi di Natale hanno una lunga e orgogliosa tradizione e oggi si possono aquistare alberi di Natale a poco prezzo dovunque.
Il più diffuso albero di Natale è l’abete. L’abete è il simbolo dell’albero di Natale. Si possono anche usare i pini che hanno aghi più morbidi e più piatti e che durano più a lungo. Se si vuole rinunciare all’abete tradizionale, si possono scegliere rami di abete argentato, di colore verde-blu con aghi argentati, usati spesso per decorare le vetrine dei negozi. Un’altra pianta molto usata per le decorazioni è il vischio, infiocchettato e decorato con spruzzi di neve si regala in rami o dentro vasi.

Storia dell’Albero di Natale:
Verso il secolo XI, nell'Europa dei Nord, si diffuse l'uso di allestire rappresentazioni (sacre rappresentazioni o misteri) che riproponevano episodi tratti dalla Bibbia. Nel periodo d'Avvento, una rappresentazione molto richiesta era legata al brano della Genesi sulla creazione. Per simboleggiare l'albero «della conoscenza del bene e del male» del giardino dell'Eden si ricorreva, data la regione (Nord Europa) e la stagione, ad un abete sul quale si appendevano dei frutti. Da quell'antica tradizione si giunse via via all'albero di Natale dei giorni nostri, di cui si ha una prima documentazione certa risalente al 1512 in Alsazia. L'abete di Natale assunse gradatamente anche un significato nuovo: venne a simboleggiare la figura di Gesù, il Salvatore che ha sconfitto le tenebre dei peccato: per questo motivo si è cominciato ad adornarlo di luci.

Corona d’Avvento:
L'uso della Corona d'Avvento è da collegarsi ad un'antica consuetudine germanico-precristiana, derivata dai riti pagani della luce, che si celebravano nel mese di Yule (dicembre).
Nel XVI secolo si diffuse tra i cristiani divenendo un simbolo di questo periodo che precede il Natale.
La Corona d'Avvento è un cerchio realizzato con foglie di alloro o rametti di abete (il loro colore verde simboleggia la speranza, la vita) con quattro ceri.
Durante il Tempo di Avvento (quattro settimane) ogni domenica si accende un cero. Secondo una tradizione, ogni cero ha un suo significato:
- il cero dei profeti,
-  il cero di Betlemme,
- il cero dei pastori
- il cero degli angeli.
La Corona può venire appoggiata su un ripiano o appesa al lampadario. L'accensione di ogni cero è accompagnata da un momento di preghiera. Si conclude con un canto alla Madre di Gesù.

L'agrifoglio:
Un piccolo orfanello viveva presso alcuni pastori quando gli angeli apparvero annunciando la lieta novella della nascita di Cristo. Sulla via di Betlemme, il bimbo intrecciò una corona di rami d'alloro per il neonato re. Ma quando la pose davanti a Gesù, la corona gli sembrò così indegna che il pastorello si vergognò del suo dono e cominciò a piangere.
Allora Gesù Bambino toccò la corona, fece in modo che le sue foglie brillassero di un verde intenso e cambiò le lacrime dell'orfanello in bacche rosse.
 

Il presepe:
Nella rappresentazione della natività,  tramite il presepe, tutto è simbologia: la stalla rappresenta la povertà e la miseria. Giuseppe è l'intelletto: anziché essere geloso e ripudiare Maria si inchina a Dio accettandone la volontà.
Il bue rappresenta il principio generativo (è simbolo della fertilità e fecondità in Egitto); l'asino invece raffigura la personalità, la natura inferiore dell'uomo. Il significato della presenza nella stalla del bue e dell'asinello è in realtà molto profondo: soffiando sul Bambino Gesù lo scaldavano con il loro fiato. Il soffio è vita, dunque il soffio dell'asino e del bue è una reminiscenza del soffio mediante il quale Dio ha dato l'anima al primo uomo. Il presepe come lo vediamo realizzare ancor oggi ha origine, secondo la tradizione, dal desiderio di San Francesco di far rivivere in uno scenario naturale la nascita di Betlemme. Nel 1223 a Greccio, in Umbria, per la prima volta arricchì la Messa di Natale con la presenza di un presepio vivente, episodio poi magistralmente dipinto da Giotto nell'affresco della Basilica Superiore di Assisi. L'opera ideata da San Francesco venne chiamata Presepio o Presepe, termine di derivazione latina indicante la stalla, e anche la mangiatoia che si trova in quell'ambiente, propriamente ogni recinto chiuso.
 
Alcuni studiosi italiani e stranieri ritengono non del tutto corretto attribuire a San Francesco la paternità del presepio.
Come narra Tommaso da Celano, il frate che raccontò la vita del santo, Francesco nel Natale del 1222 si trovava a Betlemme dove assisté alle funzioni liturgiche della nascita di Gesù. Ne rimase talmente colpito che, tornato in Italia, chiese a Papa Onorio III di poterle ripetere per il Natale successivo. Ma il Papa, essendo vietati dalla chiesa i drammi sacri, gli permise solo di celebrare la messa in una grotta naturale invece che in chiesa. Quando giunse la notte santa, accorsero dai dintorni contadini di Greccio e alcuni Frati che illuminarono la notte con le fiaccole. All’interno della grotta fu posta una greppia riempita di paglia e accanto vennero messi un asino e un bue. Francesco, che non era sacerdote, predicò per il popolo riunito.
Pertanto non si tratta della realizzazione di un vero presepio (che é la rappresentazione tridimensionale, a tutto tondo, della nascita di Gesù, mediante un plastico e alcune statuine) ma piuttosto di una messa celebrata eccezionalmente in una grotta anziché in una chiesa.
Il primo presepe risalirebbe quindi al 1283, e fu opera di Arnolfo di Cambio che scolpì otto statuette in legno rappresentanti i personaggi della Natività ed i Magi. Tale presepe si trova ancora nella basilica romana di S. Maria Maggiore. Da allora e fino alla metà del 1400 gli artisti modellano statue di legno o terracotta che sistemano davanti a un fondale pitturato riproducente un paesaggio che fa da sfondo alla scena della Natività. Il presepe viene esposto all'interno delle chiese nel periodo natalizio.
Culla di tale attività artistica fu la Toscana ma ben presto il presepe si diffuse nel regno di Napoli ad opera di Carlo III di Borbone e nel resto degli Stati italiani.

Nel '600 e '700 gli artisti napoletani danno alla sacra rappresentazione un'impronta naturalistica inserendo la Natività nel paesaggio campano ricostruito in scorci di vita che vedono personaggi della nobiltà, della borghesia e del popolo rappresentati nelle loro occupazioni giornaliere o nei momenti di svago: nelle taverne a banchettare o impegnati in balli e serenate. Ulteriore novità è la trasformazione delle statue in manichini di legno con gli arti in fil di ferro, per dare l'impressione del movimento, abbigliati con indumenti propri dell'epoca e muniti degli strumenti di svago o di lavoro tipici dei mestieri esercitati e tutti riprodotti con esattezza anche nei minimi particolari. Questo per dare verosimiglianza alla scena delimitata da costruzioni riproducenti luoghi tipici del paesaggio cittadino o campestre: mercati, taverne, abitazioni, casali, rovine di antichi templi pagani. A tali fastose composizioni davano il loro contributo artigiani vari e lavoranti delle stesse corti regie o la nobiltà, come attestano gli splendidi abiti ricamati che indossano i Re Magi o altri personaggi di spicco, spesso tessuti negli opifici reali di S. Leucio.

In questo periodo si distinguono anche gli artisti liguri in particolare a Genova, e quelli siciliani che, in genere, si ispirano sia per la tecnica che per il realismo scenico, alla tradizione napoletana con alcune eccezioni come ad esempio l'uso della cera a Palermo e Siracusa o le terracotte dipinte a freddo di Savona e Albisola. Sempre nel '700 si diffonde il presepio meccanico o di movimento che ha un illustre predecessore in quello costruito da Hans Schlottheim nel 1588 per Cristiano I di Sassonia. La diffusione a livello popolare si realizza pienamente nel '800 quando ogni famiglia in occasione del Natale costruisce un presepe in casa riproducendo la Natività secondo i canoni tradizionali con materiali - statuine in gesso o terracotta, carta pesta e altro - forniti da un fiorente artigianato. In questo secolo si caratterizza l'arte presepiale della Puglia, specialmente a Lecce, per l'uso innovativo della cartapesta, policroma o trattata a fuoco, drappeggiata su uno scheletro di fil di ferro e stoppa.

A Roma le famiglie importanti per censo e ricchezza gareggiavano tra loro nel farsi costruire i presepi più imponenti, ambientati nella stessa città o nella campagna romana, che permettevano di visitare ai concittadini e ai turisti. Famosi quello della famiglia Forti posto sulla sommità della Torre degli Anguillara, o della famiglia Buttarelli in via De' Genovesi riproducente Greccio e il presepe di S. Francesco o quello di Padre Bonelli nel Portico della Chiesa dei Santi XII Apostoli, parzialmente meccanico con la ricostruzione del lago di Tiberiade solcato dalle barche e delle città di Gerusalemme e Betlemme.
Oggi dopo l'affievolirsi della tradizione negli anni '60 e '70, causata anche dall'introduzione dell'albero di Natale, il presepe è tornato a fiorire grazie all'impegno di religiosi e privati che con associazioni come quelle degli Amici del Presepe, Musei tipo il Brembo di Dalmine di Bergamo, mostre, tipica quella dei 100 Presepi nelle Sale del Bramante di Roma; dell'Arena di Verona, rappresentazioni dal vivo come quelle della rievocazione del primo presepio di S. Francesco a Greccio e i presepi viventi di Rivisondoli in Abruzzo o Revine nel Veneto e soprattutto la produzione di artigiani presepisti, napoletani e siciliani in special modo, eredi delle scuole presepiali del passato, hanno ricondotto nelle case e nelle piazze d'Italia la Natività e tutti i personaggi della simbologia cristiana del presepe.

 

 

I Mercatini di Natale

 

Le origini del Christkindlmarkt in Germania risalgono al XIV secolo con i cosiddetti Mercatini di San Nicola, meglio conosciuto come Santa Klaus, dove si aveva la possibilità di acquistare gli addobbi natalizi. Oggi il luogo per trovare il regalo più bello e singolare. I "Mercatini di Natale" dell'Alto Adige vi aspettano con le più belle idee regalo, il sapore dei prodotti tipici ed il fascino della prima neve. I Mercatini di Natale sono espressione di una tipica tradizione mitteleuropea che rivive in Alto Adige per portare nelle nostre case il calore del Natale attraverso tante piccole, semplici, ma raffinate idee regalo.I Mercatini di Natale, riempiono di colore e vita i centri storici e propongono oggetti e decorazioni per ornare l'albero di Natale e la propria casa, ma anche tante idee per grandi e piccini, per familiari o amici, e, perché no, anche per sè stessi.

Non mancano i dolcetti tipici della raffinata pasticceria altoatesina, gli oggetti dell'artigianato locale tra i quali spiccano i preziosi presepi di legno, ma anche le ceramiche, i vetri decorati, i pizzi, le tovaglie, le pantofole in feltro, le multicolori candele, i tradizionali giocattoli in legno della Val Gardena ed altre mille idee originali per sottolineare il calore e l'amicizia di questo particolare momento. Il profumo è quello di cannella e spezie, di legno di montagna e dolci fatti in casa, di vin brulè e di abeti decorati a festa.
La luce è quella delle casette in legno tutte ordinate ed addobbate, è quella che viene dall'albero di Natale, che brilla negli occhi dei bambini.
Le dolci note: canti natalizi, tradizione in musica, allegra armonia che si sprigiona nell'aria. I sapori, dolci doni per il palato, Zelten con canditi, strudel di mele, biscotti fatti in casa. Il calore fra le mani: quello della lana cotta, del loden, delle candele decorate, di una tazza fumante.

Mercatino di Natale di Bolzano :

Mercatino di Natale di Merano 

 

Mercatino di Natale di Bressanone   


Mercatino di Natale di Brunico :


Mercatino di Natale, Parco Secolare degli Asburgo, Levico:

 


Mercatino di Natale di Vipiteno:



Fiera di Natale, Bologna:  
Fiera di Santa Lucia, Bologna:

La Fiera di Santa Lucia è una tradizione molto antica nella città di Bologna. Fino alla discesa delle truppe napoleoniche la fiera era organizzata davanti alla chiesa dedicata alla santa. Dopo il 1796 il mercato venne spostata nel portico di Santa Maria dei Servi dove viene organizzato tutt'ora. Per circa due secoli l'esposizione delle "baracche" sotto i portici è stata lasciata all'iniziative dei commercianti, mentre con l'inizio degli anni 90 la manifestazione si è andata via via arricchendosi di iniziative. Le bancarelle della Fiera di santa Lucia e quelle del Mercatino di Natale offrono un ampia varietà di delizie gastronomiche, prime tra tutte il torrone, e la possibilità di acquistare le statuine del presepe.

 



Mostra permanente dei presepi
Palacongressi di Andalo
da lunedì a venerdì dalle 16.00 alle 18.30.
Sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.30

 

 

Mercatini di Natale di Innsbruck

Ad Innsbruck (Austria) vengono organizzati due Mercatini di Natale: il primo è denominato "Innsbrucker Christkindlmarkt" nel centro storico ed il secondo "Christkindlmarkt am Landhausplatz".
Il Mercatino di Natale di Innsbruck si svolge nel centro storico della città, davanti al famoso Tetto d'oro ("Goldenes Dachl", simbolo della città, risalente al 1500) ed è circondato dalle magnifiche facciate dei palazzi medievali della città vecchia.
Vi sono degustazioni di cibi tradizionali quali "Kiachl" e "Spatzln" e bevande quali il vin brulè per riscaldarsi. Vengono venduti anche articoli artigianali tirolesi, candele, pane, giocattoli di legno, berretti di lana, bicchieri e vasi lavorati, decorazioni per l'albero di Natale.
 

Per i bambini:

Le facciate delle case medioevali del centro storico si tingono di magia. Lungo le strade (Kiebachgasse e Köhleplatz) diversi appartamenti sono dedicati a diverse favole, ben 24. Girellando tra gli stand diventa un simpatico passatempo riconoscere i racconti, universalmente noti qui realizzati. Uno per tutti: in centro a Innsbruck Raperonzolo si affaccia alla finestra calando la lunga treccia bionda.
Ma attenzione, come in ogni favola anche a Innsbruck si possono fare strani incontri: i Giganti attendono nella strada a loro dedicata: Riesengasse (il vicolo dei giganti)

 

 

Esposizioni di Presepi permanenti, Bologna
Museo Davia Bargellini
Strada Maggiore, 44 - 40121 Bologna
Tel: +39 051-236708
martedì-sabato: 9.00 – 14.00
domenica e festivi infrasettimanali: 9.00 – 13.00
chiuso: lunedì (se non festivo), 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre
Ingresso: gratuito
Museo della Beata Vergine di San Luca
Cassero di Porta Saragozza, piazza di Porta Saragozza 2/a Bologna
tel. +39 051-6447421
Internet www.museomadonnasanluca.it
e-mail info@museomadonnasanluca.it
da martedì a sabato 9.00-13.00, giovedì 9.00-18.00, domenica 10.00-18.00.
Ingresso: gratuito.
Pinacoteca Nazionale di Bologna
Via Belle Arti, 56
40126 Bologna
tel: +39 051 4209411
fax: +39 051 251368
e-mail: spsadbo@arti.beniculturali.it
da martedì a domenica e festivi 09:00 - 19:00
chiuso:  Lunedì, 1 maggio e il 16 agosto

 

 

 

Natale di solidarietà

Per chi, in occasione del Natale, vuole compiere un gesto di solidarietà verso i più sfortunati, segnaliamo varie iniziative:

 

http://www.emergency.it/menu.php?A=004&SA=021&P=160&ln=It 

 

http://www.zecchinodoro.org/fiore_della_solidarieta/presentazione.php 

 

http://www.beatocello.com/ 

 

http://www.regaliperlavita.it/index.php?from=demT20081127 (Unicef)

 

http://dbwizard.actionaidinternational.it/Iniziative/MM5/index.html (Adozioni a distanza)

 

CURIOSITA' NATALIZIE

BABBO NATALE: CHI E', COME NASCE, DOV'E' LA SUA CITTA' IMMAGINARIA
Slitta volante trainata da renne, la barba bianca, l'abito di panno rosso, un carico di doni per tutti: tra tutte le tradizioni del Natale, quella di Santa Klaus o Babbo Natale e' la piu' dolce e magica

LE RICETTE
Il panettone milanese, i cappelletti in brodo emiliani, l'insalata di rinforzo napoletana... Ogni regione italiana ha per le feste menu' particolari, da rispettare ogni anno o da variare secondo l'estro della fantasia

 IL NATALE DEL GUINNESS
L'albero di Natale artificiale piu' grande di sempre e' alto 41 metri con un diametro alla base di 16 metri e si trova a Bussero (Milano) nel giardino dell'azienda di Pietro Cucchi. Allestito nel '97, era illuminato da 68.600 lampadine.
Lo zampone piu' grosso fu cucinato il23 dicembre 1991 sotto la direzione di Sante Bartolomase, Saverio Cioce e dei fratelli Cavani a Castelnuovo Rangone (Modena), dove ogni anno viene preparato un esemplare gigante. Quello del '91 pesava 300 chili e si ricavarono 3000 porzioni.
Il panettone piu' grosso fu preparato il 21 dicembre 1995 a Bellaria (Forli') da Gian Carlo Russo. Pesava 220 chili, aveva un diametro di 86 centimetri e un altezza di 106 centimetri.

 

 

 

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Conoscete qualche mostra, un evento particolare, una tradizione simpatica ed originale del vostro paese o di altri luoghi? Inviateci informazioni a riguardo e noi le pubblicheremo in queste pagine.

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